Eurovelo8 Torino-Cadice



 



Eurovelo 8 Torino-Cadice


Che cosa è

Con EuroVelo si intende una rete di itinerari ciclistici in Europa al momento a livelli diversi di completamento che comunque ricoprono tutto il territorio europeo con l' intento di assegnare ad ogni stato almeno un percorso ciclabile di qualità.

Diversi sono gli intenti:

  • Favorire la cooperazione internazionale e la armonizzazione degli standard nelle infrastrutture ciclistiche.
  • Promuovere la attenzione ai problemi dei ciclisti con una iniziativa di grande significato. Il tracciato EuroVelo può servire infatti a portare la biciclette e le sue esigenze in luoghi dove è poco conosciuta o penalizzata da scelte trasportistiche appiattite sulla automobile.
  • Favorire l'avvicinamento alla bicicletta in un ambiente sicuro e ambientalmente di pregio da parte di non ciclisti. Molti sono infatti i ciclisti ad esempio quelli con figli piccoli che sono frenati dal timore di incidenti tutt'altro che infrequenti sulle strade normali e la presenza di un itinerario protetto può costituire un elemento determinante per introdursi alla pratica del turismo in bicicletta.
  • Catalizzare la realizzazione di ciclo itinerari locali beneficamente influenzati dall'itinerario europeo, che diventa l'elemento trainante per fare crescere reti locali di itinerari per ciclisti.
  • Promuovere la bicicletta come migliore pratica di turismo sostenibile. Uno degli elementi più critici del turismo è il mezzo di trasporto motorizzato con i suoi effetti dannosi sui territori attraversati e sulla meta del viaggio. La bicicletta ha ovviamente tutte le caratteristiche di sostenibilità in termini di impatto.
  • Portare benefici economici alle comunità locali. Il ciclista attraversa il territorio lentamente e senza proprie risorse, attingendo altresì ai commerci, ai ristoranti e agli alberghi dei piccoli centri, che sono quelli elettivamente scelti dal turista in bicicletta.
  • Indurre maggiore utilizzo del trasporto pubblico a scapito dell'auto privata o dell'aereo. La bici si sposa naturalmente con mezzi di trasporto come il treno, il traghetto, o il bus che sono quelli a minore impatto ambientale.

Itinerari


Al momento si possono contare 17 itinerari diversi che tagliano da nord a sud ed da est a ovest l' Europa tutti contrassegnati dall' acronimo EV seguito un numero ( esempio EV1,EV2 ecc ecc. Ad oggi si arriva fino all' EV19 con la sola mancanza di EV16 ed EV18).


Informazioni supplementari

Visitare il sito ufficiale eurovelo.com

La nostra Eurovelo 8 in direzione Cadice parte dalla ridente cittadina di Candiolo in provincia di Torino
Consultando il sito abbiamo capito che il tratto tra Ventimiglia e Torino non è ad oggi stato ancora sviluppato quindi vuol dire che non esiste un itinerario previsto. Noi, nei dintorni di Torino abbiamo già girato un pò ovunque anche a Candiolo ed è per questo che ufficialmente partiamo da lì.
Con l' aiuto di Outdooractive abbiamo sviluppato un percorso per lo più su ciclabile.

11 maggio 2024

Stage#1 Candiolo- Saluzzo-Savigliano Km 68  dsl+162m


Lasciata la macchina alla stazione di Candiolo, partiamo alla volta di Saluzzo, il percorso è molto bello, inizialmente si passa proprio sul bordo del Parco di Stupinigi da cui in un punto preciso di vede tutto il viale con in fondo la Palazzina di Caccia di Stupinigi, una meraviglia!!! Si svolta a sinistra e si imbocca un tratto di strada chiuso alle auto fino a raggiungere la statale nei pressi di un hotel.
Proseguiamo dritti per San Ponzio su statale e superato il Torrente Chisola, quando ero piccolo andavamo a fare il bagno in estate, svoltiamo su sterrato e destra dove dopo qualche centinaio di metri troviamo i Luvertin, che in realtà è l' asparago selvatico buonissmi per le frittate.
Da qui a breve arriviamo ad Airasca







Da qui parte la ciclabile chiamata "La Via delle Risorgive"


che collega Airasca con Scalenghe, Cercenasco, Vigone, Villafranca Piemonte e Moretta.



Effettivamente è particolare perchè oltre ad attraversare il Torrente Chisola, si attraversano anche: il torrente Pellice, il Chisone, il fiume Po nei pressi di Villafranca Piemonte luogo di confine tra le provincie di Torino e Cuneo, e poi dopo Moretta il Torrente Varaita. Arrivati a questo punto giriamo verso Saluzzo alla ricerca della stazione ferroviaria, ma al nostro arrivo scopriamo che la stazione è stata soppressa ed il treno non parte più. Dobbiamo quindi tornare indietro ed arrivare a Savigliano, da dove prendiamo il treno con bici al seguito e torniamo a Candiolo a recuperare la Macchina.


10 aprile 2024

Stage#2 Savigliano- Limone Piemonte Km 70,56  dsl+829m



Partiamo dalla stazione di Savigliano, subito dopo aver attraversato Via Liguria si svolta a destra proprio dove ce il cartello che indica che Savigliano finisce un bel vialetto alberato, da qui inizia uno sterrato bellissimo che costeggia il torrente Mellea. La giornata è così così, ma non fa caldissimo ed anche il cielo è velato, in questa situazione con cielo sereno il Monviso dovrebbe essere prorpio davanti ai nostri occhi. Arriviamo alla Cascina Mellea con la sua ruota del mulino sul canale Cavour.

        

Che spettacolo, peccato che vogliano modificare il percorso per creare una centrale idroelettrica, ma vedremo!

Abbiamo da poco superato Levaldigi e stiamo per arrivare a Centallo.







Da qui a breve arriviamo sulla SS231 che porta a Cuneo. Percorsi 300 metri attraversiamo la statale per scendere da una stradina sterrata fino ad arrivare sul torrente Stura di Demonte, uno dei due torrenti assieme al Gesso che abbracciano Cuneo da qui il nome della città.




