venerdì 6 giugno 2014

Marocco Alto Atlante 2014...il viaggio




Marocco centrale, Alto Atlante dal 30.04.2014 al 7.05.2014Alta Valle del Dadès per la R704, la Valle del  Todhra per la R703, fino alle dune di sabbia di Merzouga.






Marocco centrale, Alto Atlante dal 30.04.2014 al 7.05.2014

Alta Valle del Dadès per la R704, la Valle del  Todhra per la R703, fino alle dune di sabbia di Merzouga.




La Valle del Dadès ( dal nome del fiume) parte da Ouarzazate e separa la catena montuosa dell' Alto Atlante, la più alta del paese, dalla tormentata catena del Jebel Sarhro (Saghro), valle costellata di oasi e  suggestivi palazzi in mattoni di fango, detta anche Valle dalle mille Kasbah. Il nostro itinerario però, parte dalla parte più alta della valle e precisamente da Boumalne du Dadès in modo da percorrere le Gole del Dadès  lungo la strada R704 e le Gole del Todrha (Todra) lungo la R703. Queste gole si sono formate durante il periodo giurassico ovvero tra i 200 milioni  e i 150 milioni di anni fa. I loro fiumi il Dadés ed il Todhra si sono fatti largo scavando nella roccia calcare gole dalla profondità variabile tra i 200 m ed i 500 m. La durezza di questa roccia giustifica ad oggi a distanza di 200 milioni di anni passaggi in alcuni casi larghi solo 2 metri.
Saliremo fino alla sorgente dei fiumi varcando il Tizi n' Ouaro a 3043 metri di altitudine.
La seconda parte invece, una volta ridiscesi ci porta alle soglie del deserto in una zona di  quasi confine tra il Marocco e l' Algeria, appunto a Merzouga.

Preparativi



I biglietti aerei

Abbiamo scelto un volo della compagnia EasyJet da Milano Malpensa a Casablanca, per due persone, con un bagaglio a mano e una bici a testa. Come dicevamo, nei preparativi del viaggio in Tunisia, ogni compagnia aerea ha regole e costi diversi per il trasporto dell'attrezzatura sportiva e del bagaglio. In questo caso EasyJet detta regole ben precise su come deve essere imballato il bagaglio sportivo, indicando anche il peso massimo di 32 kg, ma si dimenticano di dire quali devo essere le misure degli imballi! Infatti la regola ancora scritta sul sito la riportiamo testualmente:

Il trasporto di biciclette è consentito, purché siano rispettati criteri specifici:
  • La bicicletta deve essere imballata in uno scatolone o borsone per biciclette;
  • E’ consentita una sola bicicletta per scatolone/borsone;
  • Nessun altro oggetto può essere trasportato nello scatolone/borsone della bicicletta (a es. vestiario);
  • Il manubrio deve essere allineato con il telaio;
  • I pedali devono essere rimossi o posti contro il telaio.


Sono accettate biciclette dotate di sospensioni idrauliche o sistemi frenanti. Si applica un costo non rimborsabile. 
Attrezzatura sportiva di grandi dimensioni (articoli fino a 32 kg) per esempio:
  • Biciclette;
  • Canoe;
  • Windsurf; e
  • Deltaplani
Ancora oggi sul sito non se ne parla delle dimensioni dei cartoni e men che meno dopo ripetute telefonate al call center EasyJet gli operatori hanno istruzioni in merito.
Di certo non interessa aprire una polemica in questo momento, ma se poi al' imbarco misurano il peso e le dimensioni dell' imballo allora è giusto farlo notare!!
Naturalmente oltre alle bici avevamo con noi un bagaglio a mano costituito dalla coppie di borse che poi avremmo attaccato alle nostre biciclette per il viaggio, per un peso massimo di 20 kg a testa.
E' inutile precisare che ovviamente per rifare gli imballi al ritorno e per rimontare le bici, c'è bisogno di attrezzatura tipo cutter, chiavi ecc ed inoltre per il viaggio servono anche ricambi come camere d' aria brugole ecc che ovviamente assieme ai caschi, sfidando la sorte, abbiamo messo nei cartoni delle bici, tanto il peso di una mtb non raggiunge i 32 kg imballo compreso.

Gli imballi per le bici

Come al solito ci rivolgiamo al negozio di bici vicino a casa per prendere gli imballi, ormai ci conosce e ce li da volentieri in quanto per loro gli imballi costituisco un problema di smaltimento.
I cartoni non sono uguali uno è più piccolo dell' altro in quanto altezza, uno è alto 110 cm, mentre l' altro è 117 cm. prepariamo con cura gli imballi interni con pluriball e nastro per riparare le parti delicate e chiudiamo con nastro "fragile" i cartoni.
Tramite e-mail contattiamo l' hotel "La kasbah de Victor" dove avevamo precedentemente prenotato una camera per la sera del giorno 1 maggio, punto di partenza del nostro giro in bicicletta, per chiedere se ci possono tenere gli imballi delle bici che verremo poi a prendere al nostro ritorno il giorno 6 maggio. Nessun problema risponde Victor, lasciate qui tutto quello che non vi serve. Perfetto.

Guide e libri utili









Carta stradale World Mapping Project del Marokko











                                 



Guida Lonely planet del Marocco








Alcune altimetrie scaricate da Google Heart

Utilizzo di www.booking.com per prenotare gli alloggiamenti. tranne per l' Auberge Ibrahim ad Agoudal che non è presente.

Le notizie relativa al Tizi'n Ouano passo a 3043 metri slm parlano che in primavera occorre accertarsi sulla percorribilità della strada, dunque contattiamo l' Auberge Ibrahim dove abbiamo prenotato per la sera del 3 maggio per farci dare delle notizie sull' apertura della strada R704 proveniente da M' semir. Anche qui risposta positiva nessun problema!

