Quinta parte: 28.12.25- 3.01.26
Igoumenitsa-Atene km 478 dsl +3.700 m
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28 dicembre 2025 ore 9.00
Stage#26 Igoumenitza-Ligia km 60 dsl + 684m
Partiamo dal porto di Igoumenitsa alla 9,15, fa ancora freddino perchè il sole non è ancora riuscito a scavalcare le montagna che confina a sud di Igoumenitsa che ci apprestiamo a scalare. Ma la salita come si sa aiuta sempre in fatto di scaldare e dunque in breve tempo percorriamo la strada asfaltata in salita che ci porta in cima. Qui il sole si sente che scalda bene ed il paesaggio è veramente bello e limpido. Igoumenitsa in seguito ad una riforma del 2011 in cui sono state eliminate le prefetture ed accorpato vari comuni, appartiene all' unità periferica della Tesprozia che appartiene come unità all' Epiro che, a sua volta è "periferia" della Grecia il cui personaggio più famoso è Pirro, re dell' Epiro appunto. Per me è un personaggio importante perché per la prima volta in seguito alla sua volontà di attaccare Roma 280 anni prima di Cristo, portò in Italia una trentina di elefanti da guerra animali mai visti e quindi sconosciuti fino a quel momento.
Abbiamo optato per un abbigliamento che ci permette di stare al caldo o di spogliarci se il sole dovesse scaldare troppo ovvero, pantaloni corti ma con i gambali lunghi e a cipolla nella parte superiore maglietta di maniche corte con manicotti e giacca termica più la giacca invernale.
La strada procede con sali e scendi sempre asfaltati piacevoli che a volte scendono fino in riva al mare mentre con il passare del tempo il sole scalda sempre di più. Ho dovuto comperare dei cerotti per la parte bassa della schiena perchè non so come e perchè ma mi sono svegliato con un mal di schiena terribile. Devo però dire che con il cerotto la posizione seduto sulla sella mi permette di non avere dolore e spingere senza fastidi in salita. Il percorso prevede una tappa di circa 65 km con qualche salita discreta fino ad arrivare in cima ad una salita discretamente lunga per poi prendere a destra in picchiata in discesa per raggiungere il paesino di Ligia.

Purtroppo vista la stagione, il nostro allenamento non è al top e dunque pensiamo di acquisire gamba man mano che facciamo chilometri. In realtà non soffriamo più di tanto ed in breve arriviamo a destinazione. Nel periodo invernale trovare da dormire a anche da mangiare non è facile poichè è quasi tutto chiuso in attesa dell' estate e dunque in fase di preparazione del viaggio occorre sempre guardare che ci sia un posto dove dormire ma anche uno dove mangiare o per lo meno un market aperto dove comperare qualcosa da cucinare per la sera.
Noi abbiamo prenotato da "Hotel Akrothalassia", che in realtà non sembra ad un hotel vero e proprio, ma una bella costruzione in riva al mare con diverse stanze con cucina e bagno. La proprietaria che gestisce un piccolo bar, pulitissimo e simpatico anch' esso sul mare ci vede ed esce per incontrarci con un bel sorriso. Non sono nemmeno le 3 pm e siamo già in casa. Il sole scalda parecchio adesso ed è piacevole prendere un pò di sole prima di fare la doccia. Abbiamo anche un bellissimo terrazzino vista mare con un branco di piccoli ospiti.
Quando il sole cala però è tutta un altra musica ed è meglio coprirsi. Arrivati all' ora di cena ci spostiamo di 50 m per raggiungere ΗΛΙΟΤΡΟΠΙΟ un bel ristorantino con pareti a vetro in cui un simpatico signora anziano prepara cibi squisiti, è rimasto così soddisfatto di noi che alla fine mi ha detto:" mi sono fatto qualche litro di grappa e ti voglio regalare una piccola bottiglia per il tuo viaggio".
E come poter dire di no??
29 dicembre 2025 ore 9.00
Stage#27 Ligia-Paleros km 61 dsl + 362m
Dormito alla grande nessun rumore. Certo che la temperatura esterna di notte scende abbastanza e di norma le abitazioni non hanno impianto di riscaldamento. Quindi risentono parecchio dell' umidità dei mesi precedenti ottobre , novembre e dcembre. L' unica fonte di calore è il condizionatore d' aria in posizione "heat" che di norma arriva a 30/32 gradi, non nella stanza però!
Dopo la colazione nel baruccio della proprietaria di casa partiamo alla volta di Paleros. La giornata è fredda ma soleggiata e il cielo è di un azzurro intenso. Ho un piccolo problema con la batteria del telecomando del navigatore ma serve un cacciavite da orologiaio molto piccolo a stella e non riesco a trovarlo. Stiamo percorrendo un bellissimo lungomare che dura una decina di km
Si torna così sulla strada nazionale che porta a Preveza, il traffico per fortuna non è intenso, anche perché è domenica. Scopriamo così il motivo del freddo sulle montagne circostanti è caduta la neve.
