Parte 2: 24.04.26- 01.05.26
Montpellier » Vilanueva i la Geltrù km 530 ▲ + 2527 m
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24 Aprile 2026 ore 13.30
Stage 16 Montpellier » Agde km 54,42 ▲ + 166m
Partiamo oggi per la sedicesima tappa. In realtà si parte da Villenuve les Maguellone cittadina a sud-ovest di Montpellier che dista circa 10 km. Partiamo da qui perchè c'è la stazione dei treni, utile per raggiungerla al ritorno ed è facile trovare parcheggio gratuito per lasciare la nostra auto, mentre invece la zona circostante alla stazione di Monpellier non è raggiungibile in auto in quanto zona pedonale.
Una volta preparate le nostre biciclette iniziamo a pedalare in direzione sud verso Mireval e Vic la Gardiole.
Diciamo che come zona e come paesaggio risente ancora molto della Camargue che però dal punto di vista del confine geografico è finita a Port Camargue, Le Grau de Roi. Infatti ci sono ancora vasti stagni (étangs) di acqua salata circondate da paludi, habitat perfetto per il fenicottero rosa, alternate ad aree coltivate e dalle "sansourise" praterie dal suolo salato in cui pascolano i famosi cavalli bianchi di razza appunto Camargue e tori neri della stessa razza.
Naturalmente anche gli insetti la fanno da padrone soprattutto le zanzare , le più feroci di Francia.A posteriori posso dire che forse un repellente per le punture di zanzara sarebbe stato necessario, ma purtroppo pensando che non fosse ancora stagione non lo abbiamo preso. Ma nonostante qualche puntura "importante" ce la siamo cavata bene.
Il percorso è proprio bello su ciclabile ben segnalata spesso lontano dalle trafficate strade nazionali, ed anche la segnaletica dell' EV 8 è ben visibile.
La cosa più fastidiosa è il vento che in questo momento è leggero (8 km/h) ma in direzione contraria a noi, il che rende un pò più faticoso pedalare. Bisogna tenere conto che la nostra velocità di crociera con le borse è di circa 15 km/h ed un vento a 8 influisce abbasta sulla nostra resa.Arrivati alle porte di Frontignan un pannello luminoso indica che sono il 346° ciclista di oggi ed il numero 271477 dell' anno!
Verso le ore 4pm arriviamo nella città di Sète che conosco molto bene.
Quello che invece non conoscevo erano questi due pedalò in versione Mini parcheggiate sul canale e disponibili al noleggio
Superato il caotico centro di Sète affrontiamo la lingua di sabbia che collega Sète ad Agde con magnifiche spiagge libere sulla sinistra e così fermiamo e ci godiamo una sosta in spiaggia.
Questa lingua di sabbia in realtà da una parte c'è il mare, mentre verso l' interno c'è uno stagno, l' Etang du Thau in cui sfocia il famoso Canal du Midì
Abbiamo prenotato un piccolo alloggio con giardino nella zona vecchia della città e combinazione arriviamo nello stesso momento in cui arriva anche il proprietario che ci fa entrare e ci spiega le piccole regole da seguire.
Dopo un po' di relax ci incamminiamo per le vie centrali della vecchia Agde in cerca di un ristorante; è un peccato vederla come dire un pò decadente non molto viva senza turisti abitata ormai principalmente
solo da immigrati eppure è un venerdì qualsiasi non è nemmeno vigilia di festa come da noi, comunque alla fine andiamo a mangiare presso il ristorante "La Galiote" senza infamia e senza lode.
Per l occasione abbiamo anche fatto una maglietta celebrativa dell' eurovelo 8 Torino -Cadice
25Aprile 2026 ore 9.00
Stage 17 Agde » Port la Nouvelle km 82,94 ▲ + 155m
Usciamo da Agde alla ricerca di un bar dove fare colazione e subito dopo il ponte sul Fiume Hérault, troviamo il bar "Le Royal" un bar ancora originale anni 80 o forse prima, con gli anziani che fumano, prendono il caffè e chiacchierano, il gestore parla correttamente italiano, ha i parenti a Novara e ogni anno li incontra per le feste natalizie. Bene si parte per una nuova giornata di sole e di vento.....