Noleggio auto

L' arrivo al punto di partenza del giro in bici prevede, dopo l' arrivo a Casablanca in aereo, uno spostamento da Casablanca a Ouarzazate di circa 450 km. Per questo spostamento abbiamo deciso di noleggiare un ' auto all'aeroporto di Casablanca.


Dove dormire 

Una volta pianificato il percorso abbiamo prenotato gli alberghi per essere sicuri di trovare da dormire e da mangiare, la difficoltà più grande, come al solito,  è quella di essere sicuri di riuscire a compiere tutta la tappa per arrivare a destinazione alla sera. L' Auberge Ibrahim ad Agoudal è l' unico alloggiamento che abbiamo contatto direttamente via e-mail in quanto non è presente su Booking.com.

Soldi, bancomat e Carte di credito

In Marocco si possono prelevare tranquillamente i dirham (Dh) nei bancomat, a patto che i bancomat appartengano al circuito Maestro, ed il consiglio prima di partire è di chiamare il numero verde che c'è sul bancomat e chiedere di verificare che sia abilitato all' uso in Marocco. 

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30 aprile 2014 ore 11,00

Finalmente si parte; oggi giornata piena, Torino - Aeroporto Malpensa in auto, Malpensa - Casablanca in aereo, Casablanca - Marrakesch in auto a noleggio.

Torino - Casablanca (tappa di trasferimento in aereo)

Partiamo da Torino in auto alla volta dell' aeroporto Milano Malpensa, il volo è EZY2567 delle ore 17,10, ma sebbene in un ora e mezza si arriva è meglio arrivare un pò prima per via delle biciclette.
Lasciamo la macchina in un parcheggio fuori Malpensa e con un minibus messo a disposizione arrviamo al teminal 2 dell' aereoporto.Con un due carrelli ci presentiamo al check in dei bagagli di grosso formato.
Non c'è coda, l' addetto pesa il primo e misura l' altezza, 110 cm e lo fa passare. Pesa il secondo collo e lo misura, 117 cm!!! Questa dimensione non è accettata devo chiamare il responsabile della sicurezza!Sgomento, la prima bici era imbarcata e la seconda no! Dopo inutili proteste sul fatto che in nessun posto era riportata la misura standard chiama telefonicamente il responsabile della sicurezza, il quale risponde che arriva in cinque minuti. Aspettiamo, l' imballo dovrà essere aperto per la verifica del contenuto ci spiega l' addetto che non ne vuol sapere di chiudere un occhio per 7 cm!
La sicurezza non arriva, ma lui ha finito il turno. Al suo posto arriva un altro impiegato più anziano che ci chiede qual'è il problema. In breve spieghiamo a lui cosa è successo e prova a misurare ulteriormente il pacco, mi guarda e mi dice che per lui il pacco è 110 cm, strizzando l' occhio. Prende il telefono e richiama la sicurezza e spiega di non intervenire perchè è stato un errore, il pacco è 110 e dunque può passare.
Entrambi polemizziamo sul fatto che chi, in ufficio fa le regole non sa come funzioni allo sportello, io gli do completamente ragione e imbarchiamo la seconda bici.

Casablanca - Marrakech (tappa di trasferimento in auto a noleggio)

vedi mappaArriviamo a Casablanca aeroporto internazionale Mohammed V alle 19,10 e  cambiamo subito  degli euro con dirham e andiamo direttamente al banco della Rentalcar per ritirare l' auto una Peugeot 206. Si parte dopo aver caricato i bagagli alla volta di Marrakesh.


Servono meno di un paio di ore per percorrere i 220 km ed arrivare alle porte di Marrakesh presso l hotel Le relais de Marrakesh situato a Douar Oulaad Bellaguid, ma che pur con il navigatore, lo troviamo a fatica in mezzo alla campagna. Mentre guido sulla veloce e moderna autostrada che oggi taglia in verticale il paese, mi ritorna in mente quando, esattamente 30 anni fa, 1984, con il mio vecchio ed amato Land Rover, partimmo da Torino alla volta della Mauritania. L' autostrada non cera, tutta statale in gran parte sterrata, piena di gente e bambini in mezzo alla strada, ma questa è un' altra storia.
Posto carino per una notte, 30 euro ben spesi!

1 Maggio 2014 ore 8,00

Abbiamo dormito bene, facciamo colazione, niente di che, al bordo della piscina del relais. Oggi altra giornata intensa, dobbiamo percorrere i rimanenti 230 km, circa 4 ore di viaggio, per arrivare a Ouarzazate percorrendo un' impegnativa strada sulle montagne dell' alto atlante, e poi una volta lasciata l' auto dobbiamo cercare un mezzo che da lì ci porti a La Kasbah de Victor a Boumalne du Dadés 83 km.

Marrakech - Ouarzazate (tappa di trasferimento in auto a noleggio)




Siamo a mezz'ora di macchina dal centro di Marrakesh, e dunque sebbene già visitato, una tappa è d' obbligo. Marrakesh oggi è ben diversa da come era un tempo, si è sviluppata a dismisura, piena di palazzi di nuova costruzione e per arrivare alla famosa piazza Djemaa el Fna ci vuole più tempo del previsto. La piazza è molto suggestiva di sera dove si anima di bancarelle gastronomiche in cui i cuochi preparano piatti squisiti di ogni genere. Visita alla famigerata medina e poi ripartiamo alla volta di Ouarzazate (230 km).





