EuroVelo 8 Venezia - Atene

 

 






                                                 

                                                     


Che cosa è

Con EuroVelo si intende una rete di itinerari ciclistici in Europa al momento a livelli diversi di completamento che comunque ricoprono tutto il territorio europeo con l' intento di assegnare ad ogni stato almeno un percorso ciclabile di qualità.

Diversi sono gli intenti:

  • Favorire la cooperazione internazionale e la armonizzazione degli standard nelle infrastrutture ciclistiche.
  • Promuovere la attenzione ai problemi dei ciclisti con una iniziativa di grande significato. Il tracciato EuroVelo può servire infatti a portare la biciclette e le sue esigenze in luoghi dove è poco conosciuta o penalizzata da scelte trasportistiche appiattite sulla automobile.
  • Favorire l'avvicinamento alla bicicletta in un ambiente sicuro e ambientalmente di pregio da parte di non ciclisti. Molti sono infatti i ciclisti ad esempio quelli con figli piccoli che sono frenati dal timore di incidenti tutt'altro che infrequenti sulle strade normali e la presenza di un itinerario protetto può costituire un elemento determinante per introdursi alla pratica del turismo in bicicletta.
  • Catalizzare la realizzazione di ciclo itinerari locali beneficamente influenzati dall'itinerario europeo, che diventa l'elemento trainante per fare crescere reti locali di itinerari per ciclisti.
  • Promuovere la bicicletta come migliore pratica di turismo sostenibile. Uno degli elementi più critici del turismo è il mezzo di trasporto motorizzato con i suoi effetti dannosi sui territori attraversati e sulla meta del viaggio. La bicicletta ha ovviamente tutte le caratteristiche di sostenibilità in termini di impatto.
  • Portare benefici economici alle comunità locali. Il ciclista attraversa il territorio lentamente e senza proprie risorse, attingendo altresì ai commerci, ai ristoranti e agli alberghi dei piccoli centri, che sono quelli elettivamente scelti dal turista in bicicletta.
  • Indurre maggiore utilizzo del trasporto pubblico a scapito dell'auto privata o dell'aereo. La bici si sposa naturalmente con mezzi di trasporto come il treno, il traghetto, o il bus che sono quelli a minore impatto ambientale.

Itinerari


Al momento si possono contare 17 itinerari diversi che tagliano da nord a sud ed da est a ovest l' Europa tutti contrassegnati dall' acronimo EV seguito un numero ( esempio EV1,EV2 ecc ecc. Ad oggi si arriva fino all' EV19 con la sola mancanza di EV16 ed EV18).

Informazioni supplementari

Visitare il sito ufficiale eurovelo.com

Noi per iniziare abbiamo scelto EUROVELO 8







               

EuroVelo 8 è un itinerario che parte da Cadice in Spagna, passa lungo tutta la costa mediterranea della Spagna, entra in Francia e prosegue sempre sulla costa fino a Nizza e poi Ventimiglia. Da qui si raggiunge Torino e seguendo la Ciclovia del Po giunge  a Venezia; si prosegue per Trieste e sempre sulla costa della Croazia si arriva in Albania e poi Atene. Sono 7.350 km quasi tutti sulla costa del mar Mediterraneo ed attraversa 8 paesi europei. Noi sfruttiamo il fatto di aver già percorso il tratto Torino-Venezia per proseguire quindi in direzione Atene....AVANTI TUTTA!!!!!💪💪💪

Beh certo, siamo in autunno avanzato e la stagione non certo delle migliori per fare un giro in bicicletta ma si sa, la passione a volte aiuta a superare anche il freddo. La partenza non è delle migliori un forte vento da Nord-Nord Est e quindi frontalmente obliquo alla nostra direzione tira a 25 km /h.

25 novembre 2023 ore 8.00

Partiamo alla volta di Chioggia punto di partenza del nostro EuroVelo 8. Per comodità lasciamo l' auto alla stazione ferroviaria di Rovigo e proseguiamo con quel bellissimo treno diesel che avevamo già preso ad Adria. Siccome questo treno è gestito da una compagnia privata, per poter imbarcare le bici sul treno occorre prima di partire mandare una mail all' indirizzo so.fam@sistemiterritorialispa.it per richiedere la possibilità di caricare le bici sul treno specificando l' orario di partenza e il numero del treno che si intende prendere, questo per evitare discussioni con il capotreno. Il biglietto si fa sul treno.
Partiamo alla volta di Chioggia punto di partenza del nostro EuroVelo 8. Per comodità lasciamo l' auto alla stazione ferroviaria di Rovigo e proseguiamo con quel bellissimo treno diesel che avevamo già preso ad Adria. Siccome questo treno è gestito da una compagnia privata, per poter imbarcare le bici sul treno occorre prima di partire mandare una mail all' indirizzo so.fam@sistemiterritorialispa.it per richiedere la possibilità di caricare le bici sul treno specificando l' orario di partenza e il numero del treno che si intende prendere, questo per evitare discussioni con il capotreno. Il biglietto si fa sul treno.
La giornata di oggi prevede di fare alcuni tratti sui vaporetti con le bici al seguito.
Esistono diverse possibilità e vanno studiate attentamente perchè il costo del biglietto dei vaporetti non è esattamente a buon mercato. I vaporetti sono gestiti dalla società Actv che con il suo sito ci informa sia sulle linee che sugli orari. L' acquisto più conveniente dipende dal vostro programma.
I biglietti possono essere Actv Navigazione che vale 75 minuti al costo di 9,50 euro a persona oppure Actv 1 giorno che vale appunto 1 giorno e costa 25 euro. Il biglietto per le biciclette costa 1,5 euro e vale sempre 75 minuti.
Il nostro programma prevede di prendere il vaporetto a Chioggia con discesa obbligata a Pellestrina Cimitero quindi una ventina di minuti in bici per poi prendere il ferry boat a San Pietro in Volta fino ad Alberoni e quindi proseguire fino a Lido Sme in bici, fino a qui basterebbe il biglietto navigazione ma siccome una volta preso l' albergo vogliamo raggiungere Piazza San Marco  e quindi scadono i 75 minuti siamo obbligati a prendere il biglietto 1 giorno da 25 euro più i biglietti per le bici da 1,5 euro totale 53 euro.

Chioggia - Venezia Lido km 27 km




Arriviamo quindi alla stazione di Chioggia e dopo aver preparato le nostre biciclette ci avviamo per un paio di km in direzione Ponte Vigo, punto di imbarco per raggiungere Pellestrina Cimitero dove si scende e si prosegue pedalando per circa 8 km fino a San Pietro in Volta dove ci si imbarca su un Ferry
Boat assieme alle auto per attraversare il canale di San Pietro per poi scendere ad Alberoni.
Da qui si torna a pedalare per una decina di km fino a raggiungere il nostro albergo al Lido di Venezia.
Noi abbiamo prenotato presso l' hotel La Pergola, un hotel abbastanza mal tenuto. Comunque almeno l' acqua della doccia era bella calda. Prendiamo ancora il vaporetto e scendiamo a piazza San Marco per fare un piccolo giro a piedi nei piacevoli vicoli di Venezia e dove troviamo anche un bel posticino per la cena all' Osteria Al Gherenghelo.
Ritorniamo alla linea 11 per tornare in albergo.


26 novembre 2023 ore 8.00

Usciamo dall' hotel per cercare un posto dove far colazione per poi prendere ancora la linea 11 che ci porta da Venezia Lido a Punta Sabbioni. Facciamo 2 biglietti navigazione più due per le bici e partiamo. Mi accorgo però di aver perso i miei occhiali da bici probabilmente presso la biglietteria, ma tornare indietro con armi e bagagli è un casino e dunque mi metto il cuore in pace.


Punta Sabbioni - Ottava Presa km 69 




Partiamo alla volta dell' Ottava Presa una frazione del comune di Caorle. Fa freddo parecchio e ieri mi sono preso anche la tosse purtroppo. Comunque la giornata è bellissima neanche una nuvola.
Alcuni pescatori stanno facendo il presepio in nel Canale Pordello




molto suggestivo.



Superato Cavallino prendiamo a sinistra su sterrato lungo il fiume Sile dove incontriamo un bellissimo trabocco completamente ristrutturato e molto tecnologico.





Arriviamo così al Lido di Jesolo. Il Lido di Jesolo non finisce mai, ovunque tu vada c'è scritto "Lido di Jesolo, ci siamo anche persi, tanto è che ormai è mezzogiorno e ci fermiamo a mangiare in un giardinetto al sole.
Ripreso a pedalare arriviamo a Cortellazzo e da prima scavalchiamo il Canale Cavetta e poi il mitico fiume Piave, dove gli automobilisti devono pagare euro 1 per il passaggio!


Proseguiamo tranquillamente fino a Caorle e poi svoltiamo a sinistra in direzione San Stino di Livenza.
Noi ci fermiamo a Ottava Presa dove abbiamo prenotato presso l' Hotel "La casa dei Dogi", un posticino di una certa eleganza....
Per oggi abbiamo preso freddo a sufficienza e quindi ci rintaniamo in camera dove però oltre a tutto bello è anche tutto freddo, è probabile che si siano dimenticati di accendere il riscaldamento, comunque dopo poco mettono tutto a posto.
Non c'è molta scelta di ristoranti a Ottava Persa quinci ceniamo nel ristorante dell' hotel.


27 novembre 2023 ore 8.30

Mangiato e dormito benissimo. Ci prepariamo per partire dopo una buona colazione. Oggi è il giorno in cui dobbiamo fare il maggior numero di km anche se praticamente non c'è dislivello .



Ottava Presa - Monfalcone km 83



Ieri alla fine mi sono preso l' influenza ed ho una gran tosse. Ci fermiamo a prendere qualcosa per mangiare a pranzo e poi ripartiamo su strada asfaltata. il freddo non manca tant'è che in cielo stormi di anatre lasciano la zona per raggiungere posti più caldi. Dopo aver mangiato probabilmente per il freddo mi prende un blocco allo stomaco devo bere qualcosa di caldo per riprendermi.
A fatica arriviamo a Monfalcone dove abbiamo prenotato presso l' hotel "Antica locanda al Gelso" appena restaurato nel centro di Monfalcone. Inizia a piovere come previsto ed andiamo a fare cena presso il ristorante "Lo Spuntino" una antico bar trasformato in trattoria dove una simpatica signora con accento genovese, ma è di Cuneo ci serve la cena.


24 Aprile 2024 ore 8.00

Dobbiamo raggiungere Monfalcone città dove eravamo arrivati l' ultima volta. Per nostra comodità lasciamo la macchina nei pressi della stazione ferroviaria di Padova e poi prendiamo il treno. Purtroppo le previsioni metereologiche non sono troppo belle e fa anche parecchio freddo. Abbiamo infatti preparato un piano B, ovvero se a Monfalcone dovesse piove proseguiamo fino a Trieste in treno, anche perchè o in bici o in treno comunque abbiamo prenotato la camera lì.
Appena saliamo sul treno a Padova inizia a piovere in modo discretamente forte e dunque arrivati a Monfalcone invece di scendere proseguiamo.
A dire il vero i 30 km che separano Monfalcone a Trieste dal punto di vista panoramico non è gran ché,  è tutto un cantiere navale e il cielo cupo non aiuta certo. La cosa che dispiace di più è non visitare il castello con il suo parco di Miramare, ci sono stato quando avevo circa 4 anni con la mia mamma e sarei passato volentieri e vedere questo posto.
Invece siamo già a Trieste, piove ma il tratto stazione ferroviaria fino "Agli Incanti" in piazza Venezia dove abbiamo prenotato la camera è abbastanza breve per non arrivare completamente bagnati.












25 Aprile 2024 ore 7.00

Stage#4 Trieste - Umag (Umago) km 70 dislivello 511m 




Ieri sera volevamo andare a mangiare presso "Osteria Istriano" ma purtroppo non c' era posto e quindi abbiamo dirottato nella vicina trattoria "Al nuovo antico pavone" dove comunque abbiamo mangiato bene. 
Pensando di andare al mare questa volta mi sono portato per la sera solo dei pantaloni corti, ma ieri sera erano sinceramente fuori luogo...i 2 gradi si sentivano nelle gambe!

Questa mattina invece oltre ad essere festa in quanto 25 Aprile, piove poco, c'è un forte vento ma per fortuna non è la bora e ci sono 4 gradi. Ci siamo messi quasi tutto quello che avevamo per stare al calduccio.

Può solo migliorare questa è la nostra certezza!! 💪
Il percorso è molto piacevole tutto o quasi su pista ciclabile asfaltata in riva al mare.


Ben presto la pioggia smette, il vento a 12 km/h no, ma non da fastidio. Superato Muggia troviamo il confine tra l' Italia e la Slovenia. naturalmente non è presidiato da nessuno e dunque ci fermiamo per la foto di rito.



Qui incontriamo subito 4 ciclisti anche loro di Torino con le bici da corsa che sono partiti per fare il giro dell' Istria. Non sono più ragazzini ma per loro è la prima volta che fanno un giro di questo tipo con le biciclette. In Slovenia vediamo che non sono organizzati male, ad esempio in riva al mare hanno installato dei bagni con doccia simili a quelli che si possono trovare in Liguria.......si fa per dire 😂😂


Arrivati a Izola ci fermiamo per una pausa ristoratrice, ora il cielo si è meno grigio e qualche raggio di sole riesce anche a penetrare




In Slovenia il traffico sulle strade statali è molto elevato e le strade sono anche strettine, occorre fare attenzione alle piste ciclabili che sono davvero tante. Noi cerchiamo di non stare sulla strada statale ma al primo errore che abbiamo fatto gli automobilisti si sono accaniti su di noi con bestemmie in italiano e suonate vigorose di clacson. Purtroppo non ci siamo informati a dovere sulle piste ciclabili slovene e sigle come E21 non ci dicono proprio niente, forse è meglio scrivere dove portano. Arriviamo quindi ad una galleria controlliamo bene che non ci siano divieti per le bici e ci infiliamo dentro.
Fino ad ora si è scherzato tutto asfalto e lo sterrato ci manca un pò, ma ecco che nei pressi di un centro commerciale a Lucija prendiamo subito un sentiero in ripida salita!



superato questo piccolo dislivello però la vista sul parco delle saline di Sicciole è strepitosa!!!




Scendiamo fino all' ingresso e si inizia a vedere alcuni segnali dell' Eurovelo 8.


Facciamo tutto il giro delle saline e anche dell' aeroporto che si trova in fondo e quindi arriviamo al confine tra la Slovenia e la Croazia.
 




Appena 10 metri dopo la frontiera si prende uno sterrato a destra per 500 metri e poi a sinistra su per una meravigliosa salita sterrata in mezzo alla vegetazione, dritto per dritto fino quasi in cima..la Parenzana! Arrivati al primo bivio con strada asfaltata giriamo in salita a sinistra fino ad una rotonda in località Valica. Qui sbagliamo strada invece di andare dritti svoltiamo a destra in discesa e la allunghiamo di qualche km. Alla prima occasione svoltiamo a sinistra e scendiamo ad Umago, sul mare.


Abbiamo prenotato a da Viktor nel centro di Umago, la camera è appena rifatta anche di arredamento, un bel letto grande, peccato che l unica coperta era più piccola del letto e con il freddo che faceva non era tanto confortevole, comunque a parte questo particolare per il resto un posto carino. Il centro di Umago sarà forse perchè non ce nessuno in giro, da un pò l' idea di un posto poco frequentato anche in estate, comunque sul lungo mare ci sono una serie di ristoranti con tanto di butta dentro ovvero con del personale che cerca di convincerti ad entrare. Noi entriamo nell' ultimo "Restoran Amfora" forse anche perchè nessuno ci ha invitato ad entrare, mangiato discretamente ma forse un poco esagerato con i prezzi.