Ce una calma ed una luce bellissima questa mattina e pedalare sul fiume Herault è bellissimo!
Dopo un bel tratto giriamo a destra verso l' interno su uno sterrato fino ad incontrare il Canal du Midì.
Se non lo avete già fatto vi consigliamo di leggere ma soprattutto di fare questo speciale giro in bicicletta sul canale che noi abbiamo fatto percorrendo
nel 2016. Il canale è artificiale e collega Tolosa con Séte per una lunghezza di 241 km. Prende acqua dal fiume Garonna e dal canale della Garonna, che a sua volta collega Bordeaux con Tolosa in 193 km
L' insieme dei due canali (434 km) viene chiamato le "canal des deux mers", il canale dei due mari perchè collega l' Oceano Atlantico con il Mar Mediterraneo. Questo progetto nacque nel 1666 per la necessità di trasportare le merci dalla costa atlantica della Francia al mar Mediterraneo senza dover per forza passare dal lontano stretto di Gibilterra.
Ma torniamo a noi...
Dopo pochi km di canale nei pressi di Portiragnes lo lasciamo con una svolta a sinistra nella campagna. Arrivati ad un bivio un poliziotto in divisa all' inizio un pò autoritario ci ferma perchè la strada sterrata è chiusa al traffico per via di una maratona, bisogna cambiare strada oppure aspettare 3 ore per la riapertura della strada. " Vous êtes tombé mal" mi ha detto. Oggi è l' unico giorno che la strada chiude per evento sportivo.
Consultiamo outdooractive sul telefono per cercare nuove vie da seguire. Cambiare itinerario così, in corsa, in mezzo alla campagna non è semplice comunque non possiamo stare fermi 3 ore anche per le zanzare che ci stanno massacrando e dunque torniamo indietro e cerchiamo una alternativa in mezzo a tante stradine che non sappiamo dove portano fino a che troviamo 5 uomini miei coetanei anche loro in bici che dopo un conciliabolo ci suggeriscono di andare verso Villeneuve lés Béziers e una volta superata la strada nazionale prendere a sinistra sempre su sterrato, e così facciamo. Arrivati nei pressi di Sérignan le transenne chiudono la strada ed una signora decisa dice di tornare indietro, on peux pas passer!!
Poco distante passa la strada nazionale e dunque attraversiamo un vitigno nell' erba alta e raggiungiamo l' asfalto senza prima aver nuovamente incontrato i 5 ragazzi del '59 in mtb che rimangono sbalorditi al fatto che sia anche li tutto chiuso.
Abbiamo perso un sacco di tempo a girovagare così fuori dal percorso e la strada è ancora lunga.
Su asfalto raggiungiamo velocemente Valras Plage e poi il fiume Aude che prende il nome dal dipartimento francese il cui capoluogo è Carcassonne.
Ritorniamo così sul mare, grandi spiagge di sabbia fine per Narbonne Plage, ma anche una invidiabile pista ciclabile nuova nuova!
Superata Narbonne Plage, ci dirigiamo verso Gruissan senza vederla perchè prima di entrare nella cittadina svoltiamo a destra percorrendo la stradina che costeggia la laguna di Gruissan da cui si gode una bella vista sulla Torre Barbarossa nel cucuzzolo della città.
Ora imbocchiamo una strada che forse un tempo era asfaltata ma ora non lo è più che arriva e poi costeggia il Canal de Saint Marie.
con sullo sfondo lo Chateau Capitoul.
Arriviamo quindi nel Domaine du Grand Mandriac, per me uno dei posti più belli fino ad ora incontrati. Naturalmente ce un canale che si chiama Canal de la Robine classificato patrimonio mondiale dell' UNESCO, non ci sono paesaggi particolari ma semplicemente è un posto fiabesco.