Ormai sono le ore 13,00 quando imbocchiamo la strada che porta direttamente sulle montagne dell' alto atlante la catena montuosa più alta dell' Africa settentrionale da loro chiamata "la montagna delle montagne".
Dobbiamo prima raggiungere il  passo del Tizi n' Tichka, un passo molto più alto del Tizi n'Test che percorsi 30 anni in quanto era la prima strada costruita per attraversare queste montagne. Il Tizi n' Tichka 2260 m d' estate non presenta particolari problemi se non un susseguirsi di curve e contro curve molto spettacolari, ma in inverno può diventare molto pericoloso, solo nel 2005 un gruppo di turisti morì all' interno delle loro vetture bloccate dalla neve e dal gelo. Arrivati a Ouarzazate ormai alle ore 17,00, per prima cosa cosa andiamo a cercare un bus che ci porti a Boumalne du Dadés, il bus è appena partito, non possiamo aspettare domani e dunque andiamo alla stazione dei taxi dove ci mettiamo d' accordo con un taxista che per 50 euro ci porta a destinazione. Mi segue con il suo taxi fino all' aeroporto internazionale di Ouarzazate, dove riconsegno la macchina noleggiata e ripartiamo in taxi.

Marrakech - La Kasbah de Victor (tappa di trasferimento in taxi)


Il taxista è un ragazzo di 30 anni, si chiama Malek. E' spigliato e simpatico e facciamo facilmente amicizia parlando di svariate cose, della situazione economica in Marocco, di quella italiana, dei bunga bunga italiani e delle loro speranze di miglioramento.


Risaliamo la Valle del Dadès sulla N10, incontriamo prima Skoura e poi Kalaat m'Gouna famosissima soprattutto per la produzione di rose e pugnali. Infatti in questo periodo si vedono a perdita d' occhio campi coltivati a rose da cui estraggono ogni genere di prodotti. Malek si ferma sul ciglio della strada e contrattando, ci regala un cuore di petali di rosa profumatissimo.



Finalmente arriviamo a Boumalne du Dadés, ma la Kasbah de Victor nessuno la conosce. Scopriamo così che la posizione sulla mappa di booking.com e quindi di Google maps che davano l' hotel in centro al paese si è rivelata sbagliata.
Oggi (2019) è posizionata correttamente ed il suo nome è diventato Café-restaurant Timzzillite Chez Mohamed .
In quel momento però, ci dicono che si trova ancora ad una trentina  di km da li proprio prima della gola. Infatti dopo un' altra ora di viaggio e superati una bella serie di tornanti che sovrastano il fiume Dadés, ci arriviamo. Malek nonostante il prolungamento si accontenta della cifra pattuita, ci scambiamo il numero di telefono perchè potrebbe tornare utile per il ritorno.
Victor ci attende in tonaca azzurra e turbante in testa da vero berbero, un personaggio davvero piacevole. Doccia e ottima cena a lume di candela...ci sta!

2 Maggio 2014 ore 9,00


Naturalmente come dalla foto sopra, si può immaginare il silenzio assoluto del posto, ma anche l' accoglienza non è da meno,.Victor non c'è è andato a Marrakesh a fare spesa. Lasciamo i nostri imballi delle bici qui con la promessa di rivederci il giorno 6 maggio per il ritiro. Dopo una buona colazione finalmente oggi iniziamo a pedalare, in direzione di M'Semrir , dove alloggeremo presso la Maison d'hotés.




La Kasbah de Victor (1737m) - M'Semrir (2020m)m km35

(Oussikiss)

vedi mappa


Profilo altitudine







E' un vero peccato perchè questo spostamento di 30 km ci rovina completamente i piani della giornata. Innanzi tutto perchè alcune gole tra le più belle e la scalata della serie dei famosi tornanti della foto sopra avrebbero dovuto appartenere alla nostra tappa di giornata, ed invece sono state superate ieri sera in macchina, e poi perchè avendo prenotato a M'Semir avremmo dovuto fare una tappa di 60km anzichè 32 cioè la distanza dalla Kasbah de Victor a la Maison d'hotes a M'Semir.Tuttavia indietro non si torna ed anzichè compiere i 63 km previsti ne facciamo solo 32.


Sono le 10,30 passate quando partiamo e dopo qualche km incontriamo subito la gola del Dadés.






La strada è ben asfaltata ed anche la temperatura è piacevole, i panorami sono veramente belli, ora la valle è notevolmente più stretta rispetto a ieri, rocce calcaree sia destra che a sinistra ed in mezzo il fiume che ogni tanto regala oasi di verde. Superiamo Ait Hammou ou Said e dopo 12 km  arriviamo a Tizguin. Man mano che si sale anche la vallata si restringe sempre con il Dadès alla nostra sinistra, non c'è assolutamente traffico, ed è un piacere vedere i contadini all' opera nei loro campi vicino a Tilout dopo 17 km.


Ora la strada inizia ad aumentare di pendenza, occorre superare alcuni tornati che però ci aiutano a vedere meglio dall' alto la vallata.

   

   

superando anche Tidrite al km 22.


La strada continua a salire con lunghi tornanti che seguono la conformazione a canyon della valle, il cielo non è più sereno come questa mattina ma la temperatura è favolosa. Risaliamo ognuno con il proprio passo fino a superare un piccolo colle dal quale si rivede la valle del Dadès.


mancano ancora 11,5 km a M'Semrir sembra un grande scalinata, tornanti  e poi piano e ancora altri tornanti. Alle 14.00 arriviamo a circa 4 km da M' Semrir ad un bivio con un cartello Maison D' hotes Oussikiss svoltare a sinistra. Ci dovevamo pensare che la Maison d'hotes Oussikiss non fosse a M' Semrir ma ad Oussikis, ma chi conosceva Oussikiss? Ormai abbiamo capito che localizzazioni sulla mappa di booking.com non sono corrette, probabilmente per colpa di Google Maps o viceversa ma sta di fatto che l' hotel non è a M' Semrir ma ad Oussikiss cioè altri 6 km. Ma ad essere sinceri il posto è bellissimo e la Maison altrettanto, sembra impossibile che a 2000 metri in mezzo alle montagne possano esistere posti del genere.