26 Aprile 2024 ore 8.00

Stage#5 Umag (Umago) - Bale (Valle) km 66 dislivello 769m




Umag-Bale Eurovelo 8
Siamo entrati nella penisola istriana.
Oggi finalmente non piove ed il cielo è completamente azzurro senza una nuvola.
Abbiamo dormito bene, ci prepariamo ed andiamo a fare colazione nel bar a fianco alla casa. Ha un bel dehors sul retro lì facciamo colazione in riva al mare.
Ora partiamo alla volta di Bale. E' quasi tutto in pianura con molti sali e scendi. Man mano che passano le ore il sole riesce a scaldare un pochino ed infatti nei pressi di Karigador iniziamo anche a toglierci qualcosa perchè fa caldo.
Arriviamo così a Parenzo, di cui mi ricordo una vecchia canzone :"La mula di Parenzo".








Umag - Bale Eurovelo 8


L' uscita da Parenzo è molto bella su un percorso in un parco all' ombra delle piante e in riva al mare. Poi dopo un breve tratto su asfalto, si prende uno sterrato in mezzo alla foresta molto ben battuto. Alla fine si entra su asfalto in una bellissima e veloce discesa fino alla punta del fiordo o baia di Lim, una baia molto verde e lussureggiante con alcuni allevamenti di cozze.






Qui, abbiamo appuntamento con Franco un nostro amico di Torino che ha la casa a Bale. Arrivati nel punto di incontro Franco non ce ancora e dunque decidiamo di proseguire verso Bale, solo che il nostro giro prevede ad un certo punto della salita una svolta a destra su sterrato, mentre Franco  dovrebbe percorre con la bici da corsa la strada statale. Ci sentiamo al telefono e riusciamo a trovarci nei pressi di Sosici, una piccola frazione nella collina.  Tenta di farci fare un giro turistico della zona passando anche per Rovigno, ma le nostre forze sono contate e gli chiediamo di seguirci.
Pensavo sinceramente fosse asfaltato ma purtroppo d un certo punto la strada diventa sterrata e poi anche quasi un sentiero con pietre aguzze. Franco, è un signore di 80 anni che va in bici da corsa tutti i giorni percorrendo almeno un centinaio di km e dislivelli impensabili. Partecipa ai campionati del mondo di categoria (over ottanta ) il World Master Cycling che si svolge tutti gli anni a Sant' Anton in Austria. Lo scorso anno  è arrivato quarto e quest' anno ci riprova! A differenza di tanti fighetti in bici, lui non ha paura di fare sterrato con la sua Colnago.



 Fantastico Franco!!
Andiamo verso casa sua a Bale dove la moglie Susanna ci aspetta. Bale è un paesino molto carino . quattro case antiche ristrutturate benissimo come la loro casa. Dopo la doccia calda è giunta l 'ora di andare a Rovigno in macchina per bere una buona birra fresca e poi a cena.



27 Aprile 2024 ore 8.00

Stage#6 Bale (Valle) - Mošćenička Draga km 72 dislivello 701m



Ieri sera abbiamo mangiato molto bene presso il ristorante "Borghetto". Susanna e Franco  ci hanno fatto trovare una colazione da albergo a 5 stelle, frutta, frutta secca, marmellate, brioches, the caffè latte insomma un tavolo ricco e pieno di cose buone. Li salutiamo e li ringraziamo, oggi la tappa è abbastanza lunga ed è meglio partire. 

Bale-Mošćenička Draga Eurovelo 8
Lasciamo Bale seguendo il nostro navigatore, prendiamo subito uno sterrato che però dovrebbe dopo un paio di km dovrebbe passare dentro ad un bosco che però il sentiero sembrerebbe abbandonato da tempo e dobbiamo tornare indietro. Proseguiamo su asfalto e dopo un paio di km svoltiamo a sinistra su sterrato. Dopo aver percorso qualche centinaio di metri un reticolato con un cartello scritto in croato ci blocca la strada. Per fortuna con il traduttore di Google riusciamo a capire che la scritta recita:" Cavalli al pascolo per passare staccare il reticolato e poi vi preghiamo di chiudere". Così facciamo e andiamo avanti. 

Man mano che andiamo avanti diventa sempre più fangoso per le piogge dei giorni precedenti e con le borse anche faticoso direi, ma pian piano riusciamo a superare la situazione e nei pressi dell' autostrada, dopo una dozzina di km, vediamo la fine dello sterrato o per lo meno è sterrato ma ben battuto.



Attraversiamo su asfalto una serie di borgate dai nomi impronunciabili ed arriviamo così a Barban, dove non ce nulla ma in compenso c' è una bella chiesa dove si sta svolgendo un matrimonio ed un bar messo li apposta per mangiare qualcosa visto che sono quasi le 12.30. Mi prendo una specie di hot dog croato (non male a dire il vero) e poi dopo la pausa riprendiamo a pedalare. Si parte subito in discesa veloce dove un bel murales attira la nostra attenzione.....




...sembriamo proprio noi due! Affrontiamo la veloce discesa per scendere ed attraversare il fiume Rasa. il panorama è molto bello qui la strada in pianura costeggia un canale d' acqua

Bale-Mošćenička Draga Eurovelo 8

e poi inizia la salita che con una pendenza anche del 10% ci porta a Labin dove facciamo una pausa sotto le piante su una panchina. Si prosegue su un falso piano con alcuni strappi e poi inizia una discesa su sterrato in costa alla montagna. Lo sterrato in realtà non è molto bello perchè le ruote affondano sono tutti sassolini e polvere ma tanto quanto in discesa si viaggia. Non vale altrettanto per alcuni ragazzi e ragazze inglesi che con le bici tipo olandesine (senza cambio) cercano di risalire a piedi la montagna...poverini!!!! Verso la fine della discesa la pendenza arriva anche al 27% in alcuni tratti!
Fatto sta che arriviamo presso una miniera di carbone la cui ciminiera domina il panorama.





Bale-Mošćenička Draga Eurovelo 8
Superata la miniera che si trova a livello del mare la strada sale di brutto in 900 metri ci troviamo a 155 metri sul livello del mare con pendenza media del 17% che affrontiamo a piedi, ma la soddisfazione è che arrivati in cima nel paesino di Plomin la vista è notevole. Troviamo qui dei ragazzi italiani in moto della provincia di Monza Brianza con i quali scambiamo due parole e poi ripartiamo. Il più ormai è fatto e dunque in discesa arriviamo a destinazione.

Il paesino di Mošćenička Draga è piccolo ed ha un bel porticciolo che si affaccia nel golfo del Quarnaro. Questo golfo fin dall' antichità è sempre stato considerato il limite estremo occidentale dell' Italia fin dai tempi del Sacro Romano Impero. Famosi i versi di Dante nell' Inferno della Divina Commedia:

«[...] Sì come ad Arli, ove Rodano stagna,
sì com' a Pola, presso del Carnaro,
ch'Italia chiude e suoi termini bagna [...]»


Bale-Mošćenička Draga Eurovelo 8
 Ci fermiamo a chiedere informazioni su dove si trova la casa di Deskovic da cui abbiamo prenotato. Un pescatore mi dice che Deskovic, proprio lui, è nel ristorante alle mie spalle e lo chiama. Deskovic è simpatico così come la moglie, stanno festeggiano la prima comunione della figlia. La moglie ci accompagna a casa. Una volta parcheggiate le bici in una specie di scantinato buio, in realtà non molto presentabile, passiamo in uno stanzino che dovrebbe essere una piccola zona bar. Sono le 17.30 e ci offre una grappa di colore azzurro! Rifiutiamo gentilmente e allora ci fa scegliere la camera tra le due a disposizione e visto che loro stavano mangiando in quel ristorante le chiediamo di prenotare anche noi per la cena. La camera è abbastanza basilare ma pulita con un bel balconcino sulla spiaggia.
Usciamo per farci un giretto nel porticciolo e poi un aperitivo...




...quindi a cena al ristorante "Knoba Pescaria".


28 Aprile 2024 ore 8.30

Stage#7 Mošćenička Draga-Cirquenizza km 61 dislivello 614m



Ci prepariamo per partire e nel piccolo bar di casa incontriamo sia Deskovic che la moglie. Ci offrono il caffè alla turca con una fetta di panettone e scambiamo due parole. Lui è un capitano di marina al porto di Rijeka (Fiume) parlano anche abbastanza bene italiano hanno tre figlie femmine. Lui è molto interessato ai nostri viaggi in bicicletta. Ci salutiamo.
Alla fine abbiamo dormito bene e anche la cena è stata ottima. Una knoba alla fine equivale alla nostra trattoria. Sembra comunque impossibile che anche nei posti più remoti ci siano sempre degli italiani in vacanza. Infatti ieri sera nei 4 tavoli del ristorante c' erano solo italiani!
Oggi la tappa dovrebbe essere meno impegnativa sia per i km che per il dislivello e dovremmo anche fare il nostro ingresso in Dalmazia una regione che comprende gli stati della Croazia, Bosnia e Montenegro fino al confine con l' Albania. Pedaliamo sulla strada asfaltata lungo la costa ed attraversiamo alcuni paesi molto carini tra cui Volosko, dove in effetti vediamo l' unica fontana di tutto il viaggio. Le fontanelle d' acqua non esistono in Croazia, l' unica è comperare la bottiglia o farci riempire la borraccia nei bar , cosa che fanno volentieri.
All' entrata della città di Fiume (Rijeka) la polizia fa deviare tutte le macchine ma non noi in bici. La strada principale è chiusa per una maratona, o forse una mezza maratona, tutta la città è in festa con gruppi musicali che suonano




A dirla proprio tutta, Fiume, non è bellissima, a parte la zona centrale per il resto sembra quasi in uno stato di abbandono, è vero che oggi è domenica e quindi le città con i negozi chiusi danno sempre una impressione di desolazione, comunque noi proseguiamo. Subito dopo un strappo al 18%  che da livello ci porta a 180 m di altitudine ci rimettiamo sulla strada costiera Jadranska magistrala, questo è il nome ci ritroviamo in cima ad un bellissimo promontorio con una piazzola ed un ristorantino a picco sul mare. Ci fermiamo a mangiare una insalata mista. Bistro Vidikovac questo è il nome, è una trattoria gestita da soli anziani, tutti precisi e ordinati, è un pò ruspante del tipo che piacciono a me ma la vista è questa....

Mošćenička Draga- Cirquenizza Eurovelo 8

Si intravede anche sull' altro lato del fiordo il taglio della strada che andremo a fare, sulla punta invece il paesino di Buccari (Bakar)

Mošćenička Draga-Cirquenizza Eurovelo 8

Oggi alle ore 16 siamo già arrivati alla fine del giro; Cirquenizza (Crikvenica). Abbiamo affittato un appartamento da "Nikola Apartmani". Loredana ci telefona e ci accoglie nel migliore dei modi. La casa è appena ristrutturata e l' appartamento è veramente bello. Praticamente a due passi dal centro.


29 Aprile 2024 ore 8.30

Stage#8 Cirquenizza-Jablanac km 76 dislivello 829m


vedi mappa e il percorso 3D


Dopo aver fatto colazione nella piazza centrale di Cirquenizza è il momento di comperare della crema solare protettiva, oggi la giornata si preannuncia finalmente calda ed il cielo è terso senza neanche una nuvola e anche il vento è cessato. Pedaliamo quasi sull' acqua che risulta essere trasparente e di un colore bellissimo.


Superata la località Selce per ritornare sulla statale un piccolo strappo al 12% per poi ridiscendere a Novi. Arrivati in prossimità di Povile lasciamo l' asfalto per scendere sulla bellissima spiaggia, questa

Cirquenizza-Jablanac Eurovelo 8


Cirquenizza-jablanac Eurovelo 8
bella avventura però ci costerà cara perchè per uscire da lì un paio di km al 12% non ce li toglie nessuno.
Ritorniamo quindi sulla strada stata E65 superando scorci di mare dall' alto veramente belli. Arriviamo a Senj (Segna). Al supermercato compriamo qualcosa da mangiare per pranzo e poi troviamo un giardinetto tranquillo dove consumare il pasto e riposare un pochino all' ombra.


Effettivamente ci sono una serie di calette con spiaggia veramente belle, quasi tutte occupate da camping a dire il vero però il mare è una meraviglia. La tentazione è troppa per non fermarci e mettere i piedi in acqua, ed infatti ci fermiamo....l' acqua è gelata non è solo fredda ma già mettere a mollo i piedi è un passo avanti.

Ora però ci aspetta una salita di circa 12 km con una pendenza media del 7%, ma non è tanto la salita sotto al sole , ma il traffico di auto, camion e soprattutto moto che ti sfiorano a tutta velocità. Il rumore delle moto è assordante, forse rimbomba anche un pò ma li senti arrivare quando sono a due o tre km prima, hanno degli scarichi da formula uno e viaggiano a tutta velocità. Infatti una curva si ed una no per terra ci sono macchie d' olio e altro con tanto di sabbia per coprire, segni di incidenti. Seppur con un panorama mozzafiato non è molto divertente pedalare qui.
Finalmente arriviamo al bivio per Jablanec (Jablanazzo) e scendiamo giù. Infatti per arrivare a Jablanec occorre prendere una ripida discesa che dalla statale porta alla piccola e incantevole porticciolo.


Abbiamo prenotato presso il Lux hotel pension proprio sul porto. Fino ad oggi quasi tutti parlavano oltre al croato l' italiano, ma qui invece è una piccola colonia tedesca, infatti parlano solo il croato ed il tedesco. E' un hotel anni 70 e così è rimasto, alcuni ospiti, tedeschi, ed tutto rigorosamente pulito. E' un posto molto bello ed è irrinunciabile prima di fare la doccia andare sulla spiaggetta a rilassarsi un pò e magare tentare di fare il bagno. No niente da fare i piedi stanno bene in acqua ma il resto no!
Bene , cena presso l hotel, in realtà si può mangiare solo qui perchè per il resto è chiuso e poi una breve passeggiata.


30 Aprile 2024 ore 8.00

Stage#9 Jablanac-Tribagno km 66 dislivello 625m




Dal balcone della camera la vista sul piccolo porto è molto bella



ed anche un pescatore che rattoppa le reti con la musica ad alto volume ci sta bene



Jablanac-Tribagno Eurovelo 8
La giornata è meravigliosa, dopo una abbondante colazione alla tedesca, dolce e salato come piace a me, ora risaliamo i 4 km di salita per ritornare sulla "pista da formula 1" l' E65, dove moto, auto, camion e camper ti sfrecciano a 20 cm dal manubrio della bici. Fa anche molto caldo e a dire il vero non siamo molto abituati al calore che l asfalto manda su. 

Ne approfittiamo arrivati a Ribarica per fare un giro nel piccolo nucleo di case e scattare qualche foto

Jablanac-Tribagno Eurovelo8


L' inferno dura fino a Karlbag (Carlopago), poi improvvisamente proseguendo sempre sulla E65 spariscono tutti e non passa più nessun mezzo. Forse hanno girato a sinistra sulla D25 in direzione Gospic, fatto sta che ora pedaliamo in tutta tranquillità. E' finita anche la discesa purtroppo ma ora non è male, sono tutti promontori con leggere salite e discese. Ne approfittiamo anche per comperare il cibo per il pranzo in un market e a consumarlo ovviamente. Fatto sta che piano piano arriviamo a destinazione a Tribagno presso l' hotel restaurant Ante. E' una struttura isolata fuori dal  paese ma è in riva al mare ed oggi la temperatura è di 32 gradi.
Infatti una volta presa la stanza e messe le bici al sicuro mi tuffo in acqua; non è che sia calda ma qualche secondo riesco a resistere! Primo bagno della stagione.
Si sta benissimo al sole in spiaggia. La cena per forza la dobbiamo fare qui e mangiamo anche bene.