Seguiamo il canale fino a che le sue acque arrivano a Port la Nouvelle e poi si gettano nel Mar Mediterraneo
A Port la Nouvelle abbiamo prenotato in un alloggio con balcone al piano terreno. Non siamo molto soddisfatti di questo posto perchè abbiamo prenotato per 48 euro ma poi dopo ci hanno detto che la loro politica è cambiata e che se volevamo le lenzuola, gli asciugamani lo shampoo ed il bagno schiuma dovevamo aggiungere 20 euro! Siccome non mi stava assolutamente bene abbiamo avuto una discussione in fase di prenotazione. Quando siamo arrivati spunta un ragazzo con un pacchetto in mano con dentro lenzuola, federe e asciugamani ci apre la porta e ci fa pagare 10 euro. E così oltre ad aver pagato ci dobbiamo anche fare il letto.
Usciamo per la solita passeggiate serale per le vie di Port la Nouvelle ce parecchia gente, abbiamo mangiato male e dormito peggio a causa dei cuscini. Pazienza, oggi non va bene niente.
26 Aprile 2026 ore 7.00
Stage 18 Port la Nouvelle » Soréde km 75,54 ▲ + 238m
Sveglia alle 7, ce già il vento che tira sempre nella direzione sbagliata ovvero da sud verso nord. Questa mattina cerchiamo di complicarci la vita percorrendo i primi km sulla spiaggia. Il paesaggio è bellissimo con la luce ancora radente all' acqua.
Acqua che si è ritirata da poco perché in alcuni tratti si sprofonda nella sabbia.
Bello ma uscirne non è stato semplice perché in alcuni tratti l' acqua era profonda comunque tornati sulla riva troviamo una giovane coppia in bici che si è fermata a fare colazione ed ammirare lo splendido paesaggio. Sono di Montpellier e sembra che stiano andando verso sud senza una meta precisa. Ci facciamo spiegare da dove sono passati per arrivare in quel punto per raggiungere la strada asfaltata.
Dopo circa 6 km di asfalto ritorniamo sulla spiaggia questa volta però la sabbia è bella dura e si pedala bene fino a raggiungere la piccola cittadina di La Franqui.
Occorre fare un pò di colazione perchè pedalare a stomaco vuoto non è bello. Chiediamo ad una signora che sta facendo una passeggiata con il cane; è un pò indecisa sulle indicazioni ma poi ci suggerisce di andare in una panetteria che servono anche il caffè. Facciamo così una deviazione verso il centro del paese. Effettivamente non e molto qui a La Franqui e poi è anche domenica. Troviamo la panetteria con un distributore automatico di bevande calde, ma alla fine sia il caffè che il croissant erano veramente buoni.
Andiamo verso LeucateVillage e poi Leucate Plage.Pedaliamo di nuovo su una lingua di terra con acqua sia a destra che a sinistra su una bella pista ciclabile. Oggi essendo domenica ci sono un sacco di persone in bici e a piedi che corrono o passeggiano, ce una bella atmosfera di relax. Passiamo di fronte ad una serie di ristoranti ad ostriche e cozze ed è un peccato che siano solo le 10 del mattino....
Da qui in avanti il paesaggio lo abbiamo trovato un pò noioso anche se avanzando sulla pista ciclabile vediamo da lontano che i Pirenei si avvicinano sempre di più, segno che stiamo arrivando a Sorède. Effettivamente qui le segnalazioni che siamo sulla Eurovelo 8 si intensificano molto sia con segnali colorati che con scritte sull' asfalto come in questo caso
Una volta arrivati ad Argelès plage ad ingresso paese svoltiamo a sinistra ed iniziamo ad allontanarci dal mare. Da qui inizia un pochettino di salita che in alcuni tratti arriva fino al 4 %, ma niente di che.
Ma in alcuni tratti ci tocca scendere dalla bici, perché la pendenza con le borse per piccoli tratti si fa proibitiva
Arriviamo quindi a Sorède
Abbiamo prenotato in un posto che secondo me sarà bellissimo, "La villa des oliviers", una bellissima camera con piscina. Una volta preso posto, la voglia di buttarsi in piscina è tanta , anche se l' acqua è freschetta ma si sta troppo bene. Chiediamo al simpatico ospite dove andare a mangiare questa sera e ci indica di andare verso il centro che ci sono dei ristoranti.
Ottimo grazie e infatti così facciamo.