Arriviamo circa alle ore 13 all' imbocco del tunnel sottomarino di Preveza dopo aver fatto una sosta per bere una cappuccino grande e bollente in una pasticceria. A Preveza hanno costruito un tunnel sottomarino per attraversare l' imbocco del Golfo di Ambracia e mettere così in collegamento Preveza con Aktio in cui sorge l' aeroporto della città e anche l' unico casello per il pagamento del biglietto per l' attraversamento del tunnel.
Il tunnel è lungo 1.500 metri circa ed il transito è vietato ai pedoni ed alle biciclette. Dalle info che abbiamo letto su svariati siti, arrivando da nord con direzione sud siccome il casello è dall' altra parte, occorre procedere con la bici quasi fino all' imbocco del tunnel dove si trova una telecamera di sorveglianza e dopo che i l personale ti vede manda un furgone di servizio per farti attraversare completamente in modo gratuito. Tutti rassicurano che ciò avviene in pochi minuti e così facciamo.
Sulla punta di quel palo nella foto ce la telecamera ed in fondo l' ingresso del tunnel. Aspettiamo ma purtroppo non arriva nessuno. Ci viene il dubbio che magari questo accade in estate quando ci sono molti turisti, ma ricordo di aver letto che qualcuno lo ha attraversato a ottobre o novembre. Un taxista arriva dal nulla con il bagagliaio aperto, i sedili ribaltati e dei cartoni pronto a caricare le nostre due biciclette. Ci dice che normalmente il prezzo è di 40 euro l' attraversamento ma oggi ci fa 35.
L' alternativa nel caso non si riuscisse a percorrere quel km e mezzo è circumnavigare il Golfo di Ambracia ovvero circa 130 km!
Gli rispondo di no che non ci interessa e lui incazzato mi dice:" Aren't you interested? Ok see you tomorrow morning because you're staying here!"
Sale in macchina e se ne va. Nel frattempo nessuno è arrivato e dunque mi metto a fare autostop. Potrei sfruttare il capello biondo di Paola ma la tengo come ultima possibilità e decido quindi di fare da me.
Nel giro di un secondo un furgoncino rosso, un vecchissimo pick up tutto sgangherato con un frigorifero ancora imballato nel cassone si ferma. Un simpatico contadino scende sorridente e mi aiuta a caricare le bici a fianco del frigorifero, non parla una parola di inglese ma ci chiede dove stiamo andando. "A Paleros!" gli dico e lui mi fa capire che lui è di Paleros e se vogliamo andiamo "together" con il furgone.
Nel frattempo siamo partiti per affrontare l' attraversamento del tunnel, arrivati al casello paga 3 euro per il passaggio e ci salutiamo ringraziandolo infinitamente. Bravo!!
Attraversando il tunnel ci lasciamo anche alle spalle l' Epiro per entrare nella periferia di Etolia-Acarnana una regione sempre sul mare ma prettamente montuosa.
Mancano ancora un trentina di km per Paleros e ci arriviamo pedalando su strade secondarie a parte gli ultimo 5 km su un lunghissimo rettilineo in leggera salita che ci porta appunto nel paesino di Paleros.
Abbiamo prenotato a casa si Vassiliki, una casa nuova, moderna, appena costruita, anzi non del tutto. Ci sentiamo al telefono con Vassiliki che è al ristorante. La camera è una ghiacciaia e anche qui il boyler per l' acqua calda è spento. Per fortuna il balcone è verso ovest e mentre accendiamo il condizionatore per scaldare un po' la stanza di mettiamo fuori sul balcone a scaldarci con l' ultimo sole.
Vassiliki ci consiglia di andare a cena da Yasemi, giù vicino al porto e così facciamo.
30 dicembre 2025 ore 9.00
Stage#28 Paleros-Katochi km 77 dsl + 803m
Purtroppo la cena è stata da dimenticare, incluso un buon vino rosso che però era ghiacciato. Ho avuto la pretesa di fargli leggere la temperatura di servizio del vino ma lui ha detto che in Grecia si usa così e basta!
Poco male, facciamo colazione in un bellissimo bar gestito da giovani ragazzi con un cappuccino a dir poco spettacolare! Qui in Grecia si usano le marche di caffè italiano che vanno per la maggiore in Italia ed hanno una pasticceria buonissima. Le stesse pasticcerie sembrano negozi di gioielli ed infatti lo sono.
Fuori dal bar vedo il pick up del contadino che ci ha fatto attraversare il tunnel ma lui non lo vedo. Ok andiamo! Oggi tappa impegnativa di 77 km e 800 m di dislivello il più sono 2 salite consecutive prima di arrivare a Katochi.
Si percorre sempre il lungo mare su strada secondaria, oggi il cielo non è più terso come gli altri giorni ci sono nuvole e nuvolette che si spostano veloci a causa ance del vento che non molla, ma nemmeno noi molliamo e nemmeno queste mucche che ruminano quest' erbetta fresca
Ci sono diversi allevamenti di cozze soprattutto nei pressi del paesino di Mytikas che però purtroppo nei ristoranti non troviamo .