1 Maggio 2024 ore 8.00

Stage#10 Tribagno-Zadar km 60 dislivello 463m




Purtroppo oggi è l' ultimo giorno di bici, siamo arrivati alla nostra meta. Come tutti gli ultimi giorni si pedala con una certa rilassatezza anche perchè è la tappa più breve e quella con meno dislivello. E' anche la festa del primo Maggio, anche qui festeggiano come mi ha detto un ragazzo ad Umag, in senso ironico festeggiano il "non lavoro". 
Costeggiamo tutta la costa fino al paesino di Modric. Qui non è molto bello è un pò lacustre, acquitrinoso, poi proseguiamo in salita. Sembra di dover prendere l' autostrada, ma all' ultimo momento giriamo a sinistra fino ad arrivare al ponte Maslenica una imponente costruzione in ferro ad archi. Ci sono forti raffiche di vento laterali che fanno sbandare la bici


e subito dopo uno dei rari segnali che ci ricordano di essere sull' Eurovelo 8



Tribagno-Zadar Eurovelo8
subito dopo in un bar isolato ci fermiamo a bere qualcosa. A fianco del bar alcune lapidi di soldati croati che morirono sotto ai bombardamenti serbi durante la guerra d' indipendenza della Croazia terminata nel 1995, ce ne sono molte in questa zona di lapidi a memoria.
La giornata passa veloce ed in breve tempo arriviamo a Zadar (Zara).




Abbiamo prenotato nel centro storico di Zara presso il "Luxury apartament contessa Vitali", proprio nella piazza principale della città. Un palazzo abbastanza anonimo all' esterno ma con stanze completamente ristrutturate e anche bene. Intanto inizia anche a piovere ma ormai siamo arrivati a destinazione. La città è piena di turisti e così anche la ricerca di un ristorante possibilmente meno turistico si fa più difficile.

1 Maggio 2024 ore 8.00

Oggi giornata di trasferimenti. Purtroppo il traghetto da Zara per Ancona inizia il suo lavoro a partire da giugno e dunque per arrivare ad Ancona dobbiamo spostarci a Spalato. Da dove poi questa sera ci imbarchiamo con le bici alla volta di Ancona. Partenza ore 19.30 arrivo alle ore 7.00 puntuali. Una volta scesi andiamo alla stazione ferroviaria per prendere il treno che ci porta prima a Bologna e poi a Padova dove avevamo lasciato la nostra auto.

Il video del viaggio su YOUTUBE



15 Agosto 2024 ore 10.30                                                                                            

Stage#11 Zadar - Vodice km 56 dislivello 354m



Arrivati a Zadar con la nostra macchina, vorremmo lasciarla in aeroporto per comodità ma purtroppo il costo del parcheggio per una settimana si aggira intorno ai 150 euro ed è veramente eccessivo e dunque ci spostiamo fuori dall' aeroporto e ci dirigiamo verso la costa per trovare un posto comodo per poi andare a riprenderla e soprattutto gratuito. La lasciamo nel parcheggio della spiaggia di Sukusan per noi sarebbe San Cassiano poco fuori Zara.
Oggi è ferragosto ed il traffico è molto elevato tenuto conto che il percorso è in gran parte su asfalto e sulla strada litoranea. Non possiamo neppure dimenticare che siamo in agosto e la temperatura si preannuncia molto elevata, infatti il nostro termometro indica 38 gradi!

Dopo circa una ventina di km arrivati a Biograd na Moru ovvero Zara vecchia, usciamo finalmente dal traffico e dalla calura dell' asfalto per affrontare un tratto sterrato che ci conduce a Pakostane un bel paese sul mare. 





Visto che abbiamo fatto le 13,10, sarebbe ora di mangiare qualcosa ma, abbiamo troppa sete. Non ci sono fontane sul percorso e l' acqua della borraccia a 40 gradi non è certo dissetante.....





Dopo una bella sosta riprendiamo a pedalare verso Vodice. Il caldo ti ammazza! Troviamo un caletta dopo Prosika dove fare il bagno. Ci fermiamo e ci buttiamo in acqua vestiti come siamo....che bello!



Ultima pausa sono quasi le 4 del pomeriggio e ripartiamo per Vodice, mancano ormai 15 km all' arrivo.
Abbiamo prenotato per la notte la Vila Mautner, un pò fuori dal centro.
A Vodice ci sono molti turisti, il lungomare è pieno di gente che passeggia e trovare un ristorante non turistico è praticamente impossibile anche se dove siamo andati, al restoran Bosic dopo una lunga passeggiata a piedi, non era poi così turistico ed abbiamo mangiato bene.


16 Agosto 2024 ore 6.30                                                                                            

Stage#12 Vodice - Seget Donji km 72 dislivello 516m



Mangiato bene e dormito bene, ma da oggi si cambia! Sveglia alle 6.30 ed alle 7 siamo già in sella, dobbiamo portarci avanti finchè ci sono solo 34 gradi😅😅!






E' ancora tutto chiuso e non ce tempo e spazio per fare colazione. Partenza per qualche km in salita fino alla statua di Ante Juričev Martinčev, detto "Boban". La leggenda narra che quasi da solo avesse dato il via all' avanzata dei carro armati serbi verso Vodice. 







Subito dopo il Sibenik bridge che ci permette di attravarsare la Baia di Sebenico e dove incrociamo anche i cartelli dell' Eurovelo 8.



Sebenico è una cittadina molto bella scendiamo nel porticciolo dove incontriamo subito un italiano che alle 8 di mattina andava a vedere se la sua auto era ancora lì, oppure gliela avessero portata via i vigili... qui non ce parcheggio aggiunge! Comunque ci fermiamo finalmente a fare colazione.
Purtroppo qui funziona così che i bar fanno i caffè o i cappuccini ma, se vuoi una brioche devi andare in un Pekara ovvero da un panettiere che al momento qui non ne vediamo. Ripatiamo dopo un caffè ed un bicchiere d' acqua con ghiaccio.


e poi nell' arcipelago di Sibenico l' isola di Krapanj vista dall' alto appare così...un gioiellino!



Come diceva il cantautore il tempo va e passano le ore e anche la temperatura sale ed alle 12.30 superata la cittadina di appena la strada inizia a costeggiare il mare ci fermiamo in una spiaggia un pò prima di Stupin Celine.
La cosa bella di questa costa ma non solo in questa zona è che le piante e quindi la loro ombra arriva fino sulla spiaggia e quindi dopo aver fatto il un fresco bagno in mare ci mettiamo all' ombra di alcuni provvidenziali ulivi.



Mancano ancora una ventina di km all' arrivo a Seget e dunque possiamo stare tranquillamente in spiaggia durante le ore più calde.
Ripartiamo, ma naturalmente abbiamo una sete incredibile e l' acqua delle nostre borracce serve a poco. Fatto sta che, arrivati in cima ad una salita, il restoran " Napril Bili" fa proprio al caso nostro.
Poi è tutto abbastanza semplice una bella discesa e poi la risalita fino all' ingresso a Seget Donji dove abbiamo prenotato una camera presso Vila Kairos. 
Le nostre bici le mettiamo in camera.  




17 Agosto 2024 ore 6.30                                                                                            

Stage#13 e 13 bis Seget Donji - Stanici km 48 dislivello 274m


stage#13      vedi mappa e il percorso 3D
stage#13bis vedi mappa e il percorso 3D

Il Garmin si è bloccato ed ho dovuto farlo ripartire e dunque questa sessione è divisa in due parti.
Questa notte abbiamo dormito bene alla frescura dell' aria condizionata, avevamo bisogno di raffreddarci un pò. Ieri sera invece nel restoran "Zule" situato in posizione meravigliosa in riva al mare, il trattamento non è stato per niente buono e ce ne siamo andati via.
Pronti e via alle 7 del mattino siamo già in sella alla nostra bicicletta. Appena partiti e per terra troviamo una bellissima pompa da bicicletta, la raccogliamo sperando di incontrare lo sfortunato ciclista. Circa un km e ci fermiamo per la colazione, comperiamo dal pekara (panettiere) le brioches e andiamo in un bar a bere il caffè. Attraversiamo la bellissima cittadina di Trogir e proseguiamo in direzione di Spalato (Split).






Superata la trafficata sopraelevata di Spalato procediamo in discesa dalla parte opposta verso località Sita in riva al mare. Sono solo le 10 del mattino ma noi pedaliamo già dalle 6.30 ed abbiamo percorso circa 25 km. E' ora di una pausa dissetante.
Oggi la tappa non è molto lunga e siamo già a metà e dunque la prendiamo comoda. Effettivamente però l' Eurovelo 8 arrivati a Almissa gira a sinistra verso l' entro terra e poi a destra per seguire la strada che costeggia il fiume Cetina in direzione Zadvraje per poi ricongiungersi con la costiera a Dubici;  purtroppo seppur il viaggio è stato preparato a maggio, non siamo riusciti a trovare da dormire su quella strada e dunque abbiamo scelto di percorre la strada sul mare.
In un paio di ore arriviamo a destinazione a Stanici dove abbiamo prenotato presso "Apartment Roko", in una stradina pedonale che scende a picco sul mare. 
Siamo arrivati talmente presto che dopo un breve riposo siamo riusciti ad andare a fare qualche bagno in mare a pochi passi dalla nostra abitazione.


18 Agosto 2024 ore 7.00                                                                                            

Stage#14 Stanici - Zaostrog  km 63 dislivello 625m



La Sig.ra Gordana con noi è stata molto gentile, alle 7 aveva preparato una buonissima colazione con confettura da lei preparata, frutta yogurt e frutta secca. Noi avevamo un piccolo appartamento che non dava neanche sul mare ma molto pulito fresco e funzionale. 
Siamo pronti per partire, risalire la ripida stradina non è certo semplice e quindi portiamo le borse a mano fino sulla strada. e poi una volta agganciate alle nostre bici partiamo. Ieri sera la cena presso il "Restoran Borowina" è stato senza infamia e senza lode, pensavamo meglio sinceramente, ma siamo stati bene nella terrazza sotto gli alberi.
Partiamo, oggi la tappa è un po' più impegnativa rispetto a ieri.





Oggi non è caldo come gli altri giorni, si pedala meglio. Arrivati in cima, dopo circa 8 km, il traffico diminuisce perchè quasi tutti prendono il bivio a sinistra che porta in autostrada e quindi anche la discesa diventa più sicura con meno macchine e meno camions. 
Arriviamo in discesa fino Baska Voda, dove ci fermiamo sulla strada dal Pekara Palma a fare colazione.
Poi la strada è un saliscendi continuo superiamo Makaraska Riviera  e poi a Podgora dove lasciamo la statale 8 per fare un giro nel lungomare. E' un bel paesino con tanti negozietti sul lungomare. Compriamo anche una cartolina da mandare al nostro amico Flavio...non so da quanto tempo non mando una cartolina a qualcuno e non so nemmeno da quanto tempo non ne riceve lui! Tutto sommato  però lo trovo ancora un gesto, forse fuori moda, ma molto bello, forse da riscoprire!
Da poco  ho appena svuotato la soffitta ed ho trovato le vecchie cartoline dei miei amici e delle mie amiche che mi hanno scritto da giovane e mi sono proprio emozionato 😍!
E proprio a Podgora vediamo un' altra scena di altri tempi, marito e moglie che si muovono con la barchetta di spiaggia in spiaggia e barca in barca a vendere frutta e verdura, si si i fruttivendoli del mare! Spettacolo!




Subito dopo il paesaggio si fa montano





per poi ridiscendere verso ad Igrane. Oggi non è caldissimo ma una pausa prima di arrivare a Zaostrog ci vuole. Infatti alle ore 15 scendiamo dalla statale nel paesino di Mala Duba. Ecco, Mala Duba è uno di quei piccoli paesi che meriterebbe farci una vacanza tutto mare e relax.
Per prima cosa ci beviamo una birra fresca fresca e poi procediamo a piedi nella piccola pineta del lungomare fino a che troviamo una panchina dove parcheggiare le nostre bici e fare un bellissimo bagno in mare. 





Anche l' acqua del mare è calda e potrebbe essere più trasparente, ogni tanto sott' acqua si sente passare qualche corrente di acqua più fredda ma si sta da Dio!
Dopo diversi bagni torniamo alle nostre biciclette per cambiarci e ripartire verso Zaostrog.
In realtà pensavo di essere arrivato, invece siamo si arrivati ma a Drvenik non a Zoastrog! Abbiamo quindi preso la passeggiata del lungomare che conduce al porticciolo.





Poco male ancora qualche km e poi siamo arrivati


Abbiamo prenotato per la notte presso Apartament Bilalovic, proprio dove la strada statale fa una lunga curva. Entrati nella stradina a sinistra la signora ci grida dalla finestra: "Benvenuti!" Parla anche abbastanza bene italiano, ed in breve ci spiega tutto quello che ce da sapere sull' appartamento.
Una volta fatta una bella doccia gelata per riprendere una temperatura normale attraversiamo la strada e scendiamo verso il mare alla ricerca di una bella birra fresca ed un ristorante.
Mangiamo presso il ristorante "Adriatik" situato verso il fondo della passeggiata.



19 Agosto 2024 ore 6.30          
 
                                                                                

Stage#15 Zaostrog - Neum (Bosnia)  km 56 dislivello 544 m



Era prevista pioggia da ieri sera alle 23 e ieri sera alle 23 ha iniziato a piovere anche forte con temporali sparsi. Adesso piove piano e dunque è senz' altro meglio del caldo pazzesco dei giorni scorsi.
Si parte! La pioggia smette subito.
Scendiamo sul lungomare per fare colazione, ma nonostante sia il 19 agosto i locali alle 7 del mattino sono ancora chiusi e quindi la colazione viene rimandata. Sono tutti chiusi tranne il pekara dove comperiamo le brioches, in attesa di incontrare un bar per un caffè. Prima però un incontro raro in Croazia, una fontana gigante dove prendere acqua freschissima...roba mai vista fino ad ora.



In cima alla salitella di Podaca il primo bar aperto.


Oggi si sta veramente bene in quanto a temperatura, il cielo è nuvoloso a tratti cade qualche goccia di pioggia. La strada è in lenta salita con tratti anche all' 8% e addirittura anche al 12 fino ad arrivare in cima da dove la vista sui laghi Bacina è veramente bella, e poi in discesa veloce verso Ploče (Porto Tolero). 
Qui l' Eurovelo 8 prevede di prendere un traghetto per andare sulla penisola di Sabbioncello nella cittadina di Trappano. In realtà la cosa è anche suggestiva dal punto di vista turistico ma siccome non abbiamo molto tempo da perdere proseguiamo dritti. 




Avevamo preparato il giro in modo tale che una volta superato il ponte sul  fiume Neretva avremmo dovuto prendere sulla destra uno sterrato che porta a Prizinovac per attraversare così la bellissima pianura alluvionale del fiume per poi ritornare sulla 8, ma purtroppo il tempo è in netto peggioramento il cielo si è fatto scuro e passare attraverso i campi e canali laterali del fiume ci sembra azzardato e così, superato il ponte proseguiamo sulla 8 lungo il fiume. E' evidente che questa è una zona molto fertile, infatti sulla strada troviamo tantissimi banchi di frutti e verdura dei contadini. Infatti nei pressi di Komin ci fermiamo per comperare della frutta per il pranzo.