E' domenica l ho già detto. Anche qui il centro del paese non è vivo diciamo, sarebbe anche un bel posto. Tutto chiuso, per trovare un posto aperto bisognerebbe fare una decina di km in bici. L' unica scelta possibile è una pizzeria d' asporto, " Pizza de la Vallée" per il resto ...il deserto dei Tartari!
Ok prendiamo due pizze da asporto ed una bottiglia di vino bianco che qui si trova chissà come mai a 5 euro, ma nei ristoranti almeno 20 euro. Di fronte ce un ristorante o brasserie, "Brasserie des arbres" che è chiusa ma le sedie ed i tavolini li hanno lasciati li davanti e ci accomodiamo dopo aver chiesto il premesso alla pizzeria, la quale ci ha detto che loro non sapevano niente.
Beh la pizza comunque era molto buona a parte tutto ed anche il vino bianco.
27 Aprile 2026 ore 8.00
Stage 19 Soréde » Castelò d' Empùries km 62,96 ▲ + 574m
Oggi scavalchiamo i monti Pirenei!!! Niente di che in questo ma riempie molto la bocca a dirlo più che a farlo. Infatti i Pirenei man mano chi si affacciano sul mar Mediterraneo perdono di altimetria e scavalcarli con la bici diventa molto meno impegnativo , anche se a dire il vero per noi è sempre la tappa più impegnativa di questo secondo stage, perchè a dire il vero nel primo stage l' attraversamento delle Alpi Marittime era tutta un altra cosa...molto molto impegnativo!!!
Dopo una meravigliosa colazione dolce e salata servita nel grande salone della casa, partiamo e lasciamo Soréde. Inizialmente la pista ciclabile è abbastanza pianeggiante diciamo per i primi 15 km si viaggia paralleli alle montagne.
Troviamo anche un area di servizio dell' Eurovelo 8 una grande casa in mezzo alla campagna nei pressi di Laroque des Albéres dopo circa 4 km.
Arrivati a Maureillas las Illas la musica cambia e abbandonata la ciclabile prendiamo a piedi un tratto in forte salita con ghiaia ma arrivati a buon punto un signore ci dice che questo sentiero non porta da nessuna parte e ci fa tornare indietro. Procediamo su asfalto nel centro del paese e poi la strada, la RD13 inizia a salire. Ci sono dei tratti la cui pendenza è al 10% ma tutto sommato è una bella salita senza traffico e ben asfaltata. Il più è arrivare a nel paesino di Riunoguès dove ci accoglie una meravigliosa fontanella di acqua gelida. In 7 km si sale di 250 m, dopo di che si prosegue alternando tratti in salita a pianura mantenendo la quota stabile di circa 360 mt fino poi a scendere su base di cemento al Col du Panissars sovrastato dal Fort de Bellegarde una fortezza del 17° secolo.
Via di comunicazione fin dalla preistoria, il Col du Panissars si trova all'incrocio tra la Via Augusta e la Via Domitia romane. Pompeo vi eresse il Trofeo di Pompeo, un monumento alla propria gloria per celebrare la vittoria su una rivolta in Hispania.
Un cartello ci ricorda che siamo sull' Eurovelo 8, la via del mediterraneo inaugurata nel 2018 e ci troviamo esattamente sul confine tra la Francia e la Spagna,
questo dato è confortato anche da un solerte messaggio arrivato sul telefono di Paola....
Ora qui non si capisce bene dove bisogna andare perchè in fase di preparazione del percorso avevamo pensato di prendere un sentiero che parte da dietro al cimitero, ma un cartellone dice che il percorso è chiuso per pericolo di incendio; in questi casi avventurarsi su un sentiero che non sappiamo dove porti è abbastanza pericoloso e quindi decidiamo di proseguire secondo quello che avevamo programmato e quindi scendiamo per il sentiero chiuso.