Peccato che verso le ore 13 inizia a piovere inizialmente abbastanza piano e ci fermiamo per metterci qualcosa di impermeabile sotto una piccola tettoia sulla strada, sembra più che altro un posto riparato dal sole per chi deve accudire le vacche al pascolo, ma comunque ha la sua funzione anche sotto la pioggia!
Aspettiamo invano, non smette più e dunque ripartiamo sotto poca acqua ed il vento. Le due salite di circa 4 km l' una sono verso la fine del percorso, una volta superate quelle poi è finita la giornata e non ci resta che fare gli ultimi 15 km per arrivare a destinazione.
Ora la pioggia aumenta di brutto i guanti e le scarpe sono fradice d' acqua e inizia a diventare buio, ma siamo arrivati a Katochi.
Purtroppo abbiamo una vaga idea di dove si trovi Katochi House, la casa che abbiamo affittato e dopo un violento scroscio d' acqua sotto ad una tettoia fermo un uomo che era uscito di casa e gli faccio vedere la foto della casa. Lui non la riconosce ed allora esce anche la figlia ed iniziano a parlare, dopo un attimo esce anche la moglie che si mettere a discutere con loro, insomma poi è uscita la nonna e anche il nonno. Fatto sta che, non so di chi sia il merito ma l' uomo mi dice seguimi io vado avanti con il furgone e voi mi seguite con le bici è a 100 m da qui. Fatto sta che era proprio così. Della proprietà nessuna traccia abbiamo le indicazione con il codice di come aprire quella scatoletta con dentro le chiavi. La casa è un singola fatta solo di piano terra, una volta aperta il gelo e l' umidità interna superava quella esterna e noi eravamo tutti bagnati. Telefono immediatamente alla signora, l' impressione che ho avuto è che fosse molto lontano da li anche per il suo inglese molto stretto che facevo un pò fatica a capire. Fatto sta che il riscaldamento come al solito è dato dal sistema di aria condizionata come al solito, il boyler elettrico era completamente spento, ma la signora mi dice che ce anche una stufetta elettrica che possiamo attivare. La grossa stufa a legna invece ha solo pezzi di legno giganti che non siamo riusciti ad accendere, Fare la doccia calda al momento non è possibile, ristoranti in zona non ce ne sono e dunque finche il boyler scalda l' acqua usciamo bagnati per cercare un market dove comperare qualcosa per cena. Spaghetti e sugo al basilico di marca italiana, aglio perchè ci vuole, un pò di verdura da cuocere, pane e una bottiglia di vino rosso per scaldare un pò il sangue!!!
Sta sera ci cuciniamo da noi. Arrivati a casa ora si che la temperatura è buona per scaldarci ma anche per asciugare le scarpe, i guanti e tutto quello che si era bagnato.
Aggiungiamo anche bellissima coperta viola nel letto e dopo la spaghettata e la bicchierata ci infiliamo nel letto...Buonanotte!
31 dicembre 2025 ore 9.00
Stage#29 Katochi- Kato Rodini km 71 dsl + 446m
Alla fine si stava benissimo al caldo,sotto le coperte. Le nuvole sono sparite e il cielo è tornato azzuro come da protocollo in Grecia. Grazie all' aria calda dei condizionatori tutte le nostre cose bagnate di ieri si sono perfettamente asciugate comprese le scarpe. Colazione in uno dei bar nel centro del paesino e poi partenza.
Oggi è l' ultimo giorno dell' anno 31 dicembre. Dopo aver percorso un lungo sterrato lungo un piccolo fiume affluente del più grande fiume Aspropotamo intere piantagioni di mandarini, mandaranci, aranci e limoni maturi costeggiano il nostro percorso. La voglia di assaggiarne qualcuno è troppo forte e così facciamo..
Stiamo per arrivare presso la strana fortezza di Aitoliko, prima però passiamo involontariamente su una strada laterale che attraversa un agglomerato abitato da zingari che vivono in condizioni che non avremmo voluto vedere. Comunque ci hanno salutato cordialmente e noi abbiamo ricambiato allo stesso modo.
Una volta ritornati sulla strada principale arriviamo all' imbocco del ponte che collega la terraferma con l' isola di Antiliko, un tempo fortezza a difesa delle saline di cui questa zona era ricca, ma anche posto strategico per la difesa del canale di Corinto. Un tempo forse era costituito da diverse isolette collegate da ponti di legno, mentre oggi si presenta così:
Un posto strano ma carino, la abbiamo attraversata tutta due volte, ha un bel centro pieno di negozi e ristoranti ed è collegato alla terraferma da due ponti. Finalmente qui trovo anche un micro cacciavite e la batteria che mi serviva per fare la riparazione del telecomando del mio Garmin.
Superato il secondo ponte ci allontaniamo.
Ora però il vento la fa da padrone e risulta faticoso pedalare, anche perchè iniziano alcune salite anche ripide da cui si inizia a intravedere la città di Patrasso terza città della Grecia dopo Atene e Salonicco.
Il tempo inizia anche a guastarsi, alcune nuvole nere si avvicinano minacciosamente creando giochi di luce sull' acqua del canale.