Oggi ha cambiato nome si chiama Guest House Oussikiss. Conosciamo Idir, il proprietario, persona simpatica con cui ci eravamo conosciuti tramite e-mail, il quale ci fa vedere la camera e dopo il tempo necessario per rimetterci  un pò in quadro andiamo nel portico che da sul cortile dove ci sono alcuni tavolini con sedie. Idir ha le birre e ce le porta assieme a stuzzichini, vista la brevità del percorso non abbiamo fatto pranzo a parte alcune barrette e quindi ci lasciamo andare. Sempre nel portico facciamo conoscenza con alcuni ragazzi spagnoli di Barcellona arrivati in auto.
La cena la faremo qui, ma nel frattempo, sono ormai le 19,00, decidiamo di andare con un amico di Idir a fare un giro per il paese.

Attraversiamo l' oasi verde per andare a visitare il castello di un' antica famiglia della zona

   

è enorme, sembra quasi i castelli che i bambini fanno sulla spiaggia completamente lasciato andare e disabitato circondato da terreni fertili coltivati a frutta e non solo.

La guida di cui sfortunatamente non ricordiamo il nome ci porta a casa sua e ci fa conoscere la moglie, la figlia e la sua mula che serve per accompagnare i turisti che arrivano per fare trekking su queste bellissime montagne. La moglie prepara il the con dei pasticcini fatti da lei , una cosa squisita e restiamo a parlare con loro e a vedere le fotografie della sua famiglia.

     



Il tour per Oussikiss finisce qui e ritorniamo alla maison per la cena. I ragazzi spagnoli non ci sono, Idir ci fa accomodare nella sala da pranzo preparata per noi....





Naturalmente per cena ci ha preparato un delizioso Tajin tradizionale piatto berbero di agnello con verdure, olive mandorle e prugne, che prende il nome dal contenitore in terracotta in cui viene cucinato, accompagnato da una buona bottiglia di vino rosso.


Il camino accesso ci sta veramente bene, nonostante la temperatura diurna, quella notturna si abbassa notevolmente. Finita la cena Idir ci invita all' esterno nel patio dove sono arrivati i ragazzi spagnoli e si sono aggiunti alcuni loro amici armati di tamburi , tamburelli e flauti. Inizia la musica berbera e tutti in centro al cortile iniziamo a danzare in cerchio al ritmo dei tamburelli.




Una serata molto bella, era si per intrattenere noi ospiti, ma fatta anche per loro per stare assieme e per sorridere, anzi per ridere......


Tra un danza e l' altra i loro racconti delle montagne, non sono personaggi finti, sono reali, lo si capisce dalla loro timidezza ma anche dalla loro semplicità ma al tempo stesso dalla loro tempra. E' ormai mezzanotte le danze sono finite ed andiamo a riposare molto soddisfatti. Non è sicuramente il posto meno caro del mondo, ma se passate di qui il consiglio è di fermarvi una sera.

3 Maggio 2014 ore 9,00

Sveglia con calma, la giornata è lunga e faticosa oggi si affronta il Tizi n' Ouano a 3000 metri di altitudine!
Colazione a base di formaggi, olive, pane fresco, aranciata, marmellata, caffè, latte, non manca niente, salutiamo tutti con un affettuoso abbraccio e ripartiamo.

Oussikis (2020m) - Agoudal (2330m) km 73


Profilo altitudine

                                                                       




Dopo un controllo meccanico delle bici, ed il pieno di acqua delle nostre borracce, saliamo in sella e ritorniamo sulla R704 e proseguiamo a sinistra verso M' Semrir che dista pochi km, ci fermiamo a prendere qualcosa da mangiare in un piccolo market lungo la sdrada ed all' uscita dal villaggio incontriamo due pastori, due giovani ragazzi che portavano al pascolo le loro capre. Ci fermano incuriositi dalle biciclette per scambiare due parole. Arrivano da Ait Hani nella vallata quasi parallela del Todrha, quella che percorreremo domani. Loro padre ha un ristorante ad Ait Hani e ci invitano per pranzo. Ripartiamo e dopo 15 km incontriamo il villaggio di  Ait Marghad.


Interessante lo scambio di occhiate tra la signora in bici e quella sull' asino....Contrariamente a quanto riportato in vari blog e siti la strada asfaltata continua anche oltre a M' Semrir, almeno ad oggi....
La strada  gradualmente sale di quota, sul fianco sinistro il fiume scorre lento e dove il suo letto si allarga e tutto completamente verdeggiante i contadini sono costantemente al lavoro per produrre i loro prodotti per l' inverno e per vendere al mercato, non ci sono trattori, o macchinari particolari, cavalli, asini, volontà e la forza delle loro braccia sono l' unica possibilità. Arriviamo così ad Ihouddiggen, 22° km.

  

     

L' asfalto ci accompagna, meglio, così è più facile da pedalare e siccome la temperatura non è elevata, ma molto piacevole, non manda calore... ci mancherebbe a 2200 m!!!!
Non c'è praticamente traffico fatta eccezione di un paio di minibus e qualche hammer in senso contrario di tour operator che probabilmente arrivano dal deserto algerino.
Arriviamo quindi ad Ait Ali Wikkou dopo 28 km a 2300 m slm.