Scendiamo è una parola grossa, perchè in realtà dopo alcuni tratti in forte discesa la strada inizia ancora a salire con salite molto ripide
e poi una divertente ma tecnica discesa fino a La Jonquera prima cittadina spagnola che incontriamo. Sicuramente ci soaranno degli ingressi al paese più degni di questo che abbiamo percorso noi per attraversare l' autostrada, ma conunque questo era:
Ci sembra il caso di festeggiare
con una cagna, un bella birra fresca alla spina. Naturalmente la differenza di
prezzo tra la pression francese e la cagna spagnola è evidente forse un pò meno
del 50% in Spagna.... Nel bar dove ci siamo fermati incontriamo Jeremia un
ragazzone nato in Italia e precisamente a Capri da padre tedesco e mamma delle
isole Barbados, parla benissimo italiano francese e spagnolo. Si è trasferito
qui da Capri alla Jonquera...boh!! Ripartiamo, usciti dal paese ci
aspetta un altra terribile salita breve ma terribile per raggiungere località
Veinat de Canadal a piedi naturalmente. Ma poi diventa piacevole pedalare sullo sterrato
Si presenta così il guado sul Riera de Torrelles
Dopo qualche km un altro piccolo guado sul Rec del Molì e superato l' ostacolo arriviamo a Peralada, non entriamo in paese ma sulla sinistra si vede il Castello di Peralada con una importante bibblioteca e pinacoteca, non ché uno dei più eleganti casinò di Spagna, all' uscita del paese invece ci sono dei bellissimi nidi di cicogne sulle piante proprio a fianco all' azienda vinicola Peralada Celler una enorme struttura abbastanza strana ma bella.
Arriviamo quindi a Castellò d' Empùries.
Abbiamo prenotato presso l' Hostal Emporadà nella zona sud della città, un piccolo hotel di poche pretese ma molto pulito e accogliente. All' accettazione un signore che sembra anche il proprietario ci fa subito mettere le bici all' interno, rassicurandoci che nessuno toccherà le bici perchè ci sono le telecamere e quindi sono al sicuro.
A far parte del hotel anche il ristorante a fianco, "La Terrassa", che non è così conveniente come l hotel ma abbiamo mangiato molto bene.
28 Aprile 2026 ore 8.00
Stage 20 Castelò d' Empùries » S. Antoni de Calonge km 65,24 ▲ +251m
La tappa di oggi è molto facile e tranquilla sempre che il vento ce lo permetta! Siamo già sulla strada per l' uscita della cittadina entriamo in una specie di piccola zona industriale e poi l' asfalto lascia spazio allo sterrato.
Incrociamo un gruppo anche loro in bici , una decina che però si fermano a San Pere Pescador primo paese da un meccanico per un problema ad una delle biciclette. Noi proseguiamo e superata l' Armentera,prendiamo un bellissimo sentiero tra gli alberi:
dove un bellissimo branco di cavalli allo stato brado ci aspetta
Stiamo in prati si sull' Eurovelo 8 ma nel tratto che coincide anche con la ruta Pirinexus un percorso ciclabile ad anello di circa 350 km a cavallo tra la Francia e la Spagna vedi PireneXus
Qui è veramente molto bello e tranquillo un pò sterrato ed un pò asfaltato ma senza traffico.
A circa mezzogiorno arriviamo a Torroelle de Mongrì dove ci fermiamo in un bar in una piazzetta per una meritata "cagna"! Oggi il caldo si fa davvero sentire! Nei pressi di Fontclara inizia l' unica asperità di giornata, un tratto leggermente in salita di una dozzina di km che ci porta al colmo della salita a quota di ben 87 metri sul livello del mare a Palafrugell!!!😇
Ma la pedalata è facile e piano piano arriviamo prima a Palamos e poi a Sant Antoni de Calonge punto finale della nostra tappa odierna.
Calonge per noi è un ricordo bellissimo di una vacanza con i nostri ragazzi che erano piccoli anni fa purtroppo!
Dobbiamo festeggiare quindi e mandare loro le foto del nostro arrivo.
Abbiamo anche qui prenotato in anticipo e considerata la bassa stagione anche a buon mercato, Hotel Haromar con 50 euro ci dormiamo e faccio anche il primo bagno nel mare....devo dire gelato ma un toccasana.....
Acqua cristallina ma fredda e sole caldo sulla spiaggia.