Dobbiamo per forza arrivare almeno fino ad Antirrio per imbarcarci sul traghetto che attraversa il canale di Corinto e ci lascia dall' altra parte a Rio.
e poi finalmente il Ponte Rion Antirion che attraversa il canale
Con la bici però non è percorribile, esiste un traghetto che gratuitamente ci trasporta dall' altra parte cioè a Rio. Le auto pagano 7 euro mentre invece se passi sul ponte costa 15euro in auto. La durata della attraversata è di circa 20 minuto in tutto e questo ci permette di entrare nel Peloponneso!
Mancano solo più una dozzina di km sempre in compagnia del vento per arrivare a Kato Rodini dove abbiamo prenotato per dormire. Questa sera siamo un pò ritardo e la notte sta calando ma ormai siamo arrivati.
La casa dove dormiamo è proprio in riva al mare. La signora che ci viene ad aprire è particolarmente influenzata, ma nonostante tutto ha avuto la geniale idea di accendere i 3 condizionatori ed il boyler dell' acqua calda cosiché una volta entrati ci siamo sentiti subito al caldo. Che spettacolo ambiente caldo e doccia bollente è proprio quello che ci vuole! Ci stiamo preoccupando per trovare un posto per la cena in quanto è possibile che i pochi ristoranti aperti siano anche al completo visto che siamo al mare ed è l' ultimo giorno dell'anno. Esistono due possibilità, la prima è a quasi due km e l' altra a 700 metri. Optiamo per la seconda, telefono per sapere se ce posto. Al telefono mi rispondono di si ma come per farmi capire che la prenotazione è strana mi dicono:" Ma guardi che questo è il ristorante Maestrali di Kato Riodini!?". Confermo che ra proprio quello che cercavo. Ci incamminiamo e finita la strada asfaltata attraversiamo un bel oliveto fino ad arrivare ad una grossa baita in legno con grosse finestre. Entriamo, ci ricevono: un signore, più un altro che è seduto vicino ad una stufetta a legna con giacca a vento e berretta di lana in testa e un bel gattone bianco e nero di nome Marcos anche lui accovacciato vicino alla stufa. Ci sono una dozzina di tavolini di legno, nessuno ha la tovaglia e ovviamente nemmeno le stoviglie, le pareti hanno tutte delle enormi finestre che danno sull' oliveto di fronte illuminato, sopra alle finestre foto in bianco e nero e a colori di scene di pesca. Ci fa segno di accomodarci proprio davanti al grande camino acceso. La scena rimane questa per tutta la durata della nostra cena che si è rivelata meravigliosa, non solo per l'ottimo cibo in particolare le olive del suo oliveto ma anche per l' atmosfera che si respirava in quel posto. Una cena di fine anno al ristorante, io e Paola da soli, davanti al camino acceso con gli ulivi illuminati ed il mare sullo sfondo non è da tutti, può piacere o no ma a noi è piaciuto molto.
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Naturalmente alle 11 eravamo già a letto per prepararci al nuovo giorno e anche per il nuovo anno! AUGURI!
1 Gennaio 2026 ore 8.00
Stage#30 Kato Rodini -Xylokastro km 79 dsl + 473m
Bel posto Kato Rodini, partiamo senza colazione, non ce nessun bar per un cappuccino veloce. Dalla spiaggia dobbiamo risalire a piedi , troppo ripido affrontare la salita pedalando.
Torniamo sulla statale 8 per proseguire. Senza colazione però le gambe non girano bene si fa fatica anche per il solito vento che ci ostacola. Pedaliamo lungo la statale 8 alla ricerca di un bar aperto ma possiamo immaginare che saranno pochi quelli che alle 9 della mattina del primo di gennaio siano già al lavoro, ma comunque ci speriamo! Alterniamo la statale con una tranquilla strada in riva al mare ma comunque dobbiamo arrivare fino alla cittadina di Kamares a circa 12 km. Qui ci sono 3 bar uno dietro l' altro tutti aperti e ovviamente pieni di persone, soprattutto anziani che non si sa per quale motivo possono fumare all' interno dei dehors comunque va bene lo stesso gran cappuccino caldo con pasticcini che ovunque sono deliziosi.
Ora va molto meglio, le gambe iniziano a carburare e riusciamo a mantenere una discreta velocità di crociera, anche perchè oggi la tappa non è corta per niente ed il terreno abbasta frastagliato.