Purtroppo il percorso che avevamo preparato si interrompe perchè una sbarra chiusa  indica proprietà privata e dunque siamo costretti a fare una deviazione a noi sconosciuta.
Sbuchiamo da una piccola galleria sotto la ferrovia in via Madonna della Riva, purtroppo con la mia ruota anteriore bucata.
Ci fermiamo in un meraviglioso giardinetto ombroso a cambiare la camera d' aria e a togliere una decina di spine di rosa sul mio copertone.



Ripartiamo dopo la sosta forzata e sbuchiamo sul trafficato ponte della circonvallazione Nord, anzichè come avremmo voluto sulla passarella e dunque siamo costretti a percorrere le vie trafficate di Cuneo all' ora in cui i ragazzi escono da scuola.
Quindi in pratica attraversiamo quasi tutta la città da Madonna dell' Olmo a San Rocco di Castagnaretta una frazione a sud-est di Cuneo fino ad arrivare a Borgo San Dalmazzo dove ci fermiamo a mangiare da Dodo, una pizzeria appena entrati in paese.
Mangiare va bene ma senza esagerare perchè ora inizia la salita che porta a Limone Piemonte.
Pensavamo peggio, invece per lunghi tratti si pedala in una stradina che fa da ciclabile al riparo del traffico anche pesante che sfreccia veloce , la salita non è niente di terribile e arriviamo velocemente a Vernante.

Vernante era già abitata nella preistoria ossia 2 milioni di anni fa dai Liguri Capillati (perchè portavano lunghi capelli) che avevano colonizzato la vicina Valle delle Meraviglie. Ma venendo a noi il piacere di fermarsi a Vernante è quello di ammirare i Murales di Pinocchio. Infatti diverse facciate del centro di Vernante sono abbellite da questi murales fatti dai pittori del luogo Carlet e Meo  in onore  al pittore Attilio Mussino che qui visse l' ultimo periodo della sua vita, le cui opere più famose sono proprio le illustrazioni del libro di Carlo Collodi "Le avventure di Pinocchio" in occasione del trentennale del libro!


                                        


Da Vernante arrivare a Limone il passo è breve, anche se un pò di difficoltà la abbiamo avuta nel trovare la stazione ferroviaria.




Le tappe 3 e 4 le abbiamo percorse nel lontano 2008. Sono due tappe di montagna che ci fanno attraversare le Alpi Marittime che prendono il nome della Via del Sale.
Naturalmente pensiamo proprio di non ripetere l' impresa 😅😅😅  e dunque vi rimando al link del racconto dell' epoca.

La via del Sale



Ci troviamo quindi nella ridente città di Ventimiglia! Come abbiamo detto l' Eurovelo 8, che noi stiamo percorrendo al contrario perchè in teoria parte da Cadice in Spagna ed arriva ad Atene in Grecia, nel tratto Ventimiglia-Torino non è stato ancora sviluppato, ma da ora possiamo seguirlo fedelmente.
Il primo tratto Ventimiglia-Mentone lo abbiamo già fatto nel 2023 percorrendo la bellissima ciclabile ex ferrovia del ponente della Liguria e quindi vi posso mettere il link di Strava per vedere il percorso.

18 giugno 2023 

Approfittiamo del sole ancora caldo di fine ottobre per raggiungere San Lorenzo al Mare, ridente cittadina costiera della Liguria, per percorrere finalmente la pista ciclabile del Ponente Ligure o anche detta Della Riviera dei fiori, che conduce fino ad Ospedaletti seguendo la vecchia ferrovia di un tempo. La ciclabile sulla vecchia ferrovia, per ora si ferma qui, ma proseguendo per qualche km in salita sull' Aurelia oltre Ospedaletti si arriva a Bordighera da cui riparte una bella cilcabile che conduce a Ventimiglia prima e a Mentone dopo.

Cipressa-Mentone


10 ottobre 2025 ore 13.00

Stage 6  Menton-Cagne sur Mer Km 48  dsl+408m




Siamo arrivati a Menton in macchina e abbiamo parcheggiato davanti alla stazione ferroviaria di Menton Garavan.
Una giornata meravigliosa, di sole caldo e cielo azzurro.
Attraversiamo Menton, sulla ciclabile, ma ben presto devo tornare indietro perchè ho lasciato in macchina alcune cose.



Il lungomare è meraviglioso , spazioso, contiene la pista ciclabile, il percorso per i pedoni e lo spazio per godersi il mare. Ci sono ovviamente anche dei piccoli saliscendi (10%) che seguono i promontori tipo Cap Martin ad esempio, ma nel giro di breve tempo arriviamo nel Principato di Monaco