   

La cosa interessante è che in questa valle la strada principale la R704 non passa mai dentro ai villaggi, non disturba! L' aria inizia a sentirsi rarefatta, leggera e pulita, facciamo ancora un paio di km per arrivare fino ad Ait Moussa Wichou.

Qui dopo i primi 30 km facciamo una pausa, sono le 12.30 il sole picchia ma non così forte , mangiamo qualcosa all' ombra di un muretto, ormai le montagne sono vicine e si capisce che inizierà la salita. La forte pendenza ancora non la abbiamo incontrata, anche perchè in 30 km siamo saliti di 300 metri di quota, ma in ogni caso sappiamo che prima o poi arriverà! Come abbiamo sempre ripetuto in questo blog il nostro è un girovagare non è una corsa o una sfida in bicicletta, è una vacanza fatta di curiosità, un pò di fatica, procedere lentamente, bei paesaggi, conoscere gente e naturalmente pedalare!
Non troppo lentamente però, dopo mezz'ora ripartiamo giusto il tempo di mangiare qualcosa. Da questo villaggio la strada non è più asfaltata è in terra battuta ma molto ben battuta. Uscendo dal villaggio incontriamo un gruppo di 6 contadini che allegramente a piedi ritornavano a casa dalla campagna. Ci fermano, vogliono sapere dove andiamo, da dove veniamo, ed altrettanto noi chiediamo da dove arrivano e cosa coltivano. Cinque minuti giusto il tempo per farsi una risata e qualche battuta e poi ci salutiamo Ci hanno confermato che in primavera a volte questa strada non è percorribile per l' acqua che a seconda della quantità di neve scende veloce dalla valle. Infatti prima di partire via mail abbiamo chiesto ad Agoudal se era tutto a posto.
Eccola la salita! Ora dobbiamo affrontare una serie di tornati che ripidamente ci portano in altitudine
                                                                                                                                                           
  

Ora la situazione si è ribaltata, in 26 km saliamo di 700 m, ma è pedalabile a parte alcuni strappi duri.

  


Il meteo è peggiorato, ora la giornata si è fatta scura, tira aria fredda la fatica si fa sentire e sarà pure una nuvola passeggera ma inizia a nevicare!!!





Non forte per fortuna ed è mista pioggia, ma gelata, la strada è interminabile, scavalca costoni di montagna e ad ogni curva sembra di essere arrivati al colle ma così non è. Ci fermiamo sotto ad una roccia per non bagnarci, siamo sudati, ci mettiamo la giacca invernale e aspettiamo un attimo. Finalmente alle 18,30 arriviamo al Tizi n' Ouaro al km 55.

   

Fa freddo ci sono 4 gradi. L' altimetro segna un pò di più probabilmente risente della bassa pressione barometrica. Dopo la foto di rito per la conquista dei 3000 m ripartiamo in discesa subito ripida. Da una parte meno meno male perchè così scendiamo subito di quota e la temperatura si alza un pò, dall' altra la velocità di discesa abbassa ancora la temperatura percepita ed inoltre mancano ancora 17 km e non sappiamo esattamente se sono tutti in discesa.
In ogni caso il panorama merita davvero la fatica....



  

Per arrivare ad Agoudal la salita non è finita...ci sono ancora 5 km e poi di nuovo discesa fino alle porte del villaggio dove una squadra di 10 ragazzini in bici ci scortano fino da Chez Ibrahim. La camera a noi riservata, è semplice, spartana, ma accogliente è molto colorata, in attesa della cena ci beviamo una coca cola in cortile. Ibrahim è un ragazzo gioavane sui 35 anni, è venuto in Italia, a Napoli ci è stato per un pò di tempo giusto per imparare a parlare benissimo italiano con, ovviamente, accento napoletano.
La cena è pronta e non c'è il tempo per farsi una doccia e nemmeno per cambiarci. Nel ristorante non c'è posto per la cena, ma Ibrahim ci offre di sederci al suo tavolo che aveva preparato per stare con alcuni amici...ci aggreghiamo vestiti da bici. Siamo una decina ci sono due coppie francesi, un paio di amici di Ibrahim e lui. Una delle ragazze francesi tira fuori una bottiglia di vino bianco francese e lo beviamo come aperitivo, con stuzzichini vari, poi arrivano i primi piatti , Ibrahim apre prima una bottiglia di rosso marocchino, poi un' altra...alla fine ne ha aperte 13 tutte offerte da lui, insomma non abbiamo parole per descrivere l' ospitalità di questo popolo!!
Finita la cena nonostante sia mezzanotte passata , Ibrahim ci dice che, se vogliamo possiamo fare un bagno caldo nell' hammam. Seppur molto, molto spartano, ci infiliamo dentro, la stanza è caldissima scaldata dal fuoco una specie di camino. In pratica è una tinozza dove ci si infila dentro e con un grosso mescolo ti puoi versare l' acqua bollente addosso, una specie di goduria incredibile!
Oggi è stata una giornata pazzesca, dalla colazione a Oussikiss, alla salita al Tizi n' Ouano, la cena meravigliosa ed infine il bagno nell'hammam

4 Maggio 2014 ore 9,00

Ritroviamo a colazione i ragazzi della cena che anche loro sono in partenza. Il cielo è completamente terso, senza una nuvola, ci sediamo al sole per la solita abbondante colazione ed è un piacere conversare con loro.
Oggi la tappa prevede di percorrere la R703 lungo la valle del Todrha fino a Tinrhir subito dopo la gola del Todrha dove abbiamo prenotato il pernottamento alla Maison d' Hote Valentine a Ait Baha Tizgui una decina di km prima di Tinghir

Agoudal (2330 m) - Ait Baha Tizgui (1430 m)  Km 73


Profilo altitudine

                                           
                            

 