Ora il tempo è in netto peggioramento si è alzato un forte vento e dalle montagne stanno arrivando nuvoloni nerissimi. Giusto in tempo di arrivare a Podgradina e si scatena il diluvio universale.
Ci ripariamo in una fermata di autobus che in questa zona è una costruzione in cemento con tanto di tetto. Purtroppo è anche piena di immondizia e l' odore sinceramente non è dei migliori. Ma almeno siamo al riparo. Ne approfittiamo anche per mangiare la buonissima frutta che abbiamo acquistato dai contadini.




Dopo un ora ancora non si placata la pioggia e ci trasferiamo in un vicino albergo per iniziare di prevedere di proseguire con un taxi ma loro non conoscono taxisti con un veicolo grande per caricare anche le bici e nemmeno il distributore di benzina che si trova di fronte. Anche se, a dire il vero, sulla strada si incontrano tantissimi taxi e tutti monovolume o furgoni vetrati.
Fatto sta che la pioggia ora si è calmata piove ma pedalare è fattibile e dunque ripartiamo.
Da Podgradina parte una salita di circa 8 km abbastanza facile ma con alcuni tratti al 10% che ci serve per scavalcare la pseudo montagna per arrivare poi in discesa fino a Komarna.
Naturalmente sia il traffico che la pioggia non mancano e a questo proposito vorrei farvi vedere quali possono essere i pericoli che l' Eurovelo 8 nasconde ma nemmeno troppo.....




Finita la discesa sotto l' acqua siamo usciti dalla strada statale a Komarna. Ora ha quasi smesso di piovere e proseguiamo per Duboka e Radalj fino ad arrivare alla frontiera con la Bosnia Hercegovina.



Espletate le formalità di frontiera


entriamo finalmente in Bosnia Erzegovina

 




 ormai siamo arrivati mancano pochissimi km a Neum



La storia di Neum è interessante così come è interessante capire come mai la costa della Croazia viene interrotta per una ventina di km dalla Bosnia per poi riprendere nuovamente nei pressi di Dubrovnik.
Intorno all' anno 1000 nell' area in cui oggi c'è Dubrovnik esisteva la Repubblica di Ragusa che csi estendeva fino alla penisola di Sabbioncello. Di fronte alla penisola di Sabbioncello, l' isola di Korcula apparteneva invece alla Repubblica di Venezia per il resto a nord sulla terra ferma confinava la Bosnia che aveva un unico sbocco sul mare lungo circa 1
0 km. I rapporti tra le due repubbliche erano molto conflittuali non tanto per l' egemonia del Mar Adriatico quanto per il commercio con i territori interni che Ragusa riusciva a sviluppare  molto meglio di Venezia. 
Con l' arrivo delle truppe Ottomane, la Bosnia, visti i buoni rapporti, si offrì a Venezia la quale però rifiutò e quindi gli Ottomani conquistarono il territorio bosniaco.
Gli anni successivi furono anni di feroci guerre tra le potenze cristiane europee e l' impero Ottomano, ed anche il tratto di mare ex Bosnia risentiva come dimensioni dell' andamento della guerra. Ma nel 1699 decisero finalmente di fermare la guerra con la Pace di Carlowitz. In quell' occasione i diplomatici ragusani puntualizzarono che considerata l' avanzata di Venezia sulla costa non avrebbero gradito avere un confine diretto tra loro e Venezia.  Fu così che lasciarono uno spazio appunto di una ventina di km con Neum di appartenenza Ottomana. Ma fu anche grazie alla magnanimità di un nobile bosniaco che in precedenza decise di vendere a Ragusa la penisoletta del Sabbioncello con tutta la sua costa fino a raccordarla con la Repubblica di Ragusa.
Ancora oggi la situazione è questa. Ovvio che oggi con l' aumento dei mezzi di trasporto passare 4 frontiere non è più pensabile e dunque dopo anni di confronti  tra la Croazia e la Bosnia per trovare una soluzione condivisa, la Croazia decise di costruire un ponte per by passare il tratto di costa.


Arrivati nel centro del paese dobbiamo trovare l' albergo, oggi abbiamo prenotato presso l' hotel "Lav".
Un po' più in alto rispetto alla strada principale, l' interno e tutto nuovo e pulito niente da dire.
Un' apparentemente gentile signorina ci riceve e chiedo dove possiamo lasciare le bici. Probabilmente a Neum, nessuno ruba niente, ma il fatto di doverle lasciare fuori dalla porta davanti all' albergo come suggerito dalla gentil donzelletta, non è di nostro gradimento; anche perchè, come sempre abbiamo chiesto, in fase di prenotazione, un posto al sicuro per le nostre bici e la risposta è stata che avremmo potuto lasciare le bici tranquillamente "inside the hotel".
Dopo una discussione abbastanza acida e maleducata e dopo aver mostrato la loro risposta in fase di prenotazione, molto scocciata ci dice di portare sotto nel salone delle colazioni le biciclette. Ma non finisce qui. Il prezzo della camera era di 30 euro per una notte ma, in nessun modo si era capito che la stanza era in mansarda ed il letto matrimoniale da un lato era contro il muro ed il tetto spiovente come tutte le mansarde. In situazioni di normalità non avrei detto nulla ma in questo caso mi sono lamentato ma inutilmente.
Usciamo e la pioggia ha aumentato di intensità. Comperiamo un ombrello e cerchiamo un ristorante nella discesa verso il mare e questa volta ci azzecchiamo scegliendo il ristorante "Laguna" veramente ottimo così come l' esperto e simpatico cameriere che ci ha serviti.
La giornata è finita e quindi andiamo a dormire.


20 Agosto 2024 ore 6.30           
                                                                     

Stage#15 Neum (Bosnia) - Dubrovnik  km 67 dislivello 606 m



Piove ancora. Partiamo con questa leggera pioggerellina. La signorina deve aver dormito bene perchè è tutta sorridente ma io no.
Scendiamo in paese per comperare le brioches e per bere un caffè espresso caldo e poi partiamo.

Oggi è l' ultimo giorno di pedalata poi ci fermiamo vicino a Spalato in vacanza qualche giorno. Per fortuna non ce il sole è nuvoloso e la temperatura è perfetta. Il pezzettino di Bosnia che interrompe la costa croata è solo di 9 km e dunque dopo appena 6 km dalla partenza arriviamo subito nel posto di frontiera e ritorniamo quindi ancora in Croazia.
Il traffico è praticamente nullo, poichè, grazie al famoso ponte tutte le auto lo utilizzano per andare verso Dubrovnik.


Superiamo anche il ponte che attraversa il canale di Stagno. Purtroppo è già la seconda volta in vita mia che passo da Stagno e vorrei sempre fermarmi per mangiare le famose ostriche che adoro, ma purtroppo passo sempre in orari sbagliati, oggi ad esempio sono le 7.30 del mattino e non mi sembra il caso. Una trentina di anni fa sono passato da queste parti con la macchina, c' era un ristorante che se mangiavi 100 ostriche non pagavi nulla, ma anche quella volta erano le 10 del mattino.
Subito dopo affrontiamo la salita che raggiunge anche 10/11% fino a raggiungere il raccordo con la nuova strada che arriva dal ponte nuovo.


è piacevole pedalare verso Dubrovnik con tutta calma. 
Con il passare delle ore la temperatura si alza sempre di più e verso le ore 13 arriviamo a Zaton (Malfi) dove per festeggiare ci permettiamo un ottimo pranzetto presso il konoba Ankora.


spettacolo! Mancano una decina di km all' arrivo a Dubrovnik e dunque finito il pranzo ci mettiamo all' ombra sulla spiaggetta vicino al ristorante.
Completiamo il nostro percorso arrivando quindi a Dubrovnik, perla dell' Adriatico!


Abbiamo prenotato una stanza presso il Dubrovnik Central Accommodation una bellissima struttura ristrutturata. In realtà avevamo prenotato in un' altra struttura di nome Room Edna. In fase di prenotazione su Booking.com avevamo letto che la struttura non aveva parcheggio privato, ma di solito si riferisce al parcheggio per auto o moto, ma comunque come al solito avevamo scritto che saremmo arrivati in bici e che chiedevamo se vi fosse un posto al sicuro anche per le nostre biciclette. Non ci fu mai una risposta e dopo averci estorto i soldi della notte ci hanno avvisato che non vi era possibilità di ricovero per le nostre biciclette. Quindi siccome ormai i soldi li avevano presi abbiamo mantenuto la prenotazione che per quella sera è stata quindi doppia. La cosa è stata spiacevole in quanto si capiva benissimo che la struttura era gestita da una società immobiliare che non ammetteva discussioni, ma poi con il passare delle ore una signora anziana ci ha telefonato per chiedere a che ora saremmo arrivati, ed al racconto di cosa era successo si è dimostrata molto rammaricata.

Il video del viaggio su YouTube



19 aprile 2025 ore 13.00                                                                                            

Stage#16 Dubrovnik - Lepetane km 43 dsl 257m     
 vedi mappa e il  percorso 3D




                                                       


Ripartiamo nei pressi dell' aeroporto di Dubrovnik, è una bella giornata con una leggera brezza.
Con qualche sali scendi in breve tempo arriviamo al confine che ci annuncia la fine della Croazia e subito un grosso cartellone ci da il benvenuto in Montenegro. Una bella discesa veloce ci porta alla dogana montenegrina dove ci mettiamo in coda alle macchine e al nostro turno ci mettono anche un timbro sul passaporto.








Proseguiamo fino ad arrivare sul mare nella bella cittadina di Herceg Novi ovvero Castelnuovo.
Da qui costeggiando il mare, arriviamo all' imbarco della chiatta che ci fa attraversare le Bocche di Cattaro. Un posto molto bello e suggestivo dal punto di vista panoramico.




Il passaggio per i pedoni e le biciclette è gratuito ed in pochi minuti ti evita tutto il giro delle Bocche di Cattaro che saranno anche spettacolari ma sono 42 km di strada trafficata e stretta.

E così alle 15.30 siamo già arrivati a Lepetene punto finale della tappa di oggi. Abbiamo preso alloggio presso Dream Vacation Apartments per questa notte. Dopo le solite operazioni che si fanno all' arrivo, sentiamo bussare alla porta. La signorina ci spiega che proprio oggi sabato di Pasqua sono arrivati i montatori della tenda del balcone del nostro appartamento e che in breve tempo sarebbero andati via. Poco male invece di riposarci un attimo scendiamo a fare una passeggiata fino in paese. Il ristorante che ci hanno consigliato si trova nel paese successivo Banja Lastva e dunque siccome bisogna arrivarci attraverso la strada costiera con diverse curve anzichè andare a piedi decidiamo di andare in bicicletta per non percorrere con il buio il ritorno a piedi.


20 aprile 2025 ore 8.00                                                                                            

Stage#17 Lepetane -  Sutomore km 59 dsl 707m


Non abbiamo mangiato male ieri sera, la solita frittura di paranza che però aveva il suo perchè.
Ci svegliamo per partire e troviamo sulla sella delle bici una bottiglia di vino rosè che la proprietaria per scusarsi ci ha per l' inconveniente delle tende ci ha lasciato. Poco male, anzi grazie per i 750 gr in più da portare nelle borse. Davvero gentile.
Oggi è il giorno di Pasqua. Ritorniamo a fare colazione dove la sera prima abbiamo mangiato cena e poi proseguiamo a Teodo, una cittadina portuale con un sacco di yachts in porto e tutto intorno negozi delle più famose marche di abbigliamento e accessori. C'è persino un museo con dei sommergibili all' esterno.




Usciti dal paese pedaliamo su  strada asfaltata ad alto traffico, la E80 che poi torna ad essere la E65; causa cantiere per lavori di ripristino dell' asfalto stradale, oggi fermo perchè è Pasqua, si è formata una lunga coda di auto e bus nei pressi dell' aeroporto di Tivat. Superiamo tutte le macchine e poi la strada diventa non più asfaltata ed il traffico diminuisce. Un bus, che vuole passare a tutti i costi, mi supera, mi sfiora letteralmente tant'è che sento Paola urlare terrorizzata, non mi tocca per fortuna ma comunque l' autista sterza per chiudermi senza motivo, come se gli desse fastidio che fossi li. Attimi di paura!





Arriviamo dunque di nuovo sulla costa, a Budua




 

e poi Santo Stefano  da dove si gode della vista sull' isola di Santo Stefano in effetti ora penisola in quanto è stata collegata artificialmente da un istmo.






Effettivamente ce una luce un pò strana oggi ed a guardaci meglio il sole è circondata da un gigantesco anello con i bordi colorati




Si tratta di un alone solare che si crea nell' atmosfera per effetto di cristalli di ghiaccio di forma esagonale che rifrangono la luce solare creando un anello con i bordi colorati come l' arcobaleno ma con disposizione opposta dei colori.

Petrovac è la cittadina successiva da doce si vedono due scogli su cui è stata costruita una chiesetta quella di St. Nedjelja 


La strada costiera è  molto bella ma sempre abbastanza trafficata e ricca di saliscendi fino a Sutomore. Pedalare in Montenegro non è per niente facile, chi guida un mezzo non tiene per nulla conto dei ciclisti, deve per forza passare.
A Sutomore alloggiamo presso l' hotel Del Medio, un moderno hotel che da quasi sulla spiaggia del paese. Per cena, al Karuba Sutomore, un ristorante si fronte alla spiaggia, un piatto di alici fritte spettacolare!


21 aprile 2025 ore 8.00                                                                                            

Stage#18 Sutomore - Scutari km 58 dsl 422m



Grande colazione dolce e salato. Ricomposte le nostre borse e recuperate le biciclette che l hotel ci aveva consentito di mettere all' interno, partiamo. Giornata bella limpida ma tutti i giorni il vento sempre da sud e dunque contrario a noi ci accompagna. Al mattino è più tranquillo ma al pomeriggio a volte tira abbastanza forte. Oggi è anche il giorno in cui lasciamo il Montenegro ed entriamo in Albania.




Saliamo dalla strada del lungomare per riportarci sullo stradone principale che in breve ci porta a Bar, l' antica Antìbari. Alcuni reperti storici la datano addirittura nella preistoria ed il suo nome sembra avere radici dovute al fatto che si trovi proprio di fronte alla nostracittà di Bari.
Arrivati alla mastodontica chiesa ortodossa di San Giovanni Vladimiro  svoltiamo a sinistra per salire su un ponte ad arco che scavalca la ferrovia, Si la ferrovia...l' ultima che abbiamo visto era a Trieste ovvero 800 km fa!

Arrivati in una piccola cittadina di nome Tomba svoltiamo a sinistra per uscire finalmente dal caos della E85 e risalire la collina. Finalmente il silenzio per le nostre orecchie, ma oltre a questo la stradina permette di accorciare di un bel pò la distanza con il villaggio di Krute rispetto alla E80 che passa sul mare. Infatti la tranquillità dura poco perchè hanno iniziato i lavori di allargamento della piccola e tranquilla strada.








La cosa strana di questi posti sono i i cimiteri. Si trovano spesso piccoli cimiteri sparsi qui e là ma in qualche caso anche cimiteri con due sole tombe, come se si potessero seppellire i propri cari nel giardino di casa o su un terreno di proprietà



Arrivati a Krute incontriamo il primo ciclista in solitaria con le borse che ci saluta calorosamente. E' un signore tedesco anche di una certa età...tipo me diciamo...che io ho soprannominato Freund.
Passa poco tempo, diciamo una oretta e d arriviamo alla frontiera tra il Montenegro e l' Albania.



e come si legge dal cartello stradale mancano solo più 15 km a Shkroder.




Dobbiamo anche ricordare che oggi è Pasquetta, ma anche se qui non è una festività e non dice nulla da noi invece in Italia è una festività; rappresenta un pò la porta della primavera ed abitualmente ci si organizza per scampagnate fuori porta con tanto di pranzo nei prati con succulento cibo. Dunque anche noi rispettiamo la tradizione italiana e siccome sono circa le ore 13, ci siamo organizzati 🍔🍔🍸




Birra e noccioline!