Magari non per tutti, ma per me appassionato di Formula Uno percorre seppur in senso inverso con la mia fidata bici Av. d' Ostende, arrivare alla rotonda ed imboccare a sinistra Bd Albert 1er da cui parte il Gran Premio di Monaco qualche brivido me lo dà! Peccato che al posto dei box vi siano stato un Luna Park altrimenti sarebbe stato perfetto.💖💖
Per tutto il resto invece l' attraversamento del Principato in bici è un vero stress, non sai dove metterti il traffico è spasmodico bus che letteralmente ti pedinano tutti che suonano, non sai se nei tunnel puoi transitare con la bici e quando li prendi non sai dove sbuchi! Non vediamo l' ora di tornare nelle ciclabili tranquille del lungomare sinceramente. Superata la salitella di Cape d' Ail (Capo d' Aglio) ed anche il porto esclusivo di Beaulieu (Belluogo), capite bene l' importanza della lingua come tutto fa apparire meraviglioso; Cape d' Ail è molto più poetico che Capo d' Aglio e che dire del Port du Beaulieu anzichè il Porto del Belluogo!!!
Facciamo una cosa ci fermiamo a mangiare un panino ovviamente preparato da noi con un birretta proprio al fianco dello Yacht Club Beaulieu davanti al " Le restaurant des Rois", pane e mordatella..che sfregio alla cucina des Rois!
Arriviamo a Nizza!
Superato in un primo tempo, percorrendo la Promenade des Angleis, il ricordo della strage del 14 luglio 2016 anch' esso da brivido, la "promenade" diventa subito uno spettacolo per come l hanno allestita e per quanta gente la frequenta. La ciclabile è quasi impraticabile tra bici, di tutti i tipi, tricili, monopattini, carrozzine, come si chiamano quelle cose che stai in piedi su due ruote..indescrivibile.
Ad un certo punto sulla ciclabile è apparso un display sulla velocità che stai tenendo con il limite a 30 km/h proprio come quello sulle strade.."Vous roulez a....".
Superato il frastuono degli aerei che atterrano all' aeroporto raggiungiamo la nostra meta a Cagne sur Mer. Non abbiamo prenotato nulla vista la stagione ci sarebbe piaciuto andare a dormire nella hotel "La villa des Oliviers" ma era chiuso e dunque il coreano ci manda all' Hotel du Bord de la Mer le Vanillé" poco distante. Ottima accoglienza signore simpatico che ci ha subito fatto mettere le nostre bici all' interno della reception. Cenetta in uno dei tanti ristoranti del centro. 


11 ottobre 2025 ore 8.00

Stage 7  Cagne sur Mer-Rochebrune sur Argens-Puget sur Argens 
Km 85  dsl+548m


ma siccome abbiamo sbagliato hotel siamo dovuti tornare indietro di qualche km.



Una bella cameretta interno cortile molto silenziosa, dormito bene. Partiamo presto perchè ieri abbiamo capito che il caldo si fa ancora sentire. Ci fermiamo a fare colazione e poi piano piano prendiamo la pista ciclabile.



Arriviamo così ad Antibes con il suo promontorio Cap d' Antibes dove ci dovrebbe essere il Castello della Croe una casa stile Casa Bianca americana di circa 2000 metri quadri che si affaccia sulla famosa Baia dei Miliardari di cui allego una foto non mia, ma giusto per dare un' idea:






Va beh ma noi giriamo subito verso Juan les Pins ed in poco tempo arriviamo alla trafficata Cannes. Passiamo proprio davanti al Palazzo del Festival di Cannes e poi in mezzo alle auto andiamo verso il porto.







Superata Cannes la strada in salita diventa molto bella, non ce molto traffico è su asfalto contornata da roccia rossa che contrasta benissimo con l azzurro del mare tra calette meravigliose, fino a raggiungere Agay.






Ormai Agay è molto vicino a Frejus e dunque ci prendiamo il lusso di fermarci un pò sulla spiaggia, è un peccato non aver portato il costume perchè qualcuno fa ancora il bagno!
Arriviamo quindi nella città di Frejus dove subito dopo a Puget sur Argens abbiamo prenotato da dormire presso l' hotel B&B, ma ancora oggi non si sa per quale motivo, non ci fermiamo e proseguiamo dritti fino al B&B hotel di Roquebrune sur Argens una decina di km più avanti. 
Il B&B hotel è una catena di quelle che non hanno sempre la reception con il personale e la nostra prenotazione ovviamente non è valida. Aspettiamo l' apertura della reception e la gentile signora ci dice che lei una camera ce l ha ma che secondo lei è meglio tornare indietro altrimenti perdiamo i soldi della prenotazione, capiamo quindi che è si una catena ma che ogni hotel fa per se. Riprendiamo la nostra bici e riercorriamo all' indietro la strada dino a raggiungere l hotel giusto.


12 ottobre 2025 ore 8.00

Stage 8  Puget sur Argens- Les Arcs Draguevin Km 21,84  dsl+176m



Ieri sera abbiamo mangiato bene nell' unico ristorante aperto in zona "Casa Valentino", ma ancor di più abbiamo bevuto una buonissima birra alla spina tornando all' hotel presso una birreria all' interno di un capannone industriale molto carina, la V&B Frejus.
Oggi tappa facile perchè dobbiamo andare alla stazione di Les Arcs per prendere il treno per il ritorno a Menton. Facciamo un' unica sosta pedalando sulla strada nazionale trafficatissima, per fare colazione e poi tiriamo dritti fino alla stazione ferroviaria per una tranquilla strada secondaria e
ciclabile.









Da Cavaillon l' Eurovelo 8 va verso Montpellier; questo tratto lo abbiamo già percorso nelle ultime 2 tappe  della Via Domizia nel 2016 e nella prime 2 tappe della Via Tolosana dunque vi metto i links per ripercorrere queste  4 tappe.

1 Luglio 2016 ore 8.00




7 Agosto 2016 ore 8.00



8 Agosto 2016 ore 8.00




24 Aprile 2026 ore 13.30

Stage 16 Montpellier-Agde km 54,42 dsl + 166m





Partiamo oggi per la sedicesima tappa. In realtà si parte da Villenuve les Maguellone cittadina a sud-ovest  di Montpellier che dista circa
10 km. Partiamo da qui perchè c'è la stazione dei treni, utile per raggiungerla al ritorno ed  è facile trovare parcheggio gratuito  per lasciare la nostra auto, mentre invece la zona circostante alla stazione di Monpellier non è raggiungibile in auto in quanto zona pedonale.
Una volta preparate le nostre biciclette iniziamo a pedalare in direzione sud verso Mireval  e Vic la Gardiole. 



Diciamo che come zona e come paesaggio risente ancora molto della Camargue che però dal punto di vista del confine geografico è finita a Port Camargue, Le Grau de Roi. Infatti ci sono ancora vasti stagni (étangs) di acqua salata circondate da paludi, habitat perfetto per il fenicottero rosa, alternate ad aree coltivate e dalle "sansourise" praterie dal suolo salato in cui pascolano i famosi cavalli bianchi di razza appunto Camargue e tori neri della stessa razza.