Ci siamo attardati troppo, sono ormai le 11,30 e la strada è lunga e per prima cosa bisogna superare i primi 20 km di salita per giungere al Tizi n' Tirherhouzine a 2750 m.
Ad Agoudal non c'è veramente niente a parte la bellezza del paesaggio, ci si chiede come fanno a vivere in questo posto  così desolato. All' uscita da Agoudal incontriamo una ragazza a dorso d' asino con un carico esagerato di sterpaglie che ci ferma e ci chiede se abbiamo un paio di scarpe da dargli, le sue effettivamente segnano il tempo trascorso ed il duro lavoro su questi terreni montagnosi, purtroppo non abbiamo scarpe ma Paola le regala le sue ciabattine infradito che usava per la doccia e naturalmente con un gran sorriso ci ringrazia. La giornata è meravigliosa, continuiamo a pedalare su asfalto in completa assenza di traffico con una buona andatura fino a che incontriamo una decina di dromedari al pascolo.

Ci fermiamo un pò per riposare un pò perchè il cammelliere, un ragazzo sui 20 anni, ci viene incontro. Ha un viso completamente deformato da un ascesso ad un dente e sta molto male dal dolore, dice di non avere nulla che possa fargli passare il dolore e così dalla nostra farmacia gli diamo una scatola di anti dolorifici che avevamo portato per ogni eventualità.




Ci siamo quasi al colle manca poco ed incontriamo due ragazzi in bici in senso contrario. Sono svizzeri e stanno percorrendo in senso inverso esattamente il nostro giro e così ci scambiamo informazioni e consigli.
Poco distante superiamo il colle e ci fermiamo al tornante che caratterizza il Tizi n' Tirherhouzine a 2750m.

   

e subito dopo un curva si apre la Valle del Todrha un vero spettacolo della natura!

  

Ora ci aspettano un decina di km totalmente in discesa, anzi di vertiginosa discesa fino a quasi Toumliline, giunti alla fine della discesa ci fermiamo alle 14,00, in un piccolo bar per bere qualcosa, seduti al sole. Non possiamo ancora mangiare, perchè abbiamo dato appuntamento ai due pastori che ci hanno invitato a mangiare presso il loro ristorante ad Ait Hana Ci sono bambini che giocano, uno ha una piccola bicicletta senza copertoni, gira sull'acciaio dei cerchi della ruota sull'asfalto! I ragazzi della cena della sera prima passano con le loro auto e suonando il clacson ci salutano festosamente.

Toumliline è un villaggio praticamente deserto alla fine della discesa da qui parte un noiosissimo rettilineo in falso piano in salita che sicuramente ha un inizio, ma che non si vede la fine!





A qualche km da Ait Hana incontriamo infatti uno dei due pastori che con la sua bicicletta ci stava venendo incontro. Era molto contento di incontrarci e siccome gli piaceva molto la mia bicicletta ci siamo scambiati le bici in modo da farlo arrivare a casa sua in sella alla mia bicicletta. Il ristorante del padre è all' inizio del villaggio, ci fermiamo affamati, ed effettivamente ne è valsa la pena. Ci ha cucinato delle uova con verdure in un pentolino di coccio davvero buono e gustoso accompagnato ad un buonissimo pane fatto in casa.


Ci salutiamo con simpatia, siamo esattamente a metà strada, da qui in poi la valle si restringe sempre di più e il tutto lascia ad intendere che ci stiamo avvicinando piano piano alla gola del Todrha.


  

ed infatti....


   


Un incanto, un posto fiabesco, oggi è domenica la gente del posto cerca refrigerio all' ombra della gola, non saprei dire quanto gelide siano le acque del fiume ma le persone sono li con i piedi in ammollo.
Appena fuori dalla gola si trova il villaggio in cui ci fermiamo per dormire, Ait Baha Tizgui a la Maison d' Hote Valentine.



Da non perdere la terrazza che da sulla valle, al tramonto è una cosa senza senso!!!

               







Ma altrettanto meraviglioso è il Tajin che a cena ci siamo mangiati....


5 Maggio 2014 ore 9,00

Sveglia con calma, abbondante colazione in terrazza, controllo tecnico delle bici e poi ripartiamo.
Oggi sarà una giornata metà in bici e metà di strasferimento, dobbiamo prima raggiungere Tinghir in bici una decina di km, e poi cercare un mezzo che ci porti a Rissani al confine con l' Algeria e da li raggiungere Merzouga in bici. La tappa è pianeggiante e quindi senza particolari problemi.

Ait Baha Tizgui (1430 m)  - Tinghir (1300 m) Km14



Profilo altitudine



                       

Partiamo lentamente bella giornata calda il giusto per godersi la pedalata. In poco tempo arriviamo a Tinghir, trafficosa cittadina di 36.000 abitanti. Ci sono mezzi di ogni genere per la strada e sembrano tutti molto indaffarati. Chiediamo informazioni ad un poliziotto su come poter raggiungere Rissani e ci spiega che dobbiamo andare nella piazza centrale da dove partono bus, taxi minibus ecc per qualsiasi destinazione, in effetti ci saranno stati 200 mezzi in attesa di partire. Prima ci fermiamo in un bar a bere un te e studiare la situazione, poi chiediamo ad un taxista il quale ci dice di parlare con il boss della stazione, un ragazzo giovane sui 25 anni capelli lunghi a coda di cavallo, ben vestito e con computer portatile. E' molto simpatico ci dice di non preoccuparci che un mezzo lo trova di sicuro per noi. Infatti dopo dieci minuti ci indica un taxi mercedes vecchio tipo sul quale carichiamo le bici.