Intanto le piantagioni di mandarini e limoni fanno veramente gola e non nascondo di averne approfittato abbondantemente. Ci avviciniamo alla cittadina relativamente grossa di Aigio. Al termine della salita che porta nel centro di questa cittadina nel parco Pefkakia, un aereo militare che sembra italiano almeno dai resti degli stemmi sulla scocca

Nonostante le mie ricerche non sono riuscito a capire cosa rappresenti. Cittadina molto vivace la gente è tutta nei bar e in giro per le strade. La cittadina è stata praticamente distrutta dal terremoto del 1995 in cui molte persone sono decedute. Subito dopo ci fermiamo a mangiare un boccone presso un bar aperto nel paesino di Diakopoto, che noi conosciamo già in quanto è il punto di partenza del famoso trenino a cremagliera che porta a Kalavytra. Un magnifico itinerario seduti sul trenino panoramico che noi abbiamo fatto qualche anno fa e vi consigliamo di fare Kalavytra è un bellissimo paesino situato a circa 750 sul livello del mare. Purtroppo il paesino fu teatro del Massacro di Kalavytra, un grave evento bellico alla fine del 1943. I partigiani greci catturarono 81 soldati tedeschi e li ammazzarono tutti tranne 2 che riuscirono a dare l' allarme. Come conseguenza i tedeschi arrivarono in paese e ordinarono a tutti i residenti maschi di età pari o superiore ad anni 14 di radunarsi in un campo appena fuori dal villaggio. Circa 1300 donne e bambini furono rinchiusi in una scuola che fu poi data alle fiamme mentre gli uomini osservavano dalla collina. Poi i 696 uomini vennero mitragliati e solo 13 sopravvissero. Dopo di che bruciarono la città ed il monastero di Agia Lavra luogo di nascita della guerra d' Indipendenza Greca. Sembra che ancora oggi l' orologio del campanile della chiesa sia fermo nell' ora esatta del massacro.
Brutte storie meglio tornare al nostro panino che in effetti è molto buono e poi via.

La statale 8 è ben poco trafficata e si pedala tranquilli, tutto il traffico è sull' autostrada 8 appena rifatta, e scopriamo anche che hanno fatto o rifatto la ferrovia che avevo capito si fermasse a Kiato partendo da Atene. Fa freddo perchè in questi giorni la Grecia è stata colpita da intense nevicate e sulle montagne circostanti si vede benissimo. A quest' ora però il sole è dietroa alla montagna che arriva quasi a strapiombo sul mare e fa un freddo cane nonostante siamo ben coperti. Si alternano tratti al sole e lunghi tratti in ombra dove ci si raffredda parecchio. Troviamo finalmente un altro pazzo in bicicletta, ma questo sembra veramente pazzo! Intanto è vestito con una tuta si, ma con una maglietta leggera che solo a vederlo mette freddo, dopo di che ha una bici da città di quelle pieghevoli con i cerchi da 20", ha il porta pacchi con tre borse caricate dietro, Ci si ferma per fare due chiacchiere e ci dice che sono 7 mesi che è in giro per il mondo in bicicletta e che ha quasi finito il suo giro. Deve arrivare a Patrasso, prendere la nave e scendere a Bari, dopo di che va fino a Villa S. Giovanni per prendere il traghetto per Messina e fare il giro della Sicilia per poi andare a Napoli e salpare per la Sardegna dove farà un un giro per poi tornare a Barcellona.

Siamo ormai in dirittura d' arrivo a Xylokastro e dopo aver trovato il tempo per alcune foto nei pressi di Derveni, arriviamo dritti dritti a destinazione. A Xylokastro abbiamo trovato solo un hotel dove dormire ed esattamente all' Hotel Epoca. Effettivamente l' hotel sembra di un' altra epoca penso si sia fermato agli anni '50 in stile vagamente inglese. Entriamo ma nessuno ci viene ad accogliere si sente una televisione accesa ad alto volume ma nella stanza non ce nessuno. Da una porta a vetri che da su una scala che scende in uno scantinato si intravede un signore anziano, molto anziano o con problemi motori che si sposta lentamente per prendere della legna da ardere nella stufa. Qui è tutto in legno speriamo bene! Finalmente capisce che ce qualcuno e sale le scale. Gli spiego che avevamo prenotato una stanza ma lui un pò incerto va a prendere un foglietto con scritto a caratteri cubitali:" 1 notte 2/3 gennaio" ma invece era 1 notte 1/2 gennaio. Chiarito l' equivoco mi dice che non ce problema ci da la chiave della stanza e ci fa mettere le bici in un corridoio. Dopo alcuni avvertimenti sull' acqua calda e sul riscaldamento saliamo; non funziona niente, la stanza è veramente decadente, lo chiamiamo lui viene su indispettito e arrabbiato, poverino come può lavorare a quell' età ed in quelle condizioni? Comunque mette tutto a posto e se ne va.
2 Gennaio 2026 ore 8.00
Stage#31 Xylokastro-Magara km 85,28 dsl + 592m
Ieri sera la cena è stata in un anonimo ristorante nel centro di Xylokastro, anonimo il risorante e anonima anche la cena.
Sir Wilson come lo chiamo io perchè sa proprio di personaggio inglese, oggi è molto più affabile ed è propenso al dialogo, da dove veniamo, dove andiamo, quanti giorni, quanti km al giorno ecc ecc alla luce del sole risulta molto più simpatico.
Tappa lunga oggi, lasciamo "Epoca" e subito all' angolo con la statle 8 troviamo una panetteria che fa anche il caffè ma non lo può servire all' interno del locale, non importa prendiamo alcuni dolcetti e ci sediamo fuori sul marmetto della vetrina a berci il nostro cappuccino. Dopo di che ci avviamo per iniziare la tappa di oggi attraversando un bellissimo giardino, che dico: foresta nazionale!