 


Naturalmente anche gli insetti la fanno da padrone soprattutto le zanzare , le più feroci di Francia.
A posteriori posso dire che forse un repellente per le punture di zanzara sarebbe stato necessario, ma purtroppo pensando che non fosse ancora stagione non lo abbiamo preso. Ma nonostante qualche puntura "importante" ce la siamo cavata bene.
Il percorso è proprio bello su ciclabile ben segnalata spesso lontano dalle trafficate strade nazionali, ed anche la segnaletica dell' EV 8 è ben visibile.






La cosa più fastidiosa è il vento che in questo momento è leggero (8 km/h) ma in direzione contraria a noi, il che rende un pò più faticoso pedalare. Bisogna tenere conto che la nostra velocità di crociera con le borse è di circa 15 km/h ed un vento a 8 influisce abbasta sulla nostra resa.
Arrivati alle porte di Frontignan un pannello luminoso indica che sono il 346° ciclista di oggi ed il numero 271477 dell' anno!






Verso le ore 4pm arriviamo nella città di Sète che conosco molto bene.






Quello che invece non conoscevo erano questi due pedalò in versione Mini parcheggiate sul canale e disponibili al noleggio




Superato il caotico centro di Sète affrontiamo la lingua di sabbia che collega Sète ad Agde con magnifiche spiagge libere sulla sinistra e così fermiamo e ci godiamo una sosta in spiaggia.




Questa lingua di sabbia in realtà da una parte c'è il mare, mentre verso l' interno c'è uno stagno, l' Etang du Thau in cui sfocia il famoso Canal du Midì
Abbiamo prenotato un piccolo alloggio con giardino nella zona vecchia della città e combinazione arriviamo nello stesso momento in cui arriva anche il proprietario che ci fa entrare e ci spiega le piccole regole da seguire.
Dopo un po' di relax ci incamminiamo per le vie centrali della vecchia Agde in cerca di un ristorante; è un peccato vederla come dire un pò decadente non molto viva senza turisti abitata ormai principalmente
solo da immigrati eppure è un venerdì qualsiasi non è nemmeno vigilia di festa come da noi, comunque alla fine andiamo a mangiare presso il ristorante "La Galiote" senza infamia e senza lode.
Per l occasione abbiamo anche fatto una maglietta celebrativa dell' eurovelo 8 Torino -Cadice


25Aprile 2026 ore 9.00

Stage 17 Agde-Port la Nouvelle km 82,94 dsl + 155m


Usciamo da Agde alla ricerca di un bar dove fare colazione e subito dopo il ponte sul Fiume Hérault, troviamo il bar "Le Royal" un bar ancora originale anni 80 o forse prima, con gli anziani che fumano, prendono il caffè e chiacchierano, il gestore parla correttamente italiano, ha i parenti a Novara e ogni anno li incontra per le feste natalizie. Bene si parte per una nuova giornata di sole e di vento.....
Ce una calma ed una luce bellissima questa mattina e pedalare sul fiume Herault è bellissimo!


Dopo un bel tratto giriamo a destra verso l' interno su uno sterrato fino ad incontrare il Canal du Midì.



Se non lo avete già fatto vi consigliamo di leggere ma soprattutto di fare questo speciale giro in bicicletta sul canale che noi abbiamo fatto percorrendo 


nel 2016. Il canale è artificiale e collega Tolosa con Séte per una lunghezza di 241 km. Prende acqua dal fiume Garonna e dal canale della Garonna, che a sua volta collega Bordeaux con Tolosa in 193 km



L' insieme dei due canali (434 km) viene chiamato le "canal des deux mers", il canale dei due mari perchè collega l' Oceano Atlantico con il Mar Mediterraneo. Questo progetto nacque nel 1666 per la necessità di trasportare le merci dalla costa atlantica della Francia al mar Mediterraneo senza dover per forza passare dal lontano stretto di Gibilterra.
Ma torniamo a noi...

Dopo pochi km di canale nei pressi di Portiragnes lo lasciamo con una svolta a sinistra nella campagna. Arrivati ad un bivio un poliziotto in divisa all' inizio un pò autoritario ci ferma perchè la strada sterrata è chiusa al traffico per via di una maratona, bisogna cambiare strada oppure aspettare 3 ore per la riapertura della strada. " Vous êtes tombé mal" mi ha detto. Oggi è l' unico giorno che la strada chiude per evento sportivo.
Consultiamo outdooractive sul telefono per cercare nuove vie da seguire. Cambiare itinerario così, in corsa, in mezzo alla campagna non è semplice comunque non possiamo stare fermi 3 ore anche per le zanzare che ci stanno massacrando e dunque torniamo indietro e cerchiamo una alternativa in mezzo a tante stradine che non sappiamo dove portano fino a che troviamo 5 uomini miei coetanei anche loro in bici che dopo un conciliabolo ci suggeriscono di andare verso Villeneuve lés Béziers e una volta superata la strada nazionale prendere a sinistra sempre su sterrato, e così facciamo. Arrivati nei pressi di Sérignan le transenne chiudono la strada ed una signora decisa dice di tornare indietro, on peux pas passer!!



Poco distante passa la strada nazionale e dunque attraversiamo un vitigno nell' erba alta e raggiungiamo l' asfalto senza prima aver nuovamente incontrato i 5 ragazzi del '59 in mtb che rimangono sbalorditi al fatto che sia anche li tutto chiuso. 
Abbiamo perso un sacco di tempo a girovagare così fuori dal percorso e la strada è ancora lunga.






Su asfalto raggiungiamo velocemente Valras Plage e poi il fiume Aude che prende il nome dal dipartimento francese il cui capoluogo è Carcassonne.




Ritorniamo così sul mare, grandi spiagge di sabbia fine per Narbonne Plage, ma anche una invidiabile pista ciclabile nuova nuova!










Superata Narbonne Plage, ci dirigiamo verso Gruissan senza vederla perchè prima di entrare nella cittadina svoltiamo a destra percorrendo la stradina che costeggia la laguna di Gruissan da cui si gode una bella vista sulla Torre Barbarossa nel cucuzzolo della città.