La camera dell' albergo è praticamente una doppia camera dal punto di vista della superficie, una meraviglia. La sera usciamo per la cena e iniziamo una passeggiata sul lungomare per cercare qualche ricordo della vacanza ma i ristoranti ovviamente sono cambiati da quei tempi e quello che aveva fatto delle cozze meravigliose a quei tempi oggi non lo riconosiamo più.
Alla fine entriamo in un ristorante che ci ispira più degli altri "il Nautilus ".
Vicino al nostro tavolo una coppia di persone più avanti con gli anni di noi parlavano tra loro in spagnolo, lui un uomo sugli ottanta anni con un grande ciuffo di capelli bianchi, lei una signora molto elegante. Io e Paola parlavamo del nostro giro in bicicletta, quello fatto e quello che ci rimaneva da fare. Ad un certo punto lui ci interrompe con un italiano basilare e ci chiede dove stavamo andando e cosa stavamo facendo e così tra italiano spagnolo e francese iniziamo una conversazione come ormai tante volte ci capita di fare.
Quando loro finirono di mangiare lui si alza e ci viene a dare la mano complimentandosi e presentandosi: sono
Patrick Lefevere, ora sono in pensione e mi sono ritirato dal ciclismo ma fino allo scorso anno sono stato proprietario e presidente della
a Soudal-Quck Step! Puoi verificare in internet mi ha detto. Beh a me è gelato il sangue, ha portato al successo gente come Franco Ballerini e Mario Cipollini con la MG-GB, Museeuw e Bartoli con la Mapei, Paolo Bettini e Virenque con la Quick Step ed infine Cavendish, Alainphilipe ed Evenepoel, ma la cosa che mi ha fatto rimanere incredulo e a bocca aperta è che lui con enorme umiltà mi chiedeva come ci eravamo organizzati , gli spostamenti, le tappe, dove dormivamo la sera, cioè le cose facevamo tutti i giorni...Che onore!
29 Aprile 2026 ore 8.00
Stage 21 S. Antoni de Calonge » Calella km 68,54 ▲ +549m
Serata mitica ieri sera e mangiato anche bene.
Partiamo dal nostro bellissimo hotel stando sulla passeggiata fronte mare fino al canale e poi giriamo dentro per prendere la strada interna che in breve tempo ci porta a Castillo de Aro dove vediamo il locomotore a vapore "El Carrilet o Feliuet" una locomotiva a scartamento ridotto che arrivava fino a Girona, ultimo viaggio nel 1969.
Ci stiamo allontanando dal mare perchè la strada costiera risulta essere abbastanza stretta e trafficata, per una trentina di km non ci sono particolari salite ma tendenzialmente sale sempre costantemente. Ci sono tratti molto belli come questo lungo viale alberato. Superata la zona di Llagostera sempre su ciclabile sterrata prendiamo un percorso a sinistra che ci porta al piccolo laghetto Pantà de Can Companyò, dove la stradina peggiora un pò e diventa un percorso leggermente tecnico dovuto anche all' erosione dell' acqua.
Proprio qui sul laghetto una vespa si infila nel casco e mi massacra la fronte di punture, nel giro di breve tengo gli occhi aperti a stento. Ma ormai siamo arrivati nella cittadina di Vidreres e guarda caso è anche ora di mangiare qualcosa. Entriamo in paese percorrendo una rotonda due volte perchè ad un certo punto dagli altoparlanti è partita una musica di tipo popolare che ricorda molto quella italiana al tempo del fascio, si si proprio "Faccetta nera"! A noi ha dato l' impressione che ci sia proprio un sensore che quando passa qualcuno si accende la musica, fatto sta che dopo aver compiuto un paio di giri increduli su quello che stavamo sentendo tiriamo dritti alla ricerca di un posto dove mangiare qualche cosa. Infatti ci fermiamo presso il Bar Strada e ci mangiamo una bella insalata mista con la cagna. Ripartiamo dopo la pausa ormai il più è fatto perchè in breve tempo ritorniamo sul mare nei pressi del paese di Malgrat de Mar e poi Calella.
Dobbiamo fare delle foto perchè Paola si è ricordata la sue prima vacanza da sola, senza genitori, è proprio venuta qui a Calella con le sue amiche.