Giornata fredda ma cielo azzurrissimo visibilità infinita. Attraverso il canale di Corinto si vedono le montagne sulla cui punta è caduta la neve ed effettivamente non fa caldo
Tutto fila liscio sul lungomare fino a Kiato.
Kiato per noi è importante perchè per il nostro ritorno a casa abbiamo pensato di partire da Atene in treno fino a Kiato e poi in bus da Kiato a Joannina, per poi prendere ancora un altro bus che ci porta finalmente a Igoumenitsa. I biglietti sono tutti prenotati e memorizzati sul telefono, ma vorrei fare un controllo alla stazione dei bus che tutto sia come previsto. Arrivati quindi a Kiato ci dirigiamo fuori rotta verso la stazione dei bus della Ktel.
In breve in Grecia i mezzi di trasporto funzionano così: le linee ferroviarie sono pochissime e e decisamente brevi come raggio sono gestite dalla "Hellenic Train" che è una consociata delle ferrovie dello stato italiano "Trenitalia". Tutto il resto è gestito dalla società di trasporto su bus di nome "Ktel".
La Ktel però non ha una gestione unificata in tutto il paese nel senso che ogni regione e forse anche ogni capoluogo è gestito da una Ktel diversa e tra loro non si parlano e non parlandosi se vai ad uno sportello non ti sanno dire qualcosa a proposito della tua prenotazione, ti dicono di andare alla Ktel di partenza. Quindi siccome il tragitto è Kiato-Joannina occorre andare all' ufficio Ktel di Kiato e così facciamo.
Allo sportello un signore di circa 150 kg di deficienza pura con tanto di barba intento a farsi una sigaretta mi dice che da qui non parte nessun bus per Joannina, mi faccio confermare che sia l' ufficio della Ktel e insisto ma lui quasi si arrabbia anzi senza quasi e mi ripete che non parte nessun bus per Joannina, inizia quindi una discussione senza senso in quanto lui non parla una parola di inglese ed in greco mi dice cose incomprensibili. A quel punto gli faccio vedere i biglietti che avevo anche stampato, lui si calma e mi fa una smorfia con la bocca come dire io non ne so niente di questo.
Esco infuriato, mi viene in mente di andare alla stazione ferroviaria per magari capire che la coincidenza treno-bus avvenga direttamente alla stazione. Dista un paio di km dal centro, ma arrivati l' impiegata con tanto di divisa Trenitalia mi spiega che lei non sa nulla del bus e non essendo nemmeno di Kiato non saprebbe darmi una mano. Purtroppo oggi è il 2 gennaio e noi il trasferimento dovremmo farlo il giorno 4. Avevo comunque visto pianificando il ritorno a casa, che a Corinto c' era la Ktel Corinto. Quindi ripartiamo con la nostra bici in direzione Corinto. Arrivati alla stazione bus Ktel Corninto ci dicono che loro non ne sanno nulla e che dobbiamo andare alla Ktel canale di Corinto, 6 km!
La signorina al banco vedendo i biglietti mi dice di andare ovviamente a Kiato ma le spiego cosa era successo e lei mi risponde che non sa dirmi niente. Quindi chiedo se dall' Istmo di Corino esiste un bus che va a Joannina e lei mi risponde finalmente di si, parte tutti i giorni e quello che serve a me parte alle ore 1 pm. Compero subito 2 biglietti al costo di 33 euro e mi informo presso il posto taxi se alla stazione ferroviaria di Corinto i taxi si trovano facilmente e lui mi dice. Ora tranquillizzati dalla situazione ripartiamo fiduciosi.
Ripartiamo ma è ancora lunga, 40 km a Megara.
La storia del canale di Corinto è molto interessante. Prima della sua costruzione la mappa della zona era così:
Il Mar Ionio era diviso dal Mar Egeo dall' Istmo di Corinto che nel punto più stretto era 6 km di larghezza. Le navi che dal Mar Egeo andavano verso il Mar Ionio dovevano fare tutto il giro del Peloponneso, un viaggio di circa 700 km di mare, o altrimenti rinunciare al viaggio.
Già nel 600 a.C. qualcuno pensò di costruire una strada lastricata nei pressi di Corinto chiamata "diolco" in cui far passare le navi tramite sollevamento della nave e conseguente caricamento su un enorme carro con le ruote che portava dall' altra parte il carico evitando così il lungo e pericoloso viaggio per mare.
Dopo diversi tentati anche da parte dell' Impero Romano per migliorare questa situazione fu con l' apertura del Canale di Suez nel 1869 che l' idea tornò di moda e nel 1881 una società francese venne incaricata per lo studio e realizzazione del canale la "Corinth Sea Canal International Corporation" con a capo l' ingegnere ungherese Bela Gerster che aveva già partecipato anche alla costruzione del Canale di Panama. Nel frattempo Alfredo Nobel inventò la dinamite che fu preziosa per la realizzazione. Nel 1893 il canale venne inaugurato, era lungo 6343 m, largo 24 m con una profondità dell' acqua di 8 m. La mappa della zona diventò così:
Da subito presentava diverse problematiche la principale delle quali era che le sponde alte 79 metri franavano frequentemente, problema ancora oggi presente. Nel 1944 l' esercito tedesco ritirandosi dalla Grecia pose molteplici mine sulle sponde e demolirono quasi tutto gettando addirittura interi treni con locomotori nel canale.