Ci meritiamo una bella pausa tanto l' arrivo è vicino. A questo proposito mi viene in mente che forse non è mai successo di arrivare a destinazione così presto sono le 13 e mancano solo 15 km, sarà forse la forma fisica che sta migliorando oppure anche il fatto di aver sostituito i copertoni tassellati per mountain bike con dei pneumatici stradali per gravel forse ci hanno fatto raggiungere questo piccolo record.



Arriviamo quindi a Scutari una città abbastanza grossa con delle vie belle larghe, un gran traffico e con le piste ciclabili.
Abbiamo prenotato in una villetta un alloggio molto carino arredato in stile anni 70 ma molto curato e ristrutturato.




Visto che il pranzo di Pasquetta non ci ha soddisfatto molto, su consiglio di Megi, andiamo a cena nel ristorante di pesce Fishart nel centro di Scutari...una meraviglia!!

22 aprile 2025 ore 9.00                                                                                            

Stage#19 Scutari - Lac  km 71 dsl 181m


Dopo una veloce colazione, già la colazione...Quando al mattino vai in un bar a fare colazione puoi solo ordinare il caffè perchè una brioche o un cornetto lo devi andare a comperare dal panettiere e così facciamo. Ripartiamo da Scutari dove siamo stati bene, anche se non siamo riusciti a vedere il lago, il più grande lago dei Balcani. Ritorniamo per il percorso fatto all' andata fino al ponte e poi giriamo a sinistra. Il progetto era di girare a destra prima di Previza in modo da toglierci dallo stradone trafficato, ma purtroppo non me ne sono accorto del  navigatore che mi diceva di girare e dunque siamo andati avanti. In realtà volevamo anche andare a visitare il centro italiano migranti di Gjader.
Poco male arrivati a Dajc prendiamo una stradina a destra non asfaltata e tagliamo per la campagna fino a raggiungere Kukel. Siamo proprio in aperta campagna e sbagliamo strada un paio di volte finchè arriviamo a Gjader





Praticamente è un carcere!





La strada ora è asfaltata e superato quello che sembra un cementificio ritorniamo sullo stradone trafficato. E' il momento di fermarci per una pausa all' ombra in un chiosco sulla strada. Scambiamo due parole con un ragazzo che parla italiano per aver lavorato diverso tempo in Italia. Ci dice che è dovuto tornare in Albania perchè in Italia aveva un' impresa ma era impossibile guadagnare..troppe tasse! Sono curioso di capire cosa pensano gli albanesi del centro di Gjader e mi risponde che il governo albanese ha semplicemente voluto fare un favore al governo italiano ma il centro lì è una cosa assurda.
Pedaliamo verso la ridente cittadina di Lezhe (Alessio). Un traffico esagerato va bene che è l' ora di pranzo ma è tutto congestionato dalle automobili, camions, bus. Facciamo lo slalom nel traffico fermo finche la polizia ci dice che dobbiamo stare nella pista ciclabile che , francamente non avevamo nemmeno notato perchè piena di persone che camminavano o che uscivano dai negozi senza guardare. Ci fermiamo a mangiare un buon kebab.
Nel frattempo il cielo è diventato tutto nero e nei pressi di Lac inizia a piovere...non molto, ma quel tanto che basta per sollevare un bel pò di fango sulle nostre borse e bici. Lac purtroppo non ci è piaciuta per niente, è un grosso centro con molta confusione, è molto operativo nel senso che ce il mercato con un mucchio di gente che compera ma soprattutto cose agricole legato ai lavori nei campi.
Superiamo Lac e fuori dalla città giriamo a destra in una stradina che porta nell' agriturismo dove abbiamo prenotato per questa sera:  una specie di castello dei paesi nordici.




Ci accoglie la proprietaria che ci affida subito a suo figlio che parla bene inglese, è piuttosto simpatico ed è contento di avere degli ospiti in bicicletta. Ci cambia subito la camera per darcene una molto molto grande e gliene siamo grati. Purtroppo nei dintorni non ce nulla se non la campagna ricca di uliveti e filari di uva. La sera ceniamo in agroturismo. Alla fine ci porta a visitare le cantine e con molto orgoglio ci descrive i vini che producono ma soprattutto  la loro rakia che al contrario di quella tradizionale che è bianca tipo la grappa , loro la fanno invecchiare in botti di legno e dunque risulta dorata per effetto del legno..ed è anche molto buona.


23 aprile 2025 ore 8.00                                                                                            

Stage#20 Lac - Golem  km 68 dsl 181m



Ieri sera mangiato bene e bevuto anche dell' ottimo vino rosso casereccio. La notte è passata veloce e silenziosa. Al mattino scendiamo a fare colazione, la signora ed una aiutante sono già al lavoro per preparare la colazione salata e dolce con delle meravigliose frittelle da mangiare con la marmellata o il formaggio con le olive. A malincuore, ma nemmeno tanto compriamo una bottiglia di rakia come promesso al figlio ieri sera. A malincuore perchè me la devo portare nelle borse ancora per un bel pò, neanche tanto perchè è veramente buona!
La strada per Golem inizialmente è abbastanza tranquilla almeno fino a Thumane. La cosa che mi piace molto dell' Albania è che si possono ancora vedere contadini che si spostano con un carretto trainato da un bue  o da un cavallo come in questo caso.



Arrivati a Thumane ci rimettiamo sulla E762, è veramente una strada da paura. Ci sono migliaia di camion che ti suonano, ti superano  sfiorandoti a pochi centimetri a velocità folle, un camionista appena mi ha superato ha messo la mano fuori dal finestrino e con le dita ha fatto segno di spostarmi più in là, come se stessi in mezzo alla strada, la strada...i bordi della strada sono deformati dall' usura e sono fatti di un bordo di vecchio catrame che se rimani dentro con una ruota e fuori con l' altra cadi di sicuro. Superata Fushe-Gruje la maggior parte tira dritto per Tirana, noi per fortuna svoltiamo a destra per Durazzo e passando sotto ad un cavalcavia dell' autostrada Durazzo-Tirana a Vore giriamo a destra e imbocchiamo una strada dove ci sono decine e decine di carrozzieri per auto uno dietro all' altro fino a Durazzo. Oggi giornata frenetica e trafficata. 




Arrivati a Durazzo non riusciamo a capire come andare verso Golem. Sembra che l ' unico modo dia quello di prendere una passarella a piedi e così arrivati sul mare entriamo direttamente nella passeggiata del lungomare. 









Per oggi di traffico ne abbiamo avuto abbastanza e pedaliamo sulla bellissima passeggiata sul mare verso Golem.


Abbiamo prenotato in un hotel per questa sera, l' hotel Marbella Beach. Lasciamo le nostre bici nella stanza 101 al piano terra e saliamo nella nostra stanza al terzo piano.
Andiamo a fare due passi prima di cena, praticamente Golem è la spiaggia di Durazzo , piena di hotel e ristoranti di ogni genere. 



C'è del fermento si capisce che la stagione estiva sta per iniziare, sono tutti al lavoro per ripristinare i locali sul mare, anche i prezzi ovviamente non sono più come nell' interno. Per cena mangiamo in un ristorantino che avevamo adocchiato prima, mentre pedalavamo sulla passeggiata. Ristorante Arberia e ci godiamo il tramonto dalla terrazza.



24 aprile 2025 ore 7.00                                                                                           

Stage#21 Golem - Fier  km 83 dsl 257m


Siamo stati bene ieri sera, mangiato bene e dormito anche meglio. Ora, dopo una abbondante colazione partiamo alla volta di Fier. Tappa lunga ma senza particolari dislivelli. Attenzione però al vento che questa mattina soffia già dalle ore 7.
La prima parte del percorso per fortuna è su una strada asfaltata parallela sulla destra, alla trafficata strada principale. Tra le altre cose a maggio su questo percorso passerà il Giro d' Italia ciclistico. La soluzione di avere una strada con molto meno traffico affiancata alla direttrice è molto buona peccato per l' asfalto molto grezzo che fa tremare tutta la bici. Passiamo dentro al paese di Kavaja e ritorniamo sulla strada principale questa volta alla sinistra della stessa e poi con un cavalcavia ancora destra fino ad una grande rotonda. In teoria dovremmo andare dritti ma un cartello che indica autostrada ci ferma.


in realtà tutti vanno anche in bici, ma noi preferiamo tornare indietro alla rotonda e prendere a sinistra un specie di circonvallazione fino alla rotonda di Zham Sektor per poi andare dritto sulla sh57 in direzione di Cerme e Siperme. Ora il traffico è praticamente a zero, una bellissima strada a tratti asfaltata e a tratti no attraversa le campagne ben coltivate con molte persone che la lavorano , un paesaggio veramente bello.






Si va un pò a zig zag una volta si gira a destra a la volta successiva a sinistra finchè la strada diventa un passaggio per macchine agricole











Prima di Babunje troviamo un piccolo market dove comperare qualcosa da mangiare, in verità sta chiudendo ma la signora riapre per farci entrare. Un simpatico ragazzo con un camioncino della Algida quella che consegna gelati, ci fa da traduttore italiano-albanese;
una volta fatta la spesa ci sediamo nei tavolini all' esterno e all' ombra, per mangiare in compagnia di un ragazzo locale che nel frattempo è arrivato. Sono tutti molto curiosi di parlare con noi , da dove arriviamo, dove andiamo, vi piace, ecc ecc tutte domande sul viaggio.
Ormai sono quasi le ore 2.00 pm, ci siamo riposati, abbiamo mangiato e dunque si riparte.
Ora la strada sale anche un pò, niente di chè ed in breve arriviamo a Fier o Fieri.
Abbiamo prenotato presso l hotel Gleli nei pressi della stazione ferroviaria secondo me abbandonata.
E' un hotel presumibilmente per gente locale. Il personaggio che ci riceve è un uomo sui 60 anni al quale sembra dargli fastidio anche il tuo respiro. I casi sono 2 o è un covo di malviventi o è una persona che non sa di gestire un albergo. Certo è un piccolo albergo con un arredamento fermo agli anni 50 credo, ma di per se ordinato e pulito e forse per 20 euro è anche troppo pulito. Il problema è lui che sembra avere una paresi facciale che dice: "cosa sei venuto a fare qui?"
Poi improvvisamente appare un ragazzo giovane che è molto più spigliato e affabile.
La stanza è pulita, forse il bagno sarebbe da rifare ma il rapporto qualità prezzo è davvero ottimo.
Anche la cena presso il "Restorant peshkatari" specialitet peshku non è stata per niente male, il titolare un ragazzo giovane che parlava italiano per aver lavorato in Italia dice che ha dovuto venir via dall' Italia perchè aveva in ditta con 11 dipendenti ma le tasse erano davvero troppe e non poteva andare avanti. Il ristorante dice che ha due pescherecci che pescano a largo della costa e il pesce effettivamente era molto buono.



25 aprile 2025 ore 8.00                                                                                           

Stage#22 Fier - Iliras  km 62 dsl 733m



Colazione veloce  in un bar del centro e partiamo. Dopo una prima parte pianeggiante si inizia a salire su per una bella collina, strada asfaltata e pochi passaggi di auto e camion, salita tranquilla anche se in certi tratti l' 8% ci sta tutto. Dall' alto si vede anche una grossa centrale elettrica ora dismessa o almeno così pare.




Si continuano a vedere sparpagliati i famosi bunker albanesi. Furono costruiti negli anni 60 durante il governo comunista Enver Hoxha che avendo paura di una invasione da parte di qualche esercito straniero invece di affidarsi ad un proprio esercito nazione preferì costruire centinaia di migliaia di bunker (pare siano circa 750 mila) affinchè ogni cittadino in caso di invasione avrebbe potuto rifugiarsi nel proprio bunker. Per fortuna non sono mai stati usati perchè mai nessun esercito cercò di invadere l' Albania dopo gli anni 60 ma comunque questa cosa portò all' esaurimento delle risorse albanesi.
Con il passare degli anni però qualcuno iniziò a sfruttarli come risorse, ad esempio il bunker di Scutari è stato ristrutturato e ne hanno ricavato un atelier di tatoo, altri hanno fatto bar, ristoranti e qualcuno ha trasformato dei bed and breakfast in "Bed and Bunker". Abbiamo provato a entrare in uno di questi ma era impossibile un pò per le sterpaglie un pò per l' immondizia.





E' stato un bel percorso collinare ed ora la discesa ci porta proprio sulle rive della Vjosa un fiume a dir poco meraviglioso. Ci fermiamo a bere una birra nell' area di sosta del Dj Aragosta. E chi è questo Dj Aragosta?? Non lo so ma è un ragazzo giovane, simpatico che tiene pulitissima l' area e che oltre a gestire questo piccolo bar, mette su musica e duplica cd musicali per i clienti che si fermano.








Siamo proprio sulle rive del Vjosa che è diventato parco nazionale come indica il cartello ma un vista dall' alto fatta dall' ente parco archeologico dimostra tutta la sua bellezza







Per un paio di giorni questo nome, il Vjosa mi suonava nella testa e non capivo, mi diceva qualcosa che non riuscivo a capire. Poi mi è venuto in mente mio padre, che in queste zone ha fatto la seconda guerra mondiale come alpino, che mi raccontava episodi da lui vissuti sulla Voiussa. Ecco cosa mi passava per la testa, il Vjosa è la mitica Voiussa., il fiume selvaggio! Il panorama è veramente bello il fiume senza argini scorre impetuoso tra le dune di sabbia bianca e altrettanto i sui affluenti che arrivano dalle piccole valli laterali.
Ora la strada inizia a salire  come il mio Garmin mi suggerisce


dai 40 m sul livello del mare ai 416 di questo colletto in una decina di km


                      


Ma ormai il più è fatto e dopo la discesa arriviamo a Iliras.
Ad Iliras non ce niente di niente, abbiamo prenotato presso Vjosa Guest House, manco a dirlo. Una villetta tra le poche case. Vassili e Vassiliska ci aspettano. Dormiamo da loro così apprezziamo l' ospitalità albanese che devo dire è sta molto bella. Vassili ha la mia età, è in pensione e coltiva l' orto..(chiamiamolo orto) un appezzamento di mille metri quadri in riva al Vjosa! E' un tipo molto gioioso e parla in terza persona, Vassili adesso vi porta da bere! Vassiliska ci fa vedere la nostra camera molto pulita e in ordine. Non palano molto bene inglese e dunque Vassiliska chiama al telefono il figlio che ci da il benvenuto e vuole conoscere i nostri orari  in modo che Vassiliska possa preparare la cena e la colazione domani mattina. Uscire per fare un giro è praticamente inutile, Vassili ci tiene a farci vedere la costruzione di paglia che ha fatto nel giardino e mi fa indossare l abito 





Un pò di riposo fino all' ora di cena e poi Vassili ci viene a chiamare. Hanno preparato la tavola in una saletta esterna alla casa molto accogliente, Vasilisska ha cucinato tante cose buone con le verdure dell' orto





e Vassili ci apre una bottiglia di vino rosso....un Montepulciano. Ma come, con tutta la vigna che ha apre un vino italiano? Lui non produce vino perchè qui l' uva è molto acida e non va bene per il vino, infatti è ottima per la Rakia! Vassili ne produce almeno 5000 litri. Finita l' ottima cena ideale per festeggiare il 25 aprile, ci mettono su musica albanese a tutto volume per fare festa, per farci ballare ma le nostre gambe purtroppo hanno bisogno di riposo e dopo alcuni bicchierini di ottima rakia bianca  andiamo a dormire.