Ora imbocchiamo una strada che forse un tempo era asfaltata ma ora non lo è più  che arriva e poi costeggia il Canal de Saint Marie.






con sullo sfondo lo Chateau Capitoul.






Arriviamo quindi nel Domaine du Grand Mandriac, per me uno dei posti più belli fino ad ora incontrati. Naturalmente ce un canale che si chiama Canal de la Robine classificato patrimonio mondiale dell' UNESCO, non ci sono paesaggi particolari ma semplicemente è un posto fiabesco.





Seguiamo il canale fino a che  le sue acque arrivano a Port la Nouvelle e poi si gettano nel Mar Mediterraneo




A Port la Nouvelle abbiamo prenotato in un alloggio con balcone al piano terreno. Non siamo molto soddisfatti di questo posto perchè abbiamo prenotato per 48 euro ma poi dopo ci hanno detto che la loro politica è cambiata e che se volevamo le lenzuola, gli asciugamani lo shampoo ed il bagno schiuma dovevamo aggiungere 20 euro! Siccome non mi stava assolutamente bene abbiamo avuto una discussione in fase di prenotazione. Quando siamo arrivati spunta un ragazzo con un pacchetto in mano con dentro lenzuola, federe e asciugamani ci apre la porta e ci fa pagare 10 euro. E così oltre ad aver pagato ci dobbiamo anche fare il letto.
Usciamo per la solita passeggiate serale per le vie di Port la Nouvelle ce parecchia gente, abbiamo mangiato male e dormito peggio a causa dei cuscini. Pazienza, oggi non va bene niente.


26 Aprile 2026 ore 9.00

Stage 18 Port la Nouvelle-Soréde km 75,54 dsl + 238m



Sveglia alle 7, ce già il vento che tira sempre nella direzione sbagliata ovvero da sud verso nord. Questa mattina cerchiamo di complicarci la vita percorrendo i primi km sulla spiaggia. Il paesaggio è bellissimo con la luce ancora radente all' acqua.
Acqua che si è ritirata da poco perché in alcuni tratti si sprofonda nella sabbia.








  

Bello ma uscirne non è stato semplice perché in alcuni tratti l' acqua era profonda comunque tornati sulla riva troviamo una giovane coppia in bici che si è fermata a fare colazione ed ammirare lo splendido paesaggio. Sono di Montpellier e sembra che stiano andando verso sud senza una meta precisa. Ci facciamo spiegare da dove sono passati per arrivare in quel punto per raggiungere la strada asfaltata.
Dopo circa 6 km di asfalto ritorniamo sulla spiaggia questa volta però la sabbia è bella dura e si pedala bene fino a raggiungere la piccola cittadina di La Franqui.
Occorre fare un pò di colazione perchè pedalare a stomaco vuoto non è bello. Chiediamo ad una signora che sta facendo una passeggiata con il cane; è un pò indecisa sulle indicazioni ma poi ci suggerisce di andare in una panetteria che servono anche il caffè. Facciamo così una deviazione verso il centro del paese. Effettivamente non e molto qui a La Franqui e poi è anche domenica. Troviamo la panetteria con un distributore automatico di bevande calde, ma alla fine sia il caffè che il croissant erano veramente buoni. 

Andiamo verso LeucateVillage e poi Leucate Plage.Pedaliamo di nuovo su una lingua di terra con acqua sia a destra che a sinistra su una bella pista ciclabile. Oggi essendo domenica ci sono un sacco di persone in bici e a piedi che corrono o passeggiano, ce una bella atmosfera di relax. Passiamo di fronte ad una serie di ristoranti ad ostriche e cozze ed è un peccato che siano solo le 10 del mattino....




Da qui in avanti il paesaggio lo abbiamo trovato un pò noioso anche se avanzando sulla pista ciclabile vediamo da lontano che i Pirenei si avvicinano sempre di più, segno che stiamo arrivando a Sorède. Effettivamente qui le segnalazioni che siamo sulla Eurovelo 8 si intensificano molto sia con segnali colorati che con scritte sull' asfalto come in questo caso

Una volta arrivati ad Argelès plage ad ingresso paese svoltiamo a sinistra ed iniziamo ad allontanarci dal mare. Da qui inizia un pochettino di salita che in alcuni tratti arriva fino al 4 %, ma niente di che.



Ma in alcuni tratti ci tocca scendere dalla bici, perché la pendenza con le borse per piccoli tratti si fa proibitiva






Arriviamo quindi a Sorède 


  

27Aprile 2026 ore 9.00

Stage 19 Sorède-Castel d' Empuries km 62,96 dsl + 574m


Oggi scavalchiamo i monti Pirenei!!! Niente di che in questo ma riempie molto la bocca a dirlo più che a farlo. Infatti i Pirenei man mano chi si affacciano sul mar Mediterraneo perdono di altimetria e scavalcarli con la bici diventa molto meno impegnativo , anche se a dire il vero per noi è sempre la tappa più impegnativa di questo secondo stage, perchè a dire il vero nel primo stage l' attraversamento delle Alpi Marittime era tutta un altra cosa...molto molto impegnativo!!!



Dopo una meravigliosa colazione dolce e salata servita nel grande salone della casa, partiamo e lasciamo Soréde. Inizialmente la pista ciclabile è abbastanza pianeggiante diciamo per i primi 15 km si viaggia paralleli alle montagne.
Troviamo anche un area di servizio dell' Eurovelo 8 una grande casa in mezzo alla campagna nei pressi di Laroque des Albéres dopo circa 4 km.