Seppur con un traffico limitato a navi di piccola stazza per via della scarsa profondità dell' acqua i passaggi nel canale oggi si aggirano in circa 12 mila unità.
Dopo questa divagazione riprendiamo a pedalare verso Megara città finale del percorso odierno.
Abbiamo prenotato in un hotel, il "Megara". Come di consueto in fase di prenotazione mi assicuro che ci sia un posto sicuro dove lasciare le biciclette per la notte. Alla mia richiesta hanno risposto che :" You could store your bikes in the beckyard, this is CCTV coverage". Non mi sono preoccupato di cosa fosse il CCTV, anche perchè la stanza prenotata era con giardino privato e dunque male che andava l' avrei messa nel giardino privato. Fatto sta che al nostro arrivo non solo non avevamo la stanza con giardino privato ma una stanza al primo piano con balcone, ma il retro dell' hotel per altro in piena campagna, non era chiuso ma libero per chiunque di accedervi. Non ce stato verso di far mettere le bici in camera e siamo stati obbligati a lasciarle fuori senza catenaccio ovviamente a nostro rischio e pericolo.
Odio queste cose!
Cena nel centro di Megara da Giovanni's Restaurant e poi a nanna.
3 Gennaio 2026 ore 8.00
Stage#32 Magara-Atene km 45,37 dsl + 341m
Tappa finale della Venezia-Atene, e come tutte le ultime tappe da una parte ce la soddisfazione per averlo fatto e dall' altra il dispiacere che sia finita.
Praticamente oggi è una passeggiata 45 km si con qualche rilievo ma niente di che. Stanno rifacendo la linea ferroviaria ed è piacevole pedalare sul terrapieno già battuto e liscio anche se il percorso che avevamo preparato è stato completamente stravolto dalla ferrovia.
Ancora qualche promontorio da scavalcare, una nave semi affondata, una enorme centrale elettrica e poi il sorriso di Paola dice tutto!
L' obiettivo è arrivare al Partenone meta finale del nostro Eurovelo 8 Venezia - Atene!!!
Con tanto di gingle finale!
La nostra avventura termina qui ad Atene!
Non ci rimane che raccontare il ritorno verso Igoumenitsa , porto in cui dobbiamo riprendere la nave per tornare a casa.
Nonostante le nostre accurate ricerche il metodo migliore che abbiamo adottato per tornare è stato:
La sera del nostro arrivo ad Atene abbiamo dormito presso l' hotel Ibis Styles Athens Routes, semplicemente perchè era vicino alla società di noleggio auto "Avis" con cui il giorno 4 gennaio abbiamo noleggiato un auto per portare le nostre biciclette a Igoumenitsa.
Dopo aver espletato le solite formalità di accesso all' hotel e dopo aver pagato chiedo dove possiamo mettere le biciclette. Anche qui l' antefatto è che durante la prenotazione on line avevo chiesto disponibilità di un posto sicuro per le bici e che la risposta fu che non c' erano problemi, ma come spesso accade una volta pagato mi hanno detto che le bici le potevo mettere nel garage sotterraneo aperto tutta la notte sotto la mia responsabilità. Dopo aver dimostrato che non mi era stato promesso così , abbiamo messo le bici in uno sgabuzzino deposito bagagli, al sicuro.
Il giorno 4 gennaio alle ore 8 preleviamo l' auto dall' Avis e carichiamo le nostre biciclette destinazione Igoumenitsa circa 470 km. Abbiamo appuntamento con il fratello di Theodoros della Taxi Go con cui abbiamo fatto amicizia e gentilmente ci hanno dato un posto per lasciare le bici e le borse presso un distributore di benzina per la notte tra il 4 ed il 5 gennaio, dopo di che ripartiamo per tornare ad Atene.
Il noleggio termina alle 8 del mattino del giorno 5 e puntuali lasciamo l' auto per incamminarci verso la stazione ferroviaria Larissa station di Atene. On line avevamo acquistato il biglietto per Kiato, 9 euro a testa ma siamo scesi a Corinto Istmo due fermate prima per poi prendere un taxi per la stazione dei bus Corinto Channel (7 km). Saliti sul bus alle ore 13 siamo arrivati a Joannina alle ore 17,45, in perfetto orario prendere il bus per Igoumenitsa alle ore 6 pm con arrivo dopo poco meno di un ora.
Vento e pioggia per coprire la distanza breve tra la Ktel Station di Igoumenitsa ed il distributore in cui avevamo lasciato le nostre bici.