Tinghir  - Rissani ( tappa di trasferimento in taxi)


L' autista , un anziano signore ci spiega che prima di partire dobbiamo passare in ufficio, con i nostri documenti perchè deve farsi registrare dalla polizia in quanto lascia la città in direzione Rissani al confine con l' Algeria e così facciamo.
Ci sono circa 230 km da percorrere su una strada ben asfaltata, molto veloce ma anche con molto traffico, ci vorranno meno di tre ore. Man mano che ci avviciniamo il panorama diventa sempre più desertico, e la temperatura si sente salire e non poco. A metà strada invito l' autista a fermarsi per bere una coca cola in uno dei rari posti di ristoro, ed  alle ore 15,00 arriviamo a Rissani al posto taxi. 

Rissani (760 m)  - Merzouga (700 m) Km 50



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Scarichiamo e montiamo le nostre bicicletta, ci rendiamo conto che non è proprio l' ora adatta per percorre questi 50 km sotto il sole, ma ormai siamo qui e andiamo ugualmente.
Non c'è quasi nessuno per la strada, cambiamo idea e decidiamo di aspettare un pò in un bar della strada principale all' ombra in attesa che passi il momento più caldo. Il mio orologio segna 48° C!!!

    

 E' inutile aspettare la temperatura non scende e così partiamo. Appena fuori  Merzouga ti accorgi che stai andando incontro al deserto. La temperatura è alta e un vento caldissimo discretamente forte soffia in direzione contraria alla nostra, è costante ma con raffiche decisamente violente. Teniamo una velocità bassa è faticoso e l' aria calda asciuga velocemente la gola e le narici. In compenso iniziamo vedere le dune in lontananza ed ai bordi della strada il deserto nero e considerata la temperatura, anche i miraggi non mancano!!

  
Ma arrivati alle porte di Merzouga quello che all' inizio sembrava un miraggio si è poi rivelato realtà, un moderno distributore con tanto di bar annesso, una vera e propria oasi!!!
Entrando in Merzouga chiediamo alle persone sulla strada dove si trova l' hoel Bivouac Erg Chebbi, hotel che abbiamo prenotato per questa sera, ma nessuno lo conosceva. Arriviamo quindi nella piazza centrale del villaggio pieno di bar e ristoranti, ma anche qui nessuno sa darci indicazioni, ci dicono che Erg Chebbi è li indicandoci le dune davanti al nostro naso ma oltre a quelle dune c'è solo deserto.....Eppure la stampa della mappa di google maps lo dava proprio qui. POco male abbiamo il numero di cellulare di Hassan, il proprietario e dunque lo chiamiamo. Dopo circa 10 minuti un enorme Toyota 4x4 si ferma davanti a noi. Piacere Hassan,  ci dice, seguitemi con le biciclette. Riparte lungo una pista battuta di sabbia e dopo circa 5 km si ferma in un piccolo agglomerato di casupole rurali che nulla hanno a che vedere con un hotel, anzi sembrano più ad abitazioni di pastori. Lasciamo le bici in un cortile ed entriamo in una di queste case. Un inaspettato applauso ci accoglie!!!! Sono due coppie di Ravenna che sapendo del nostro arrivo in bicicletta ci accolgono come se avessimo fatto la Parigi-Dakar. Ci rivolgono un mucchio di domande, sono simpatici e con calma rispondiamo, ma considerata la giornata, avremmo la necessità di metterci comodi, una doccia, cambiarci, bere qualcosa, ed infatti Hassan ci porta in una specie di bagno con una doccia spartana. Non c'è molto tempo sono già le ore 20,00 e dobbiamo ripartire. Ancora vestiti da bici, lasciamo le nostre biciclette nel cortile e saliamo sulla Toyota che attraverso una pista taglia la N13 per arrivare alle dune dove ci aspettano sei dromedari!!!!


A me tocca il capo dei dromedari si chiama Bob Marley!!


un vero e proprio transatlantico del deserto... ahahahah
Saliamo in groppa tutti e sei e si riparte!

  

e dopo più di un' ora arriviamo finalmente al Bivouac Erg Chebbi.


Non abbiamo parole...e chi si poteva immaginare una giornata del genere?
Una accampamento berbero in perfetto stile, ci assegnano le camere,


sono tutte matrimoniali, rivestite di tela  cerata anti sabbia ed in terra tappeti ovunque.
Nell' accampamento assieme ad Hassan ci sono altri ragazzi con i loro compiti stabiliti, i cuochi, i camerieri, i musicisti etc etc. 


e naturalmente i cammellieri.
Al centro del cortile una tavola imbandita, ci raggiunge, non sappiamo come un' altra coppia di ragazzi francesi e con calma, adesso ci sediamo attorno al tavolo, naturalmente per terra, sui tappeti, per goderci la meritata cena.
I francesi sono un pò taciturni, ma ci pensiamo noi italiani a tenere alto il livello di rumore!! Paolo, Paola, ......,....... sono veramente simpatici, e tra la buona compagnia, l' ottimo cibo e la musica con danza finale la serata è splendida.
A dire il vero a noi non piacciono molto queste cose organizzate, chiamiamole per  "turisti da viaggio organizzato", ma in effetti dobbiamo dire che è stato molto bello.
Hassan avrà circa 30 anni è un ragazzo molto sveglio e molto attento, è nato in una famiglia di cammellieri e quindi anche lui fino ad un paio di anni fa faceva questo mestiere, poi ha organizzato questa cosa coinvolgendo alcuni ragazzi del posto ed è riuscito ad avere un ottimo successo. Complimenti a lui.
La sveglia domani è prima dell' alba perchè la tradizione vuole che si debba vedere nascere il sole del nuovo giorno e quindi anche per la temperatura che si è notevolmente abbassata ci rifugiamo nelle nostre camere.
Siamo rimasti d' accordo con Hassan che domani alle ore 7 ci verrà a prendere con il suo fuoristrada e che ci farà trovare un bus ad attenderci per caricare le bici.