Arrivati a Maureillas las Illas la musica cambia e abbandonata la ciclabile prendiamo a piedi un tratto in forte salita con ghiaia ma arrivati a buon punto un signore ci dice che questo sentiero non porta da nessuna parte e ci fa tornare indietro. Procediamo su asfalto nel centro del paese e poi la strada, la RD13 inizia a salire. Ci sono dei tratti la cui pendenza è al 10% ma tutto sommato è una bella salita senza traffico e ben asfaltata. Il più è arrivare a nel paesino di Riunoguès dove ci accoglie una meravigliosa fontanella di acqua gelida. In 7 km si sale di 250 m, dopo di che si prosegue alternando tratti in salita a pianura mantenendo la quota stabile di circa 360 mt fino poi a scendere su base di cemento al Col du Panissars sovrastato dal Fort de Bellegarde una fortezza del 17° secolo.







Via di comunicazione fin dalla preistoria, il Col du Panissars si trova all'incrocio tra la Via Augusta e la Via Domitia romane. Pompeo vi eresse il Trofeo di Pompeo, un monumento alla propria gloria per celebrare la vittoria su una rivolta in Hispania.




Un cartello ci ricorda che siamo sull' Eurovelo 8, la via del mediterraneo inaugurata nel 2018 e ci troviamo esattamente sul confine tra la Francia e la Spagna, 








  




questo dato è confortato anche da un solerte messaggio arrivato sul telefono di Paola....






Ora qui non si capisce bene dove bisogna andare perchè in fase di preparazione del percorso avevamo pensato di prendere un sentiero che parte da dietro al cimitero, ma un cartellone dice che il percorso è chiuso per pericolo di incendio; in questi casi avventurarsi su un sentiero che non sappiamo dove porti è abbastanza pericoloso e quindi decidiamo di proseguire secondo quello che avevamo programmato e quindi scendiamo per il sentiero chiuso.

Scendiamo è una parola grossa, perchè in realtà dopo alcuni tratti in forte discesa la strada inizia ancora a salire con salite molto ripide

            

e poi una divertente ma tecnica discesa fino a La Jonquera prima cittadina spagnola che incontriamo. Sicuramente ci soaranno degli ingressi al paese più degni di questo che abbiamo percorso noi per attraversare l' autostrada, ma conunque questo era:


                                                      


Ci sembra il caso di festeggiare con una cagna, un bella birra fresca alla spina. Naturalmente la differenza di prezzo tra la pression francese e la cagna spagnola è evidente forse un pò meno del 50% in Spagna.... Nel bar dove ci siamo fermati incontriamo Jeremia un ragazzone nato in Italia e precisamente a Capri da padre tedesco e mamma delle isole Barbados, parla benissimo italiano francese e spagnolo. Si è trasferito qui da Capri alla Jonquera...boh!! Ripartiamo, usciti dal paese ci aspetta un altra terribile salita breve ma terribile per raggiungere località Veinat de Canadal a piedi naturalmente. Ma poi diventa piacevole pedalare sullo sterrato

 





Si presenta così il guado sul Riera de Torrelles 
Dopo qualche km un altro piccolo guado sul Rec del Molì e superato l' ostacolo arriviamo a Peralada, non entriamo in paese ma sulla sinistra si vede il Castello di Peralada con una importante bibblioteca e pinacoteca, non ché uno dei più eleganti casinò di Spagna, all' uscita del paese invece ci sono dei bellissimi nidi di cicogne sulle piante proprio a fianco all' azienda vinicola Peralada Celler una enorme struttura abbastanza strana ma bella.






Arriviamo quindi a Castellò d' Empùries.
Abbiamo prenotato presso l' Hostal Emporadà nella zona sud della città, un piccolo hotel di poche pretese ma molto pulito e accogliente. All' accettazione un signore che sembra anche il proprietario ci fa subito mettere le bici all' interno, rassicurandoci che nessuno toccherà le bici perchè ci sono le telecamere e quindi sono al sicuro.
A far parte del hotel anche il ristorante a fianco, "La Terrassa", che non è così conveniente come l hotel ma abbiamo mangiato molto bene.


28 Aprile 2026 ore 8.00

Stage 20 Castelò d' Empùries > S. Antoni de Calonge km 65,24 ^ +251m


La tappa di oggi è molto facile e tranquilla sempre che il vento ce lo permetta! Siamo già sulla strada per l' uscita della cittadina entriamo in una specie di piccola zona industriale e poi l' asfalto lascia spazio allo sterrato.
Incrociamo un gruppo anche loro in bici , una decina che però si fermano a San Pere Pescador primo paese da un meccanico per un problema ad una delle biciclette. Noi proseguiamo e superata l' Armentera,prendiamo un bellissimo sentiero tra gli alberi:




dove un bellissimo branco di cavalli allo stato brado ci aspetta



Stiamo in prati si sull' Eurovelo 8 ma nel tratto che coincide anche con la ruta Pirinexus un percorso ciclabile ad anello di circa 350 km a cavallo tra la Francia e la Spagna  vedi
PireneXus



Qui è veramente molto bello e tranquillo un pò sterrato ed un pò asfaltato ma senza traffico.






A circa mezzogiorno arriviamo a Torroelle de Mongrì dove ci fermiamo in un bar in una piazzetta per una meritata "cagna"! Oggi il caldo si fa davvero sentire! Nei pressi di Fontclara inizia l' unica asperità di giornata, un tratto leggermente in salita di una dozzina di km che ci porta al colmo della salita a quota di ben 87 metri sul livello del mare a Palafrugell!!!😇
Ma la pedalata è facile e piano piano arriviamo prima a Palamos e poi a Sant Antoni de Calonge punto finale della nostra tappa odierna. 
Calonge per noi è un ricordo bellissimo di una vacanza con i nostri ragazzi che erano piccoli anni fa purtroppo!
Dobbiamo festeggiare quindi e mandare loro le foto del nostro arrivo.



Abbiamo anche qui prenotato in anticipo e considerata la bassa stagione anche a buon mercato, Hotel Haromar con 50 euro ci dormiamo e faccio anche il primo bagno nel mare....devo dire gelato ma un toccasana.....
Acqua cristallina ma fredda e sole caldo sulla spiaggia.