Abbiamo prenotato in un hotel sul mare che si chiama Haromar quasi in fondo alla passeggiata, "passeggiata" per dire perchè tra il mare e la passeggiata ce la ferrovia che rovina un pò il paesaggio.
Haromar alla apparenza appare un pò decadente, sembra gestito da una società indiana perchè tutte le comunicazioni che ho ricevuto arrivavano da un sito indiano ed anche i frequentatori di questo hotel hanno quell' origine, poco importa.
La signora alla reception parla anche italiano ed anche il barista è di Napoli. Fatto sta che le nostre biciclette ce le portiamo direttamente in camera come da indicazioni della signora.
Calella ha un bel centro, ricco di negozi, ristoranti bar ecc ecc ed è anche molto vivo. Durante la nostra passeggiata prima di cena ci inbattiamo nel ristorante Can Xena un posto assolutamente da vedere per chiunque ma in particolare ai tifosi di calcio. Un vero e proprio covo della squadra del Barcellona, almeno una cagna è indispensabile qui!!
metti foto can xena!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Avrei mangiato cena qui ma Paola non ha voluto e dunque dopo un lungo girare ci siamo fermati al ristorante "Casa Carlos". Quando un ristorante o un hotel non mi piace in genere non ne parlo, ma in questo caso sono costretto a fare un' eccezione. A volte lo squallore del posto non è per il posto in se stesso che non era nemmeno male, ma lo squallore è stato nel cameriere, un uomo pieno di sè che trattava tutti con sufficienza e alla fine ci ha letteralmente rapinati con il conto. Un posto ASSURDO.
30 Aprile 2026 ore 8.00
Stage 22 Calella » Barcellona km 61,38 ▲ +247m
Oggi giornata speciale per il nostro arrivo a Barcellona!!!
Il mio pensiero va a Silvano e Loredana quando circa 35 anni fa erano partiti da Torino alla volta di Barcellona quando ancora non c ' erano ciclabili, le macchine passavano senza tener conto che eri in bici e tutti erano più sereni. Ecco ci siamo anche noi a Barcellona!
Partiamo da Calella presto. A Calella il lungomare si ferma contro un promontorio e quindi occorre prendere la strada nazionale che al momento non appare trafficata. Arrivati a Sant Pol de Mar decidiamo di abbandonare la nazionale per andare sul mare. Perocrriamo un bellissimo e tranquillo sterrato. A sinistra il mare e a destra la ferrovia.
Arriviamo così ad Arenys de Mar dove alla Punta del Canyadell, una galleria ferroviaria ci impedisce di proseguire. Torniamo indietro e prendiamo la nazionale. Alterniamo dove possibile lungomare e nazionale, superiamo Matarò, Villasar de Mar e poi sentiamo il bisogno di una pausa rinfrescante a Premià de Mar.
Percorriamo casualmente una piccola via che porta ad una piazzetta con alcuni piccoli bar tra cui Barmuttet (antigua Casa Galizia), un autentico paradiso di tranquillità a 50 metri dal casino della strada nazionale. Ci saremmo fermati li tutto il giorno e anche alla sera, altro che Barcellona! Una signora bionda gentilissima e simpatica impegnata a preparare succulente pietanze tipo pulpo a la Gallega, bacalao ecc ecc ci porta la cagna desiderata.
Dobbiamo per forza proseguire anche perchè ormai dalla spiaggia si intravede l' inconfondibile palazzo a forma di supposta, la torre Glòries di Barcellona, la Sagrada Familia, e la centrale termoelettrica.
Entriamo così a Barcellona alle ore 15.00, con i semafori dedicati alla biciclette.
Gironzoliamo un pò nel centro di Barcellona e poi ci dirigiamo verso l' hotel dove abbiamo prenotato, l' Easy Hotel Barcellona Fira ad Hospitalet de Llobregat, dove prontamente una simpatica ragazza italiana ci fa mettere le biciclette in uno stanzino al chiuso.
Usciamo per fare un giro e anche per cercare un posto dove mangiare, gironzoliamo a piedi per le piccole vie di quella zona ed alla fine ci ispira serata tapas presso il ristorante "A ruta Gallega".... ottima scelta!