Alle 11pm ci sarà l' imbarco sulla nave che ci riporta a Brindisi. Approfittiamo per ritornare a mangiare presso il nostro ristorante preferito di Igoumenitsa ovvero "Paradosiako" molto vicino al distributore di benzina. Il simpatico proprietario si ricordava di noi che avevamo mangiato lo scorso anno.
Alle ore 10pm ci avviamo al check in della nave, ma sorpresa...la nave è stata cancellata per avverse condizioni del mare.
Due possibilità o imbarcarci sulla nave che va a Bari che stranamente parte a mezzanotte ma non ha cuccette libere e poi comunque abbiamo la macchina a Brindisi e quindi avremmo dovuto prendere il treno da Bari a Brindisi, oppure aspettare la nave del giorno dopo usufruendo di una cabina letto messa a disposizione dalla compagnia Grimaldi su una nave appositamente ancorata al porto per far fronte a questa situazione.
Scegliamo la seconda possibilità e ci imbarchiamo sulla nave ferma in porto. Ci hanno datto la cabina perchè la nostra prenotazione includeva la cabina ma tutti i servizi bar , ristorante sono chiusi.
La mattina del giorno 6 scendiamo per fare colazione e poi per fare pranzo e alle 2pm ci dicono di lasciare la nave. Ci accampiamo nella sala d' attesa dei check in aspettando le ore 23 per l' imbarco sulla nave, all' ora di cena torniamo dal nostro amico "Paradosiako" che sapeva già tutto della nostra avventura. Alle 10pm inizia l' imbarco, una gigantesca nave sta caricando qualche centinaia di camions che nel frattempo si sono accatastati nel parcheggio. Alle ore 00 la nave stracarica lascia il porto di Igoumenitsa per raggiungere Brindisi il giorno dopo alle ore 9 am e da qui il ritorno a casa.
Conclusioni
L' Eurovelo 8 da Venezia ad Atene è un bellissimo viaggio in bicicletta. Oltre all' Italia si attraversano la Slovenia, Croazia, la Bosnia, ancora la Croazia, il Montenegro, L' Albania ed infine la Grecia. Molti posti interessanti da visitare mai visti così da vicino. Il viaggio in bicicletta ti consente comunque di avere rapporti più stretti con le persone e anche con il paesaggio.
Occorre però prestare sempre molta attenzione sulle strade, in Slovenia si arrabbiano se non stai sulle ciclabili ma non è facile neanche sapere dove portano, in Croazia e Grecia direi tutto perfetto, mentre Bosnia, Montenegro, e soprattutto Albania la presenza di ciclisti non è degna di troppo rispetto e dunque ti passano a pochi centimetri sia con le macchine che con camion e bus. A volte ti suonano per farsi sentire che stanno arrivando ma loro passano in qualsiasi caso.
Ringraziamenti e non
Il primo ringraziamento è per i nostri amici
- Franco e Susanna che ci hanno ospitato a casa loro a Bale (Croazia). Nel frattempo Franco è riuscito nell' impresa di laurearsi "Campione del Mondo" al World Master Cycling nell' agosto del 2004 arrivando primo in classifica!!! Un uomo dal fisico speciale! 👍
- Deskovic e sua moglie di Mošćenička Draga (Croazia) per la loro gentilezza e curiosità sul nostro viaggio con cui abbiamo instaurato un bel dialogo.👍
- La Sig.ra Gordana di Stanici (Croazia) che ci ha preparato una buonissima colazione ad hoc per ciclisti.👍
- La receptionist dell' Hotel Lev a Neum (Bosnia) sufficientemente maleducata.👎
- La società che gestisce gli affitti della Room Edna a Dubrovnik (Croazia) che ci ha costretti a cercare un' altra location in Dubrovnik pagando quindi due volte per la stessa notte!👎
- L' ospitalità dell' agriturismo Lautha e Vjeter Agroturizem a Lac (Albania) 👍
- Vassili e Vassiliska della Vjosa Guest House di Iliras (Albania) per la loro stupenda accoglienza e simpatia nonché per la buonissima cena!
- La Taxi Go di Igoumenitsa che con Theodoros hanno fatto un ottimo lavoro.👍
- Il proprietario del ristorante ΗΛΙΟΤΡΟΠΙΟ a Lygia per l' alcolico omaggio. 👍
- Il taxista di Preveza per la sua maleducazione e che per fare 1,5 km voleva 40 euro. 👎
- La stazione per il pagamento del tunnel di Preveza, che non ha mandato nessuno a prenderci 👎
- Un grande grazie a Ioannis contadino greco, che con il suo sgangherato pick up rosso ci ha fatto attraversare il tunnel sottomarino di Preveza 👍👍
- Il ristorante Maistrali di Kato Riodini per l' atmosfera di un fine anno indimenticabile. 👍
- L' impiegato della Ktel di Kiato, con tanto di barbone, sigaretta in bocca in ufficio e 150 kg di stazza...un vero imbecille! 👎
- La Taxi Go di Igoumenitsa che con Theodoros e suo fratello ci hanno tenuto le biciclette nel distributore di benzina la sera del 5 gennaio.👍👍
- La Grimaldi Lines per la cabina offerta
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