26 aprile 2025 ore 7.00                                                                                           

Stage#23 Iliras - Saranda  km 76 dsl 845m



Al momento piove e tira un bel vento, Vissilisska ci ha preparato una colazione tipo pranzo, ma a noi va molto bene, oggi la strada sale e non poco. Vassili ci rassicura che la salita è breve e poi dopo la galleria è tutta discesa. Salutiamo e facciamo la foto foto di rito nel cortile della loro bella casetta



Sono simpatici, anche se non parlano inglese, con il loro modo naturale di esprimersi ci si capiva molto bene. Un caro saluto

Ha smesso di piovere ma il vento tira sempre in direzione contraria



Il cielo non promette niente di buono , infatti dopo alcuni km inizia a piovere. Ci fermiamo in uno di quei banchetti dove di solito vendono la frutta che è coperto, ce da sedersi e aspettiamo che smetta. Sono nuvole che si spostano velocemente, il forte vento le sposta e ripartiamo. Ha smesso ma il vento soffia forte. Rischiamo di non riuscire ad andare avanti perchè nonostante spingiamo sui pedali non riusciamo ad avanzare, decidiamo di sopportare fino a quando dobbiamo girare a sinistra per un altra valle più stretta nei pressi di Topelene dove ci fermiamo a fare una pausa ed a comperare qualcosa da mangiare per pranzo.
Un minimarket sulla piazzetta del paese fa al caso nostro; è gestito da un albanese che parla benissimo l' italiano e fuma tranquillamente all' interno del suo locale. Non siamo più abituati a vedere fumare dentro ad un negozio e devo dire meno male.

Ora la salita si fa più dura, il vento man mano che aumentiamo la quota aumenta sempre di più, qualche pezzo dobbiamo farlo a piedi per forza per via del vento contrario. La cosa curiosa è che arrivati alla galleria il mio navigatore mi segnala ancora 253 metri di dislivello positivo, invece siamo arrivati alla galleria che di solito vuol dire che la salita è finita. Per arrivare a Saranda c'è la possibilità di fare anche un altra strada, quella costiera che però ha una galleria molto più lunga e soprattutto per arrivarci la strada è molto più ripida anche se è decisamente più panoramica.
In ogni caso, siccome ne abbiamo già fatte altre di gallerie e vi assicuro che fa veramente paura, decidiamo di pedalare sul marciapiedi, che marciapiedi non è insomma è un cordolo rialzato che però è troppo stretto per le bici con le borse e il fatto di poter cadere dallo scalino di circa 20 cm mette un pò di preoccupazione e così scendiamo e pedaliamo sulla strada.



Vi assicuro che quando siete all' interno della galleria la paura è davvero tanta!!!
Finita la galleria inizia anche la discesa. Probabilmente questa galleria è talmente nuova che il navigatore non la vedeva, infatti segna anche che i km all' arrivo sono 143 invece dei probabili 40.
Poco importa, iniziamo la veloce discesa sulla quale in senso contrario troviamo altri due ciclisti che stanno risalendo. In breve arriviamo alle porte di Saranda. Per arrivare a Saranda bisogna ancora affrontare l' ultima salita di giornata, niente di grave ma comunque 2/3 km di salita da fare ci sono ancora.
Superato il colletto si arriva in discesa fono nel centro della cittadina. Per motivi famigliari oggi si festeggia un anniversario e dunque ci trattiamo molto bene. Abbiamo prenotato presso Nili Deluxe una struttura con spiaggia periferica di Saranda ma dove il mare è decisamente trasparente. La stanza è davvero bella con pareti di vetro che danno sul mare con vista sull' isola di Corfù.
Abbiamo previsto una sosta di un giorno in più. Tanto ormai altri 70 km e siamo ad Igoumenitza.
A cena andiamo a mangiare presso il ristorante Markata Don Peshk un ristorante con annesso una pescheria da qui il nome, ed in effetti ...molto buono!!


27 aprile 2025 ore 9.00  

Giornata di completo relax. Sveglia alle 9 colazione in riva al mare e poi spiaggia. L' acqua del mare è ancora gelida, ma io non riesco a non entrare in acqua con l' isola di Corfù di fronte e l' acqua turchese del mare e  quindi mi tuffo e faccio il primo bagno della stagione.
                                                                            


Nel pomeriggio facciamo un lungo giro a piedi per le vie di Saranda alla ricerca anche di un posto per la cena di questa sera. Andiamo alla taverna Erjoni proprio a fianco del ristorante di ieri sera. Un locale più tradizionale ma abbiamo mangiato altrettanto bene.


28 aprile 2025 ore 8.00                                                                                           

Stage#24 Saranda-Igoumenitza  km 72 dsl +536m






Dopo la colazione lasciamo il Nili Deluxe per andare verso Igoumenitza. A me pare che Saranda possa essere immaginata la loro Monte Carlo nazionale , bei palazzi, bei negozi tahti hotel e ristoranti ed una bellissima passeggiata lungo mare che percorriamo con le nostre bici.





Saranda si attraversa stando sulla costa per circa 9 km di hotel e ristoranti all' uscita due piccoli cani tentano di azzannarmi. Il tratto di costa ora è molto bello, il mare è sia sinistra che a destra, siamo su un istmo, sulla sinistra il mare è una spece di grande lago dove le coltivazioni di cozze abbondano. A me piacciono un sacco ma purtroppo non sono riuscito a mangiarle perchè non è la stagione dicono!




Pazienza, mi rifarò da qualche altra parte! Intanto pedalare qui è bellissimo , un bel solo non troppo caldo ci illumina la giornata. Arriviamo a Xamil secondo noi uno dei più bei posti sul mare dell' Albania. Corfù proprio davanti a noi sembra di toccarla con la mano. Superata Xamil la strada inizia a salire , non ti tanto ma il traffico è alto a causa di lavori del manto stradale poi arrivati in cima un altro bel panorama sul castello ottomano di Ali Pasha raggiungibile solo in barca.




 

Ora si scende dal promontorio per arrivare nella zona d' imbarco proprio vicino al parco nazionale archeologico di Butrintit. Qui una chiatta molto rustica alla condivisibile cifra di euro 2 a persona ci fa attraversare lo stretto canale di mare per arrivare ai resti di  un bellissimo castello veneziano triangolare. 




Arrivati dall' altra parte il traffico è inesistente e possiamo tranquillamente pedalare lungo un bel rettilineo al fondo del quale bisogna girare a destra per prendere uno sterrato in mezzo ad una distesa a perdita d' occhio di piante di mandarini e agrumi (penso siano almeno 10 km), una cosa vramente spettacolare! In realtà questa deviazione era stata prevista per evitare il traffico della strada asfaltata che in realtà poi era inesistente

                                         

        Davanti e dietro di noi


Ormai siamo vicini al confine dell' Albania con la Grecia, ce ancora il tempo di sbagliare strada facendo una inutile salita in mezzo alle mucche e poi con nemmeno 10 km arriviamo alla fine dell' Albania





                                       



Una bella soddisfazione per noi!😂😓😍
Avevamo preparato un percorso sterrato che dalla rotonda in uscita dalla dogana greca ci portava direttamente giù a Igoumenitza, ma visto il traffico veramente nullo decidiamo di fare il giro un pò più lungo di circa 3 km ma asfaltato.




Eccoci arrivati ! Che meraviglia! Questa sera dormiamo presso uno studios "Thirsty Dog Urban Port Studios una stanza vicino alporto turistico. Facciamo una bella passeggiata serale per sciogliere un pò le gambe e per cercare un posticino dove mangiare.
Non lontano dalla nostra camera c'è il ristorante Paradosiako che, per i nostri gusti è meraviglioso, non ci sono turisti, ci sono solo local e si mangia semplicemente greco, come piace a noi!

Il video del viaggio su YouTube




28 dicembre 2025 ore 9.00

Stage#25 Igoumenitza-Ligia  km 60 dsl + 684m



Partiamo dal porto di Igoumenitsa alla 9,15, fa ancora freddino perchè il sole non è ancora riuscito a scavalcare le montagna che confina a sud di Igoumenitsa che ci apprestiamo a scalare. Ma la salita come si sa aiuta sempre in fatto di scaldare e dunque in breve tempo percorriamo la strada asfaltata in salita che ci porta in cima. Qui il sole si sente che scalda bene ed il paesaggio è veramente bello e limpido. Igoumenitsa in seguito ad una riforma del 2011 in cui sono state eliminate le prefetture ed accorpato vari comuni, appartiene all' unità periferica della Tesprozia che appartiene come unità all' Epiro a sua volta "periferia" della Grecia il cui personaggio più famoso è Pirro, re dell' Epiro appunto. Per me è un personaggio importante perché per la prima volta in seguito alla sua volontà di attaccare Roma 280 anni prima di Cristo, portò in Italia una trentina di elefanti da guerra animali mai visti e quindi sconosciuti fino a quel momento.



                              
                            
                                                                        
Abbiamo optato per un abbigliamento che ci permette di stare al caldo  o di spogliarci se il sole dovesse scaldare troppo ovvero, pantaloni corti ma con i gambali lunghi e a cipolla nella parte superiore maglietta di maniche corte con manicotti e giacca termica più la giacca invernale. 
La strada procede con sali e scendi sempre asfaltati piacevoli che a volte scendono fino in riva al mare mentre con il passare del tempo il sole scalda sempre di più. Ho dovuto comperare dei cerotti per la parte bassa della schiena perchè non so come e perchè ma mi sono svegliato con un mal di schiena terribile. Devo però dire che con il cerotto la posizione seduto sulla sella mi permette di non avere dolore e spingere senza fastidi in salita. Il percorso prevede una tappa di circa 65 km con qualche salita discreta fino ad arrivare in cima ad una salita discretamente lunga per poi prendere a destra in picchiata in discesa per raggiungere il paesino di Ligia. 






Purtroppo vista la stagione, il nostro allenamento non è al top e dunque pensiamo di acquisire gamba man mano che facciamo chilometri. In realtà non soffriamo più di tanto ed in breve arriviamo a destinazione. Nel periodo invernale trovare da dormire a anche da mangiare non è facile poichè è quasi tutto chiuso in attesa dell' estate e dunque in fase di preparazione del viaggio occorre sempre guardare che ci sia un posto dove dormire ma anche uno dove mangiare o per lo meno un market aperto dove comperare qualcosa da cucinare per la sera.
Noi abbiamo prenotato da "Hotel Akrothalassia", che in realtà non sembra ad un hotel vero e proprio, ma una bella costruzione in riva al mare con diverse stanze con cucina e bagno. La proprietaria che gestisce un piccolo bar, pulitissimo e simpatico anch' esso sul mare ci vede ed esce per incontrarci con un bel sorriso. Non sono nemmeno le 3 pm e siamo già in casa. Il sole scalda parecchio adesso ed è piacevole prendere un pò di sole prima di fare la doccia. Abbiamo anche un bellissimo terrazzino vista mare con un branco di piccoli ospiti.





Quando il sole cala però è tutta un altra musica ed è meglio coprirsi. Arrivati all' ora di cena ci spostiamo di 50 m per raggiungere ΗΛΙΟΤΡΟΠΙΟ un bel ristorantino con pareti a vetro in cui un simpatico signora anziano prepara cibi squisiti, è rimasto così soddisfatto di noi che alla fine mi ha detto:" mi sono fatto qualche litro di grappa e ti voglio regalare una piccola bottiglia per il tuo viaggio".
E come poter dire di no??


29 dicembre 2025 ore 9.00

Stage#26 Ligia-Paleros  km 61 dsl + 362m


Dormito alla grande nessun rumore. Certo che la temperatura esterna di notte scende abbastanza e di norma le abitazioni non hanno impianto di riscaldamento. Quindi risentono parecchio dell' umidità dei mesi precedenti ottobre , novembre e dicembre. L' unica fonte di calore è il condizionatore d' aria in posizione "heat" che di norma arriva a 30/32 gradi, non nella stanza però!




Dopo la colazione nel baruccio della proprietaria di casa partiamo alla volta di Paleros. La giornata è fredda ma soleggiata e il cielo è di un azzurro intenso. Ho un piccolo problema con la batteria del telecomando del navigatore ma serve un cacciavite da orologiaio molto piccolo a stella e non riesco a trovarlo. Stiamo percorrendo un bellissimo lungomare che dura una decina di km  






Si torna così sulla strada nazionale che porta a Preveza, il traffico per fortuna non è intenso, anche perché è domenica. Scopriamo così il motivo del freddo sulle montagne circostanti è caduta la neve.






Arriviamo circa alle ore 13 all' imbocco del tunnel sottomarino di Preveza dopo aver fatto una sosta per bere una cappuccino grande e bollente in una pasticceria. A Preveza hanno costruito un tunnel sottomarino per attraversare l' imbocco del Golfo di Ambracia e mettere così in collegamento Preveza con Aktio in cui sorge l' aeroporto della città e anche l' unico casello per il pagamento del biglietto per l' attraversamento del tunnel.


 
Il tunnel è lungo 1.500 metri circa ed il transito è vietato ai pedoni ed alle biciclette. Dalle info che abbiamo letto su svariati siti, arrivando da nord con direzione sud siccome il casello è dall' altra parte, occorre procedere con la bici quasi fino all' imbocco del tunnel dove si trova una telecamera di sorveglianza e dopo che i l personale ti vede manda un furgone di servizio per farti attraversare completamente in modo gratuito. Tutti rassicurano che ciò avviene in pochi minuti e così facciamo.






Sulla punta di quel palo nella foto ce la telecamera ed in fondo l' ingresso del tunnel. 
Aspettiamo ma purtroppo non arriva nessuno. Ci viene il dubbio che  magari questo accade in estate quando ci sono molti turisti, ma ricordo di aver letto che qualcuno lo ha attraversato a ottobre o novembre. Un taxista arriva dal nulla con il bagagliaio aperto, i sedili ribaltati e dei cartoni pronto a caricare le nostre due biciclette. Ci dice che normalmente il prezzo  è di 40 euro l' attraversamento ma oggi ci fa 35.





L' alternativa nel caso non si riuscisse a percorrere quel km e mezzo è circumnavigare il Golfo di Ambracia ovvero circa 130 km!
Gli rispondo di no che non ci interessa e lui incazzato mi dice:" Aren't you interested? Ok see you tomorrow morning because you're staying here!"
Sale in macchina e se ne va. Nel frattempo nessuno è arrivato e dunque mi metto a fare autostop. Potrei sfruttare il capello biondo di Paola ma la tengo come ultima possibilità e decido quindi di fare da me.
Nel giro di un secondo un furgoncino rosso, un vecchissimo pick up tutto sgangherato con un frigorifero ancora imballato nel cassone si ferma. Un simpatico contadino scende sorridente e mi aiuta a caricare le bici a fianco del frigorifero, non parla una parola di inglese ma ci chiede dove stiamo andando. "A Paleros!" gli dico e lui mi fa capire che lui è di Paleros e se vogliamo andiamo "together" con il furgone.

Nel frattempo siamo partiti per affrontare l' attraversamento del tunnel, arrivati al casello paga 3 euro per il passaggio e ci salutiamo ringraziandolo infinitamente. Bravo!!
Attraversando il tunnel ci lasciamo anche alle spalle l' Epiro per entrare nella periferia di Etolia-Acarnana una regione sempre sul mare ma prettamente montuosa.
Mancano ancora un trentina di km per Paleros e ci arriviamo pedalando su strade secondarie a parte gli ultimo 5 km su un lunghissimo rettilineo in leggera salita che ci porta appunto nel paesino di Paleros.
Abbiamo prenotato a casa si Vassiliki, una casa nuova, moderna, appena costruita, anzi non del tutto. Ci sentiamo al telefono con Vassiliki che è al ristorante. La camera è una ghiacciaia e anche qui il boyler per l' acqua calda è spento. Per fortuna il balcone è verso ovest e mentre accendiamo il condizionatore per scaldare un po' la stanza di mettiamo fuori sul balcone a scaldarci con l' ultimo sole.
Vassiliki ci consiglia di andare a cena da Yasemi, giù vicino al porto e così facciamo.