La camera dell' albergo è praticamente una doppia camera dal punto di vista della superficie, una meraviglia. La sera usciamo per la cena e iniziamo una passeggiata sul lungomare per cercare qualche ricordo della vacanza ma i ristoranti ovviamente sono cambiati da quei tempi e quello che aveva fatto delle cozze meravigliose a quei tempi oggi non lo riconosiamo più.
Alla fine entriamo in un ristorante che ci ispira più degli altri e mangiamo.
Vicino al nostro tavolo una coppia di anziani dico io che parlava in spagnolo, lui un uomo sugli ottanta anni con un grande ciuffo di capelli bianchi. Io e Paola parlavamo del nostro giro in bicicletta quello fatto e da fare. Ad un certo punto lui ci interrompe con un italiano basilare e ci chiede dove stavamo andando e cosa stavamo facendo e così tra italiano spagnolo e francese iniziamo un discorso sportivo.
Alla fine lui si alza e ci viene a dare la mano complimentandosi e presentandosi: sono Patrick Lefevere, ora sono in pensione ma fino allo scorso anno sono stato proprietario e presidente della a Soudal-Quck Step! Beh a me è gelato il sangue, ha portato al successo gente come Franco Ballerini e Mario Cipollini con la MG-GB, Museeuw  e Bartoli con la Mapei, Paolo Bettini e Virenque con la Quick Step ed infine Cavendish e Alainphilipe ed EvenepoelMa la cosa che mi ha fatto rimanere incredulo e a bocca aperta è che lui con enorme umiltà mi chiedeva come ci eravamo organizzati , gli spostamenti, dove dormivamo cioè le cose di tutti i giorni...Che onore! 



29 Aprile 2026 ore 8.00

Stage 2 S. Antoni de Calonge > Calella  km 68,54 ^ +549m


Serata mitica ieri sera e mangiato anche bene.



Partiamo dal nostro bellissimo hotel stando sulla passeggiata fronte mare fino al canale e poi giriamo dentro per prendere la strada interna che in breve tempo ci porta a Castillo de Aro dove vediamo il locomotore a vapore "El Carrilet o Feliuet" una locomotiva a scartamento ridotto che arrivava fino a Girona, ultimo viaggio nel 1969.







Ci stiamo allontanando dal mare perchè la strada costiera risulta essere abbastanza stretta e trafficata, per una trentina di km non ci sono particolari salite ma tendenzialmente sale sempre costantemente.  Ci sono tratti molto belli come questo lungo viale alberato. Superata la zona di Llagostera sempre su ciclabile sterrata prendiamo un percorso a sinistra che ci porta al piccolo laghetto Pantà de Can Companyò, dove la stradina peggiora un pò e diventa un percorso leggermente tecnico dovuto anche all' erosione dell' acqua.





Proprio qui sul laghetto una vespa si infila nel casco e mi massacra la fronte di punture, nel giro di breve tengo gli occhi aperti a stento. Ma ormai siamo arrivati nella cittadina di Vidreres e guarda caso è anche ora di mangiare qualcosa. Entriamo in paese percorrendo una rotonda due volte perchè ad un certo punto dagli altoparlanti è partita una musica di tipo popolare che ricorda molto quella italiana al tempo del fascio,  si si proprio "Faccetta nera"! A noi ha dato l' impressione che ci sia proprio un sensore che quando passa qualcuno si accende la musica, fatto sta che dopo aver compiuto un paio di giri increduli su quello che stavamo sentendo tiriamo dritti alla ricerca di un posto dove mangiare qualche cosa. Infatti ci fermiamo presso il Bar Strada e ci mangiamo una bella insalata mista con la cagna. Ripartiamo dopo la pausa ormai il più è fatto perchè in breve tempo ritorniamo sul mare nei pressi del paese di Malgrat de Mar e poi Calella.




Dobbiamo fare delle foto perchè Paola si è ricordata la sue prima vacanza da sola, senza genitori, è proprio venuta qui a Calella con le sue amiche.






Abbiamo prenotato in un hotel sul mare che si chiama Haromar quasi in fondo alla passeggiata, "passeggiata" per dire perchè tra il mare e la passeggiata ce la ferrovia che rovina un pò il paesaggio.
Haromar alla apparenza appare un pò decadente, sembra gestito da una società indiana perchè tutte le comunicazioni che ho ricevuto arrivavano da un sito indiano ed anche i frequentatori di questo hotel hanno quell' origine, poco importa.
La signora alla reception parla anche italiano ed anche il barista è di Napoli. Fatto sta che le nostre biciclette ce le portiamo direttamente in camera come da indicazioni della signora.
Calella ha un bel centro, ricco di negozi, ristoranti bar ecc ecc ed è anche molto vivo. Durante la nostra passeggiata prima di cena ci inbattiamo nel ristorante Can Xena un posto assolutamente da vedere per chiunque ma in particolare ai tifosi di calcio. Un vero e proprio covo della squadra del Barcellona, almeno una cagna è indispensabile qui!!


metti foto can xena!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Avrei mangiato cena qui ma Paola non ha voluto e dunque dopo un lungo girare ci siamo fermati al ristorante "Casa Carlos". Quando un ristorante o un hotel non mi piace in genere non ne parlo, ma in questo caso sono costretto a fare un' eccezione. A volte lo squallore del posto non è per il posto in se stesso che non era nemmeno male, ma lo squallore è stato nel cameriere, un uomo pieno di sè che trattava tutti con sufficienza e alla fine ci ha letteralmente rapinati con il conto. Un posto ASSURDO.


30 Aprile 2026 ore 8.00

Stage 22 Calella > Barcellona km 61,38  ^ +247m



Oggi giornata speciale per il nostro arrivo a Barcellona!!!
Il mio pensiero va a Silvano e Loredana quando circa 35 anni fa erano partiti da Torino alla volta di Barcellona quando ancora non c ' erano ciclabili, le macchine passavano senza tener conto che eri in bici e tutti erano più sereni. Ecco ci siamo anche noi a Barcellona!