1 Maggio 2026 ore 8.00
Stage 23 Barcellona » Vilanova i la Geltrù km 48,35 ▲ +347m
Partiamo con calma, oggi è l ultima tappa. L' uscita da l' Hospitalet de Llobregat che poi è un tutt' uno con Barcellona è lunga non finisce mai, oggi è anche festa nazionale 1 maggio come da noi e dunque per il momento ce poca gente in giro.
Continuo a sentire da un paio di giorni un fastidioso rumore che proviene sembra dal movimento ventrale dei pedali dalla ruota posteriore, che alla fine risolvo entrando nel Parc Agrari del Baix de Llobregat. Il perno che blocca fissa la ruota posteriore si è, non so come allentato e la ruota non era quindi fissata bene.
Dopo un lungo e noioso rettilineo arriviamo finalmente a Castelldelfes, sul mare e ci fermiamo in un bar per bere qualcosa.
Subito dopo inizia la strada costiera C31 inizia a salire in modo anche ripido mediamente del 6% con punte del 13% e con un susseguirsi di curve. Nel frattempo il traffico è decisamente aumentato e cosa succede? Succede che, così come dovrebbe essere anche in Italia, gli automobilisti spagnoli non passano sfiorandoci ma aspettano di fare un sorpasso sicuro nei nostri confronti, questo provoca sicuramente un rallentamento e dunque coda.
Noi cerchiamo di fermarci appena troviamo uno spazio per far fluire il traffico ma alla fine un motociclista frustrato perchè non può fare le "pieghe" con la moto a causa del rallentamento mi affianca ed inizia ad urlare che siamo dei coglioni a bloccare il traffico, che ci dobbiamo fermare e che dobbiamo stare a casa. Gli ho chiesto di fermarsi un attimo per favore ma non mi ha ascoltato. In compenso anche nell' altro senso alcune bici rallentavano anche loro il traffico. Questa cosa la racconto perchè è un tratto veramente difficile da affrontare.
In un modo o nell' altro arriviamo prima a Sitges e poi a Vilanova i la Geltrù posto di arrivo della nostra tappa.
Abbiamo prenotato presso il "Gatell hotel" un hotel senza infamia e senza lode ma comodo alla stazione ferroviaria. perché domani mattina verso le ore 7 dobbiamo prendere il treno per rientrare a Monpellier.
Fa veramente molto caldo per essere maggio anzi il primo maggio. Dopo un riposino con l' aria condizionata andiamo a cercare un posto per la cena nel centro di Vilanova i la Geltrù.
In effetti ce ne sono tantissimi e per tutti i gusti. Noi scegliamo il ristorante "La tradicional Vilanova".
Non abbiamo mangiato male sarebbe sbagliato dirlo, ma il servizio non è stato veramente all' altezza. Il cameriere probabilmente anche proprietario si è dimostrato saccente, sbrigativo e con modi fare acidi, ed oltretutto trattava anche malissimo la giovane ragazza che lo aiutava in sala, tant'è che quando ci siamo alzati per andare a pagare dopo aver chiesto i conto che non arrivava, nessuno ha salutato o peggio ancora ringraziato. Negativissimo per noi.
2 Maggio 2026 ore 6,30
Dobbiamo andare in stazione delle 7 per Barcellona. Con l' aiuto di una simpatica signora addetta alla stazione riusciamo a fare i biglietti e anche capire che le bici le possiamo caricare sul treno. I biglietti valgono fino alla frontiera con la Francia ovvero a Cerbère. Il tutto alla modica cifra di 1 euro a testa perchè oggi è festivo ed hanno una promozione per la famiglia che ad un euro viaggi dove vuoi.
Fatto il cambio a Barcellona arriviamo a Cerbère e qui facciamo il biglietto per Narbonne qui anzichè 1 euro è tutto gratuito 0 euro! Invece da Narbonne a Monpellier 34 euro. AMonpellier in teoria dovremmo aspettare circa un' ora per prendere la coincidenza che ci porta a Villeneuve les Maguelone dove abbiamo lasciato la nostra auto.
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