30 dicembre 2025 ore 9.00

Stage#27 Paleros-Katochi  km 77 dsl + 803m


Purtroppo la cena è stata da dimenticare, incluso un buon vino rosso che però era  ghiacciato. Ho avuto la pretesa di fargli leggere la temperatura di servizio del vino ma lui ha detto che in Grecia si usa così e basta!
Poco male, facciamo colazione in un bellissimo bar gestito da giovani ragazzi con un cappuccino a dir poco spettacolare! Qui in Grecia si usano le marche di caffè italiano che vanno per la maggiore in Italia ed hanno una pasticceria buonissima. Le stesse pasticcerie sembrano negozi di gioielli ed infatti lo sono.
Fuori dal bar vedo il pick up del contadino che ci ha fatto attraversare il tunnel ma lui non lo vedo. Ok andiamo! Oggi tappa impegnativa di 77 km e 800 m di dislivello il più sono 2 salite consecutive prima di arrivare a Katochi. 


Si percorre sempre il lungo mare su strada secondaria, oggi il cielo non è più terso come gli altri giorni ci sono nuvole e nuvolette che si spostano veloci a causa ance del vento che non molla, ma nemmeno noi molliamo e nemmeno queste mucche che ruminano quest' erbetta fresca





Ci sono diversi allevamenti di cozze soprattutto nei pressi del paesino di Mytikas che però purtroppo nei ristoranti non troviamo . 


   
       

  


Peccato che verso le ore 13 inizia a piovere inizialmente abbastanza piano e ci fermiamo per metterci qualcosa di impermeabile sotto una piccola tettoia sulla strada, sembra più che altro un posto riparato dal sole per chi deve accudire le vacche al pascolo, ma comunque ha la sua funzione anche sotto la pioggia!





Aspettiamo invano, non smette più e dunque ripartiamo sotto poca acqua ed il vento. Le due salite di circa 4 km l' una sono verso la fine del percorso, una volta superate quelle poi è finita la giornata e non ci resta che fare gli ultimi 15 km per arrivare a destinazione.


                

Ora la pioggia aumenta di brutto i guanti e le scarpe sono fradice d' acqua e inizia a diventare buio, ma siamo arrivati a Katochi.
Purtroppo abbiamo una vaga idea di dove si trovi Katochi House, la casa che abbiamo affittato e dopo un violento scroscio d' acqua sotto ad una tettoia fermo un uomo che era uscito di casa e gli faccio vedere la foto della casa. Lui non la riconosce ed allora esce anche la figlia ed iniziano a parlare, dopo un attimo esce anche la moglie che si mettere a discutere con loro, insomma poi è uscita la nonna e anche il nonno. Fatto sta che, non so di chi sia il merito ma l' uomo mi dice seguimi io vado avanti con il furgone e voi mi seguite con le bici è a 100 m da qui. Fatto sta che era proprio così. Della proprietà nessuna traccia abbiamo le indicazione con il codice di come aprire quella scatoletta con dentro le chiavi. La casa è un singola fatta solo di piano terra, una volta aperta il gelo e l' umidità interna superava quella esterna e noi eravamo tutti bagnati. Telefono immediatamente alla signora, l' impressione che ho avuto è che fosse molto lontano da li anche per il suo inglese molto stretto che facevo un pò fatica a capire. Fatto sta che il riscaldamento come al solito è dato dal sistema di aria condizionata come al solito, il boiler elettrico era completamente spento, ma la signora mi dice che ce anche una stufetta elettrica che possiamo attivare. La grossa stufa a legna invece ha solo pezzi di legno giganti che non siamo riusciti ad accendere, Fare la doccia calda al momento non è possibile, ristoranti in zona non ce ne sono e dunque finche il boiler scalda l' acqua usciamo bagnati per cercare un market dove comperare qualcosa per cena. Spaghetti e sugo al basilico di marca italiana, aglio perchè ci vuole, un pò di verdura da cuocere, pane e una bottiglia di vino rosso per scaldare un pò il sangue!!!
Sta sera ci cuciniamo da noi. Arrivati a casa ora si che la temperatura è buona per scaldarci ma anche per asciugare le scarpe, i guanti e tutto quello che si era bagnato.
Aggiungiamo una coperta nel letto e dopo la spaghettata e la bicchierata ci infiliamo nel letto...a domani!
 

31 dicembre 2025 ore 9.00

Stage#28 Katochi- Kato Rodini  km 71 dsl + 446m


Alla fine si stava benissimo al caldo, sotto le coperte. Le nuvole sono sparite e il cielo è tornato azzurro come da protocollo in Grecia. Grazie all' aria calda dei condizionatori tutte le nostre cose bagnate di ieri si sono perfettamente asciugate comprese le scarpe. Colazione in uno dei bar nel centro del paesino e poi partenza.
Oggi è l' ultimo giorno dell' anno 31 dicembre. Dopo aver percorso un lungo sterrato lungo un piccolo fiume affluente del più grande fiume Aspropotamo intere piantagioni di mandarini, mandaranci, aranci e limoni maturi costeggiano il nostro percorso. La voglia di assaggiarne qualcuno è troppo forte e così facciamo..



Che dolcezza!!!

Stiamo per arrivare presso la strana fortezza di Aitoliko, prima però passiamo involontariamente su una strada laterale che attraversa un agglomerato abitato da zingari che vivono in condizioni che non avremmo voluto vedere. Comunque ci hanno salutato cordialmente e noi abbiamo ricambiato allo stesso modo. 


Una volta ritornati sulla strada principale arriviamo all' imbocco del ponte che collega la terraferma con l' isola di Antiliko, un tempo fortezza a difesa delle saline di cui questa zona era ricca, ma anche posto strategico per la difesa del canale di Corinto. Un tempo forse era costituito da diverse isolette collegate da ponti di legno, mentre oggi si presenta così:






Un posto strano ma carino, la abbiamo attraversata tutta due volte, ha un bel centro pieno di negozi e ristoranti ed è collegato alla terraferma da due ponti. Finalmente qui trovo anche un micro cacciavite e la batteria che mi serviva per fare la riparazione del telecomando del mio Garmin.
Superato il secondo ponte ci allontaniamo. 


Ora però il vento la fa da padrone e risulta faticoso pedalare, anche perchè iniziano alcune salite anche ripide da cui si inizia a intravedere la città di Patrasso terza città della Grecia dopo Atene e Salonicco.




 




Il tempo inizia anche a guastarsi, alcune nuvole nere si avvicinano minacciosamente creando giochi di luce sull' acqua del canale.


 






Dobbiamo per forza arrivare almeno fino ad Antirrio per imbarcarci sul traghetto che attraversa il canale di Corinto e ci lascia dall' altra parte a Rio.






e poi finalmente il Ponte Rion Antirion che attraversa il canale


          


Con la bici però non è percorribile, esiste un traghetto che gratuitamente ci trasporta dall' altra parte cioè a Rio. Le auto pagano 7 euro mentre invece se passi sul ponte costa 15 euro in auto. La durata della attraversata è di circa 20 minuto in tutto e questo ci permette di entrare nel Peloponneso!

   


Mancano solo più una dozzina di km sempre in compagnia del vento per arrivare a Kato Rodini dove abbiamo prenotato per dormire. Questa sera siamo un pò ritardo e la notte sta calando ma ormai siamo arrivati.
La casa dove dormiamo è proprio in riva al mare. La signora che ci viene ad aprire è particolarmente influenzata, ma nonostante tutto ha avuto la geniale idea di accendere i 3 condizionatori ed il boyler dell' acqua calda cosiché una volta entrati ci siamo sentiti subito al caldo. Che spettacolo ambiente caldo e doccia bollente è proprio quello che ci vuole! Ci stiamo preoccupando per trovare un posto per la cena in quanto è possibile che i pochi ristoranti aperti siano anche al completo visto che siamo al mare ed è l' ultimo giorno dell'anno. Esistono due possibilità, la prima è a quasi due km e l' altra  a 700 metri. Optiamo per la seconda, telefono per sapere se ce posto. Al telefono mi rispondono di si ma come per farmi capire che la prenotazione è strana mi dicono:" Ma guardi che questo è il ristorante Maestrali di Kato Riodini!?". Confermo che ra proprio quello che cercavo. Ci incamminiamo e finita la strada asfaltata attraversiamo un bel oliveto fino ad arrivare ad una grossa baita in legno con grosse finestre. Entriamo, ci ricevono: un signore, più un altro che è seduto vicino ad una stufetta a legna con giacca a vento e berretta di lana in testa e un bel gattone bianco e nero di nome Marcos anche lui accovacciato vicino alla stufa. Ci sono una dozzina di tavolini di legno, nessuno ha la tovaglia e ovviamente nemmeno le stoviglie, le pareti hanno tutte delle enormi finestre che danno sull' oliveto di fronte illuminato, sopra alle finestre foto in bianco e nero e a colori di scene di pesca. Ci fa segno di accomodarci proprio davanti al grande camino acceso. La scena rimane questa per tutta la durata della nostra cena che si è rivelata meravigliosa, non solo per l'ottimo cibo in particolare le olive del suo oliveto ma anche per l' atmosfera che si respirava in quel posto. Una cena di fine anno al ristorante, io e Paola da soli, davanti al camino acceso con gli ulivi illuminati ed il mare sullo sfondo non è da tutti, può piacere o no ma a noi è piaciuto molto.
.



Naturalmente alle 11 eravamo già a letto per prepararci al nuovo giorno e anche per il nuovo anno! AUGURI!

1 Gennaio 2026 ore 8.00

Stage#29 Kato Rodini -Xylokastro  km 79 dsl + 473m


Bel posto Kato Rodini, partiamo senza colazione, non ce nessun bar per un cappuccino veloce. Dalla spiaggia dobbiamo risalire a piedi , troppo ripido affrontare la salita pedalando.
Torniamo sulla statale 8 per proseguire. Senza colazione però le gambe non girano bene si fa fatica anche per il solito vento che ci ostacola. Pedaliamo lungo la statale 8 alla ricerca di un bar aperto ma possiamo immaginare che saranno pochi quelli che alle 9 della mattina del primo di gennaio siano già al lavoro, ma comunque ci speriamo! Alterniamo la statale con una tranquilla strada in riva al mare ma comunque dobbiamo arrivare fino alla cittadina di Kamares a circa 12 km. Qui ci sono 3 bar uno dietro l' altro tutti aperti e ovviamente pieni di persone, soprattutto anziani che non si sa per quale motivo possono fumare all' interno dei dehors comunque va bene lo stesso gran cappuccino caldo con pasticcini che ovunque sono deliziosi.
Ora va molto meglio, le gambe iniziano a carburare e riusciamo a mantenere una discreta velocità di crociera, anche perchè oggi la tappa non è corta per niente ed il terreno abbasta frastagliato.
Intanto le piantagioni di mandarini e limoni fanno veramente gola e non nascondo di averne approfittato abbondantemente. Ci avviciniamo alla cittadina relativamente grossa di Aigio. Al termine della salita che porta nel centro di questa cittadina nel parco Pefkakia, un aereo militare che sembra italiano almeno dai resti degli stemmi sulla scocca


Nonostante le mie ricerche non sono riuscito a capire cosa rappresenti. Cittadina molto vivace la gente è tutta nei bar e in giro per le strade. La cittadina è stata praticamente distrutta dal terremoto del 1995 in cui molte persone sono decedute. Subito dopo ci fermiamo a mangiare un boccone presso un bar aperto nel paesino di Diakopoto, che noi conosciamo già in quanto è il punto di partenza del famoso trenino a cremagliera che porta a Kalavytra. Un magnifico itinerario seduti sul trenino panoramico che noi abbiamo fatto qualche anno fa e vi consigliamo di fare Kalavytra è un bellissimo paesino situato a  circa 750 sul livello del mare. Purtroppo il paesino fu teatro del Massacro di Kalavytra, un grave evento bellico alla fine del 1943. I partigiani greci catturarono 81 soldati tedeschi e li ammazzarono tutti tranne 2 che riuscirono a dare l' allarme. Come conseguenza i tedeschi arrivarono in paese e ordinarono a tutti i residenti maschi di età pari o superiore ad anni 14 di radunarsi in un campo appena fuori dal villaggio. Circa 1300 donne e bambini furono rinchiusi in una scuola che fu poi data alle fiamme mentre gli uomini osservavano dalla collina. Poi i 696 uomini vennero mitragliati e solo 13 sopravvissero. Dopo di che bruciarono la città ed il monastero di Agia Lavra luogo di nascita della guerra d' Indipendenza Greca. Sembra che ancora oggi l' orologio del campanile della chiesa sia fermo nell' ora esatta del massacro.

Brutte storie meglio tornare al nostro panino che in effetti è molto buono e poi via. 


La statale 8 è ben poco trafficata e si pedala tranquilli, tutto il traffico è sull' autostrada 8 appena rifatta, e scopriamo anche che hanno fatto o rifatto la ferrovia che avevo capito si fermasse a Kiato partendo da Atene. Fa freddo perchè in questi giorni la Grecia è stata colpita da intense nevicate e sulle montagne circostanti si vede benissimo. A quest' ora però il sole è dietroa alla montagna che arriva quasi a strapiombo sul mare e fa un freddo cane nonostante siamo ben coperti. Si alternano tratti al sole e lunghi tratti in ombra dove ci si raffredda parecchio. Troviamo finalmente un altro pazzo in bicicletta, ma questo sembra veramente pazzo! Intanto è vestito con una tuta si, ma con una maglietta leggera che solo a vederlo mette freddo, dopo di che ha una bici da città di quelle pieghevoli con i cerchi da 20", ha il porta pacchi con tre borse caricate dietro, Ci si ferma per fare due chiacchiere e ci dice che sono 7 mesi che è in giro per il mondo in bicicletta e che ha quasi finito il suo giro. Deve arrivare a Patrasso, prendere la nave e scendere a Bari, dopo di che va fino a Villa S. Giovanni per prendere il traghetto per Messina e fare il giro della Sicilia per poi andare a Napoli e salpare per la Sardegna dove farà un un giro per poi tornare a Barcellona. 


Siamo ormai in dirittura d' arrivo a Xylokastro e dopo aver trovato il tempo per alcune foto nei pressi di Derveni, arriviamo dritti dritti a destinazione. A Xylokastro abbiamo trovato solo un hotel dove dormire ed esattamente all' Hotel Epoca. Effettivamente l' hotel sembra di un' altra epoca penso si sia fermato agli anni '50 in stile vagamente inglese. Entriamo ma nessuno ci viene ad accogliere si sente una televisione accesa ad alto volume ma nella stanza non ce nessuno. Da una porta a vetri che da su una scala che scende in uno scantinato si intravede un signore anziano, molto anziano o con problemi motori che si sposta lentamente per prendere della legna da ardere nella stufa. Qui è tutto in legno speriamo bene! Finalmente capisce che ce qualcuno e sale le scale. Gli spiego che avevamo prenotato una stanza ma lui un pò incerto va a prendere un foglietto con scritto a caratteri cubitali:" 1 notte 2/3 gennaio" ma invece era 1 notte 1/2 gennaio. Chiarito l' equivoco mi dice che non ce problema ci da la chiave della stanza e ci fa mettere le bici in un corridoio. Dopo alcuni avvertimenti sull' acqua calda e sul riscaldamento saliamo; non funziona niente, la stanza è veramente decadente, lo chiamiamo lui viene su indispettito e arrabbiato, poverino come può lavorare a quell' età ed in quelle condizioni? Comunque mette tutto a posto e se ne va.
 