Partiamo da Calella presto. A Calella il lungomare si ferma contro un promontorio e quindi occorre prendere la strada nazionale che al momento non appare trafficata. Arrivati a Sant Pol de Mar decidiamo di abbandonare la nazionale per andare sul mare. Perocrriamo un bellissimo e tranquillo sterrato. A sinistra il mare e a destra la ferrovia. 








Arriviamo così ad Arenys de Mar dove alla Punta del Canyadell, una galleria ferroviaria ci impedisce di proseguire. Torniamo indietro e prendiamo la nazionale. Alterniamo dove possibile lungomare e nazionale, superiamo Matarò, Villasar de Mar e poi sentiamo il bisogno di una pausa rinfrescante a Premià de Mar.







Percorriamo casualmente una piccola via che porta ad una piazzetta con alcuni piccoli bar tra cui Barmuttet (antigua Casa Galizia), un autentico paradiso di tranquillità a 50 metri dal casino della strada nazionale. Ci saremmo fermati li tutto il giorno e anche alla sera, altro che Barcellona! Una signora bionda gentilissima e simpatica impegnata a preparare succulente pietanze tipo pulpo a la Gallega, bacalao ecc ecc ci porta la cagna desiderata.




Dobbiamo per forza proseguire anche perchè ormai dalla spiaggia si intravede l' inconfondibile palazzo a forma di supposta, la torre Glòries di Barcellona, la Sagrada Familia,  e la centrale termoelettrica.







Entriamo così a Barcellona alle ore 15.00, con i semafori dedicati alla biciclette.


  



Gironzoliamo un pò nel centro di Barcellona e poi ci dirigiamo verso l' hotel dove abbiamo prenotato, l' Easy Hotel Barcellona Fira ad Hospitalet de Llobregat, dove prontamente una simpatica ragazza italiana ci fa mettere le biciclette in uno stanzino al chiuso.
Usciamo per fare un giro e anche per cercare un posto dove mangiare, gironzoliamo a piedi per le piccole vie di quella zona ed alla fine ci ispira serata tapas presso il ristorante "A ruta Gallega".... ottima scelta!

1 Maggio 2026 ore 8.00

Stage 23 Barcellona > Vilanova i la Geltrù km 48,35  ^ +347m



Partiamo con calma, oggi è l ultima tappa. L' uscita da l' Hospitalet de Llobregat che poi è un tutt' uno con Barcellona è lunga non finisce mai, oggi è anche festa nazionale 1 maggio come da noi e dunque per il momento ce poca gente in giro.
Continuo a sentire da un paio di giorni un fastidioso rumore che proviene sembra dal movimento ventrale dei pedali dalla ruota posteriore, che alla fine risolvo entrando nel Parc Agrari del Baix de Llobregat. Il perno che blocca fissa la ruota posteriore si è, non so come allentato e la ruota non era quindi fissata bene.
Dopo un lungo e noioso rettilineo arriviamo finalmente a Castelldelfes, sul mare e ci fermiamo in un bar per bere qualcosa.
Subito dopo inizia la strada costiera C31 inizia a salire in modo anche ripido  mediamente del 6% con punte del 13% e con un susseguirsi di curve. Nel frattempo il traffico è decisamente aumentato e cosa succede? Succede che, così come dovrebbe essere anche in Italia, gli automobilisti spagnoli non passano sfiorandoci ma aspettano di fare un sorpasso sicuro nei nostri confronti, questo provoca sicuramente un rallentamento e dunque coda.

Noi cerchiamo di fermarci appena troviamo uno spazio per far fluire il traffico ma alla fine un motociclista frustrato perchè non può fare le "pieghe" con la moto a causa del rallentamento mi affianca ed inizia ad urlare che siamo dei coglioni a bloccare il traffico, che ci dobbiamo fermare e che dobbiamo stare a casa. Gli ho chiesto di fermarsi un attimo per favore ma non mi ha ascoltato. In compenso anche nell' altro senso alcune bici rallentavano anche loro il traffico. Questa cosa la racconto perchè è un tratto veramente difficile da affrontare.
In un modo o nell' altro arriviamo prima a Sitges e poi a Vilanova i la Geltrù posto di arrivo della nostra tappa.
Abbiamo prenotato presso il "Gatell hotel" un hotel senza infamia e senza lode ma comodo alla stazione ferroviaria. perché domani mattina verso le ore 7 dobbiamo prendere il treno per rientrare a Monpellier.
Fa veramente molto caldo per essere maggio anzi il primo maggio. Dopo un riposino con l' aria condizionata andiamo a cercare un posto per la cena nel centro di Vilanova i la Geltrù.
In effetti ce ne sono tantissimi e per tutti i gusti. Noi scegliamo il ristorante "La tradicional Vilanova".
Non abbiamo mangiato male sarebbe sbagliato dirlo, ma il servizio non è stato veramente all' altezza. Il cameriere probabilmente anche proprietario si è dimostrato saccente, sbrigativo e con modi fare acidi, ed oltretutto trattava anche malissimo la giovane ragazza che lo aiutava in sala, tant'è che quando ci siamo alzati per andare a pagare dopo aver chiesto i conto che non arrivava, nessuno ha salutato o peggio ancora ringraziato. Negativissimo per noi.

2 Maggio 2026 ore 6,30

Dobbiamo andare in stazione delle 7 per Barcellona. Con l' aiuto di una simpatica signora addetta alla stazione riusciamo a fare i biglietti e anche capire che le bici le possiamo caricare sul treno. I biglietti valgono fino alla frontiera con la Francia ovvero a Cerbère. Il tutto alla modica cifra di 1 euro a testa perchè oggi è festivo ed hanno una promozione per la famiglia che ad un euro viaggi dove vuoi.
Fatto il cambio a Barcellona arriviamo a Cerbère e qui facciamo il biglietto per Narbonne qui anzichè 1 euro è tutto gratuito 0 euro! Invece da Narbonne a Monpellier 34 euro. AMonpellier in teoria dovremmo aspettare circa un' ora per prendere la coincidenza che ci porta a Villeneuve les Maguelone dove abbiamo lasciato la nostra auto.
























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