6 Maggio 2014 ore 9,00

E' ancora buio quando al suono di una piccola campanella ci svegliano. Usciamo assonnati e andiamo sulle dune per vedere l' alba del nuovo giorno il

 6 maggio 2014

  

  

Rientriamo mentre il sole si alza rapidamente, abbondante colazione  berbera, e puntuale alle ore 7,00 Hassan arriva con il suo fuoristrada per caricarci tutti quanti.

Bivouac Erg Chebbi - Kasbah de Victor - Ouarzazate (trasferimento con mezzi pubblici)

Sarà stato il peso della macchina più dieci persone, ma ci siamo arenati nella sabbia. Siamo scesi ed a spinta in qualche modo ne siamo usciti, eppure lui la fa tutti i giorni quella strada!. Arrivati alle bici un minubus bianco era pronto per partire, caricate le bici sul tetto, salutiamo Hassan ed il suo staff per la particolare accoglienza e partiamo alla volta di Erfoud.
Arrivati ad Erfoud nella piazza del mercato ci spostiamo alla periferia della cittadina per prendere un bus di linea che ci porta fino a Tinghir, nel frattempo telefoniamo a Malek, il taxista che, all' andata, ci aveva portato da Ouarzazate alla Kasbah de Victor e ci diamo un appuntamento a Boumalne Dadès. Arrivati a Tinghir , incontriamo nuovamente il boss dei taxisti che con mille feste ci saluta e immediatamente ci assegna un taxi per Boumalne Dades, che raggiungiamo in un' ora. Scarichiamo le bici dal bus e ci dirigiamo all' incrocio dove avevamo appuntamento con Malek e nel frattempo buco una ruota, poco male tanto avrei dovuto sgonfiare le ruote per caricarla sull' aereo. Incontriamo puntuale Malek, che con il suo taxi ci riporta alla Kasbah de Victor, dove ritiriamo gli imballi delle bici e sul posto le prepariamo per il viaggio di ritorno in aereo. Carichiamo sul taxi e partiamo alla volta di Ouarzazate. Durante il viaggio in taxi, Malek ci avvisa che come anticipato nel viaggio di andata, ha parlato con sua sorella e questa sera siamo invitati a cena a casa loro, impossibile rifiutare! Nel frattempo telefoniamo anche alla società di noleggio della macchina per prenotare per il giorno dopo una macchina per tornare da Ouarzazate a Casablanca aeroporto.
Cena a casa di Malek e la sorella, che ci prepara un' altro dei meravigliosi tajin marocchini questa volta con uova e prugne.


Simpatici i ragazzi e molto gentili ad invitarci a cena. A fine serata ritorniamo all' Hotel de la Gazelle, dove Malek  aveva prenotato per noi.

7 Maggio 2014 ore 9,00

Ritiro dell' auto nella vicina agenzia di noleggio e partenza per Casablanca Aeroporto Internazionale Mohammed V. Inizialmente il volo per Milano era alle 9,05 ma ci è stato comunicato che è statp posticipato alle ore 20,00, meglio così ci possiamo permettere di  fare una deviazione per visitare Ait ben Haddou sito patrimonio dell' Unesco in cui hanno girato una miriade di film come Gesù di Nazareth di Zeffirelli, Il gladiatore di Ridley Sscott ed altri almeno 20 film importanti.

  

Ripartiamo  dopo la visita del sito, questa volta direttamente all' aereoporto dove lasciamo la macchina noleggiata. Questa volta all' imbarco delle bici nessun problema, andiamo verso il check-in dove troviamo un mucchio di gente, spostando il nostro volo in pratica ne hanno messi due assieme. Abbiamo un bagaglio a mano a testa, ma non avevo trovato posto per il mio casco da bici che tenevo in mano. Arrivato il nostro turno la hostess mi dice che non era permesso portare due bagagli a mano per persona e che quindi o la borsa o il casco dovevano pagare una sovra tassa. Le dico:" Vorrà mica intendere che il casco è un bagaglio a mano?  e lei :" certo che lo è". Allora mi metto il casco in testa e rispondo:" Allora per la mia sicurezza lo tengo in testa!!!" Tutti a ridere, e aggiungo:" Ci sono una decina di persone con il cappello in testa, se me lo fa pagare dovranno pagare anche loro!". L' hostess un pò spiazzata non sapeva più cosa dire e chiama il suo superiore il quale dopo aver parlato sottovoce con lei mi fa cenno di passare. Arrivati a Milano riprendiamo la nostra auto e rientriamo a Torino.


Conclusioni

Siamo molto entusiasti di questo viaggio, abbastanza faticoso ma con panorami bellissimi dai 3000 metri con neve alle dune del deserto, senza contare l' ospitalità marocchina che si è rivelata fantastica.

Ringraziamenti


Ringraziamo in particolar modo il nostro amico taxista Malek che ci ha dato una grossa mano nei nostri spostamenti, e non ultima la buonissima cena a casa sua, la Kasbah de Victor (ora chiusa definitiva per l' ospitalità e per aver tenuto i nostri imballi delle biciclette, la Maison d'hotes Oussikiss per la meravigliosa serata con il camino acceso e la musica, Chez Ibrahim per le infinite bottiglie di vino e la tavolata,la Maison d' Hote Valentine, il boss dei taxisti di Tinghir molto efficente, Hassan del Bivouac Erg Chebbi per le meravigliose sorprese che ci ha offerto ed infine Bob Marley il dromedario che ci ha guidati tra le dune di sabbia di Erg Chebbi!

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