2 Gennaio 2026 ore 8.00

Stage#31 Xylokastro-Magara  km 85,28 dsl + 592m



Ieri sera la cena è stata in un anonimo ristorante nel centro di Xylokastro, anonimo il risorante e anonima anche la cena.

Sir Wilson come lo chiamo io perchè sa proprio di personaggio inglese, oggi è molto più affabile ed è propenso al dialogo, da dove veniamo, dove andiamo, quanti giorni, quanti km al giorno ecc ecc alla luce del sole risulta molto più simpatico.
Tappa lunga oggi, lasciamo "Epoca" e subito all' angolo con la statle 8 troviamo una panetteria che fa anche il caffè ma non lo può servire all' interno del locale, non importa prendiamo alcuni dolcetti e ci sediamo fuori sul marmetto della vetrina a berci il nostro cappuccino. Dopo di che ci avviamo per iniziare la tappa di oggi attraversando un bellissimo giardino, che dico: foresta nazionale!





Giornata fredda ma cielo azzurrissimo visibilità infinita. Attraverso il canale di Corinto si vedono le montagne sulla cui punta è caduta la neve ed effettivamente non fa caldo




Tutto fila liscio sul lungomare fino a Kiato. 
Kiato per noi è importante perchè per il nostro ritorno a casa abbiamo pensato di partire da Atene in treno fino a Kiato e poi in bus da Kiato a Joannina, per poi prendere ancora un altro bus che ci porta finalmente a Igoumenitsa. I biglietti sono tutti prenotati e memorizzati sul telefono, ma vorrei fare un controllo alla stazione dei bus che tutto sia come previsto. Arrivati  quindi a Kiato ci dirigiamo fuori rotta verso la stazione dei bus della Ktel.
In breve in Grecia i mezzi di trasporto funzionano così: le linee ferroviarie sono pochissime e e decisamente brevi come raggio sono gestite dalla "Hellenic Train" che è una consociata delle ferrovie dello stato italiano "Trenitalia". Tutto il resto è gestito dalla società di trasporto su bus di nome "Ktel".

La Ktel però non ha una gestione unificata in tutto il paese nel senso che ogni regione e forse anche ogni capoluogo è gestito da una Ktel diversa e tra loro non si parlano e non parlandosi se vai ad uno sportello non ti sanno dire qualcosa a proposito della tua prenotazione, ti dicono di andare alla Ktel di partenza. Quindi siccome il tragitto è Kiato-Joannina occorre andare all' ufficio Ktel di Kiato e così facciamo.


Allo sportello un signore di circa 150 kg di deficienza pura con tanto di barba intento a farsi una sigaretta mi dice che da qui non parte nessun bus per Joannina, mi faccio confermare che sia l' ufficio della Ktel e insisto ma lui quasi si arrabbia anzi senza quasi e mi ripete che non parte nessun bus per Joannina, inizia quindi una discussione senza senso in quanto lui non parla una parola di inglese ed in greco mi dice cose incomprensibili. A quel punto gli faccio vedere i biglietti che avevo anche stampato, lui si calma e mi fa una smorfia con la bocca come dire io non ne so niente di questo.
Esco infuriato, mi viene in mente di andare alla stazione ferroviaria per magari capire che la coincidenza treno-bus avvenga direttamente alla stazione. Dista un paio di km dal centro, ma arrivati l' impiegata con tanto di divisa Trenitalia mi spiega che lei non sa nulla del bus e non essendo nemmeno di Kiato non saprebbe darmi una mano. Purtroppo oggi è il 2 gennaio e noi il trasferimento dovremmo farlo il giorno 4. Avevo comunque visto pianificando il ritorno a casa, che a Corinto c' era la Ktel Corinto. Quindi ripartiamo con la nostra bici in direzione Corinto. Arrivati alla stazione bus  Ktel Corninto ci dicono che loro non ne sanno nulla e che dobbiamo andare alla Ktel canale di Corinto, 6 km! 


La signorina al banco vedendo i biglietti mi dice di andare ovviamente a Kiato ma le spiego cosa era successo e lei mi risponde che non sa dirmi niente. Quindi chiedo se dall' Istmo di Corino esiste un bus che va a Joannina e lei mi risponde finalmente di si, parte tutti i giorni e quello che serve a me parte alle ore 1 pm. Compero subito 2 biglietti al costo di 33 euro e mi informo presso il posto taxi se alla stazione ferroviaria di Corinto i taxi si trovano facilmente e lui mi dice.
Ora tranquillizzati dalla situazione ripartiamo fiduciosi.


Ripartiamo ma è ancora lunga, 40 km a Megara.
La storia del canale di Corinto è molto interessante. Prima della sua costruzione la mappa della zona era così:



Il Mar Ionio era diviso dal Mar Egeo dall' Istmo di Corinto che nel punto più stretto era 6 km di larghezza. Le navi che dal Mar Egeo andavano  verso il Mar Ionio dovevano fare tutto il giro del Peloponneso, un viaggio di circa 700 km di mare, o altrimenti rinunciare al viaggio.
Già nel 600 a.C. qualcuno pensò di costruire una strada lastricata nei pressi di Corinto chiamata "diolco" in cui far passare le navi tramite sollevamento della nave e conseguente caricamento su un enorme carro con le ruote che portava dall' altra parte il carico evitando così il lungo e pericoloso viaggio per mare.
Dopo diversi tentati anche da parte dell' Impero Romano per migliorare questa situazione fu con l' apertura del Canale di Suez nel 1869 che l' idea tornò di moda e nel 1881 una società francese venne incaricata per lo studio e realizzazione del canale la "Corinth Sea Canal International Corporation" con a capo l' ingegnere ungherese Bela Gerster che aveva già partecipato anche alla costruzione del Canale di Panama. Nel frattempo Alfredo Nobel inventò la dinamite che fu preziosa per la realizzazione. Nel 1893 il canale venne inaugurato, era lungo 6343 m, largo 24 m con una profondità dell' acqua di 8 m. La mappa della zona diventò così:




Da subito presentava diverse problematiche la principale delle quali era che le sponde alte 79 metri franavano frequentemente, problema ancora oggi presente. Nel 1944 l' esercito tedesco ritirandosi dalla Grecia pose molteplici mine sulle sponde e demolirono quasi tutto gettando addirittura interi treni con locomotori nel canale.
Seppur con un traffico limitato a navi di piccola stazza per via della scarsa profondità dell' acqua i passaggi nel canale oggi si aggirano in circa 12 mila unità.
Dopo questa divagazione riprendiamo a pedalare verso Megara città finale del percorso odierno.
Abbiamo prenotato in un hotel, il "Megara". Come di consueto in fase di prenotazione mi assicuro che ci sia un posto sicuro dove lasciare le biciclette per la notte. Alla mia richiesta hanno risposto che :" You could store your bikes in the beckyard, this is CCTV coverage". Non mi sono preoccupato di cosa fosse il CCTV, anche perchè la stanza prenotata era con giardino privato e dunque male che andava l' avrei messa nel giardino privato. Fatto sta che al nostro arrivo non solo non avevamo la stanza con giardino privato ma una stanza al primo piano con balcone, ma il retro dell' hotel per altro in piena campagna, non era chiuso ma libero per chiunque di accedervi. Non ce stato verso di far mettere le bici in camera e siamo stati obbligati a lasciarle fuori senza catenaccio ovviamente a nostro rischio e pericolo.
Odio queste cose!
Cena nel centro di Megara da Giovanni's Restaurant e poi a nanna.

3 Gennaio 2026 ore 8.00

Stage#32 Magara-Atene  km 45,37 dsl + 341m


Tappa finale della Venezia-Atene, e come tutte le ultime tappe da una parte ce la soddisfazione per averlo fatto e dall' altra il dispiacere che sia finita. 





Praticamente oggi è una passeggiata 45 km si con qualche rilievo ma niente di che. Stanno rifacendo la linea ferroviaria ed è piacevole pedalare sul terrapieno già battuto e liscio anche se il percorso che avevamo preparato è stato completamente stravolto dalla ferrovia.










Ancora qualche promontorio da scavalcare, una nave semi affondata, una enorme centrale elettrica e poi il sorriso di Paola dice tutto!







L' obiettivo è arrivare al Partenone meta finale del nostro Eurovelo 8 Venezia - Atene!!!


Con tanto di gingle finale!



La nostra avventura termina qui ad Atene! 
Non ci rimane che raccontare il ritorno verso Igoumenitsa , porto in cui dobbiamo riprendere la nave per tornare a casa.
Nonostante le nostre accurate ricerche il metodo migliore che abbiamo adottato per tornare è stato:
La sera del nostro arrivo ad Atene abbiamo dormito presso l' hotel Ibis Styles Athens Routes, semplicemente perchè era vicino alla società di noleggio auto  "Avis" con cui il giorno 4 gennaio abbiamo noleggiato un auto per portare le nostre biciclette a Igoumenitsa.
Dopo aver espletato le solite formalità di accesso all' hotel  e dopo aver pagato chiedo dove possiamo mettere le biciclette. Anche qui l' antefatto è che durante la prenotazione on line avevo chiesto disponibilità di un posto sicuro per le bici e che la risposta fu che non c' erano problemi, ma come spesso accade una volta pagato mi hanno detto che le bici le potevo mettere nel garage sotterraneo aperto tutta la notte sotto la mia responsabilità. Dopo aver dimostrato che non mi era stato promesso così , abbiamo messo le bici in uno sgabuzzino deposito bagagli, al sicuro.
Il giorno 4 gennaio alle ore 8 preleviamo l' auto dall' Avis e carichiamo le nostre biciclette destinazione Igoumenitsa circa 470 km. Abbiamo appuntamento con il fratello di Theodoros della Taxi Go con cui abbiamo fatto amicizia e gentilmente ci hanno dato un posto per lasciare le bici e le borse presso un distributore di benzina per la notte tra il 4 ed il 5 gennaio, dopo di che ripartiamo per tornare ad Atene.
Il noleggio termina alle 8 del mattino del giorno 5 e puntuali lasciamo l' auto per incamminarci verso la stazione ferroviaria Larissa station di Atene. On line avevamo acquistato il biglietto per Kiato, 9 euro a testa ma siamo scesi a Corinto Istmo due fermate prima per poi prendere un taxi per la stazione dei bus Corinto Channel (7 km). Saliti sul bus alle ore 13 siamo arrivati a Joannina alle ore 17,45, in perfetto orario prendere il bus per Igoumenitsa alle ore 6 pm con arrivo dopo poco meno di un ora.
Vento e pioggia per coprire la distanza breve tra la Ktel Station di Igoumenitsa ed il distributore in cui avevamo lasciato le nostre bici.
Alle 11pm ci sarà l' imbarco sulla nave che ci riporta a Brindisi. Approfittiamo per ritornare a mangiare presso il nostro ristorante preferito di Igoumenitsa ovvero "Paradosiako" molto vicino al distributore di benzina. Il simpatico proprietario si ricordava di noi che avevamo mangiato lo scorso anno. 
Alle ore 10pm ci avviamo al check in della nave, ma sorpresa...la nave è stata cancellata per avverse condizioni del mare.
Due possibilità o imbarcarci sulla nave che va a Bari che stranamente parte a mezzanotte ma non ha cuccette libere e poi comunque abbiamo la macchina a Brindisi e quindi avremmo dovuto prendere il treno da Bari a Brindisi, oppure aspettare la nave del giorno dopo usufruendo di una cabina letto messa a disposizione dalla compagnia Grimaldi su una nave appositamente ancorata al porto per far fronte a questa situazione.
Scegliamo la seconda possibilità e ci imbarchiamo sulla nave ferma in porto. Ci hanno datto la cabina perchè la nostra prenotazione includeva la cabina ma tutti i servizi bar , ristorante sono chiusi.
La mattina del giorno 6 scendiamo per fare colazione e poi per fare pranzo e alle 2pm ci dicono di lasciare la nave. Ci accampiamo nella sala d' attesa dei check in aspettando le ore 23 per l' imbarco sulla nave, all' ora di cena torniamo dal nostro amico "Paradosiako" che sapeva già tutto della nostra avventura. Alle 10pm inizia l' imbarco, una gigantesca nave sta caricando qualche centinaia di camions che nel frattempo si sono accatastati nel parcheggio. Alle ore 00 la nave stracarica lascia il porto di Igoumenitsa per raggiungere Brindisi il giorno dopo alle ore 9 am e da qui il ritorno a casa.


Conclusioni

L' Eurovelo 8 da Venezia ad Atene è un bellissimo viaggio in bicicletta. Oltre all' Italia si attraversano la Slovenia, Croazia, la Bosnia, ancora la Croazia, il Montenegro, L' Albania ed infine la Grecia. Molti posti interessanti da visitare mai visti così da vicino. Il viaggio in bicicletta ti consente comunque di avere rapporti più stretti con le persone e anche con il paesaggio.
Occorre però prestare sempre molta attenzione sulle strade, in Slovenia si arrabbiano se non stai sulle ciclabili ma non è facile neanche sapere dove portano, in Croazia e Grecia direi tutto perfetto, mentre Bosnia, Montenegro, e soprattutto Albania la presenza di ciclisti non è degna di troppo rispetto e dunque ti passano a pochi centimetri sia con le macchine che con camion e bus. A volte ti suonano per farsi sentire che stanno arrivando ma loro passano in qualsiasi caso.

Ringraziamenti e non

Il primo ringraziamento è per i nostri amici 
  • Franco e Susanna che ci hanno ospitato a casa loro a Bale (Croazia). Nel frattempo Franco è riuscito nell' impresa di laurearsi "Campione del Mondo" al World Master Cycling nell' agosto del 2004 arrivando primo in classifica!!! Un uomo dal fisico speciale! 👍
  • Deskovic e sua moglie di Mošćenička Draga (Croazia) per la loro gentilezza e curiosità sul nostro viaggio con cui abbiamo instaurato un bel dialogo.👍
  • La Sig.ra Gordana di Stanici (Croazia) che ci ha preparato una buonissima colazione ad hoc per ciclisti.👍
  • La receptionist dell' Hotel Lev a Neum (Bosnia) sufficientemente maleducata.👎
  • La società che gestisce gli affitti della Room Edna a Dubrovnik (Croazia) che ci ha costretti a cercare un' altra location in Dubrovnik pagando quindi due volte per la stessa notte!👎
  • L' ospitalità dell' agriturismo  Lautha e Vjeter Agroturizem a Lac (Albania) 👍
  • Vassili e Vassiliska  della Vjosa Guest House di Iliras (Albania) per la loro stupenda accoglienza e simpatia nonché per la buonissima cena!
  • La Taxi Go di Igoumenitsa che con Theodoros hanno fatto un ottimo lavoro.👍
  • Il proprietario del ristorante ΗΛΙΟΤΡΟΠΙΟ a Lygia per l' alcolico omaggio. 👍
  • Il taxista di Preveza per la sua maleducazione e che per fare 1,5 km voleva 40 euro. 👎
  • La stazione per il pagamento del tunnel di Preveza, che non ha mandato nessuno a prenderci 👎
  • Un grande grazie a Ioannis contadino greco, che con il suo sgangherato pick up rosso ci ha fatto attraversare il tunnel sottomarino di Preveza 👍👍
  • Il ristorante Maistrali di Kato Riodini per l' atmosfera di un fine anno indimenticabile. 👍
  • L' impiegato della Ktel di Kiato, con tanto di barbone, sigaretta in bocca in ufficio e 150 kg di stazza...un vero imbecille! 👎
  • La Taxi Go di Igoumenitsa che con Theodoros e suo fratello ci hanno tenuto le biciclette nel distributore di benzina la sera del 5 gennaio.👍👍
  • La Grimaldi Lines per la cabina offerta

















           







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